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(it) Lotta di Classe n.79: Siamo in guerra!! Disertiamo le guerre!!

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 18 Mar 2004 10:42:07 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Una guerra senza limiti di tempo e di spazio sta coinvolgendo la terra.
Una "Guerra Infinita" voluta dagli Stati Uniti e dai loro alleati che
mira al controllo delle materie prime e al dominio economico e militare
sul mondo. Questa guerra non ha confini definiti ne limiti di durata.
Volutamente è stata chiamata "infinita" dai suoi ideatori. Può agire
quindi su tutti i territori e gli stati possibili (ieri nei Balcani, oggi
in Irak, Palestina ed Afghanistan, domani ovunque) e il resto del mondo
rimane anch’esso "trincea di guerra" permanentemente
militarizzato e privato progressivamente delle libertà. Con la scusa del
terrorismo Stati Uniti ed alleati operano e colpiscono ovunque mentre la
macchina militare sta occupando tutta la società.

La realtà è che gli Stati Uniti stessi sono da sempre i principali
registi e creatori del terrorismo internazionale, dei complotti, delle
stragi di stato e dei golpe che hanno sconvolto il pianeta dal 1945 ad
oggi. Così come sono i detentori della quasi totalità delle armi di
distruzione di massa che usano costantemente contro paesi e popolazioni
inermi (basti pensare alle vaste aree del mondo, ormai contaminate
dall’uranio impoverito e da altre micidiali sostanze sganciate dagli
aerei americani, dalla ex-Jugoslavia al Medio Oriente).

Mentre si aprono nuovi possibili fronti di guerra (già in preparazione
quella contro Siria ed Iran, ma anche in Africa, contro Sudan e
Somalia, ecc.) e militari americani operano già nelle Filippine come
nell’America Latina, continuano quotidianamente bombardamenti e
rappresaglie contro le popolazioni dell’Irak e dell’Afghanistan
colpevoli di non essersi arresi all’occupazione americana (e alla
rapina delle loro risorse, a cominciare dal petrolio).

Contemporaneamente, per favorire convivenze ed alleanze economiche e
politiche, si permette ad altre potenze "amiche" di condurre proprie
guerre di occupazione e di sterminio (la Russia in Cecenia e in altri
stati asiatici, la Francia n Africa, ecc.).

Nei Balcani infine si annunciano nuovi scenari di guerra (Bosnia,
ecc.), affidati probabilmente all’azione militare della Comunità
Europea.

A questa guerra di aggressione e di occupazione lo stato italiano
partecipa attivamente.

Nel 1999 (Ulivo al governo) l’Italia, calpestando le sue leggi e la sua
costituzione, non solo permise l’attacco alla ex-Jugoslavia (facendo del
nostro territorio un’enorme portaerei per la guerra nei balcani) ma
partecipò direttamente, con i suoi aerei, ai bombardamenti e alle
stragi di civili compiute a Belgrado e nel resto della Serbia e del
Kosovo.

Oggi 2004 (Polo al governo) l’Italia, oltre a mantenere le sue truppe in
tutti i Balcani e in molte altre parti del mondo, partecipa
all’occupazione dell’Afghanistan e dell’Irak contribuendo alla violenta
repressione dell’opposizione e attrezzandosi a gestire suoi interessi
economici sulla ricostruzione e sul controllo e lo sfruttamento di parte
delle materie prime irakene (a partire proprio dalla zona di Nassirya).

Sul fronte interno questo stato di guerra permanente (codificato dal
parlamento nel 2001 con l’introduzione dei codici militari di guerra) si
sta manifestando con molti aspetti.

· militarizzazione del territorio;
· utilizzo per scopi legati al conflitto in corso di spazi aerei,
ferrovie, porti, ecc.;
· repressione del dissenso;
· economia di guerra (tagli ed eliminazione del residuo stato sociale
rimasto per accrescere le spese militari; politica di ulteriori
sacrifici per le classi più deboli, ecc.);
· restrizione (in nome di una strumentale lotta al terrorismo) dei pochi
spazi di libertà rimasti;
· controllo poliziesco degli immigrati;

Il tutto viene sapientemente propagandato all’interno di una cultura
della guerra e della morte che vede Polo ed Ulivo teneramente
abbracciati all’interno di un’Unità Nazional-Patriottica che rilancia
simboli e valori profondamente guerrafondai mascherando il ruolo
(d’occupazione e di repressione) delle truppe italiane in Irak e negli
altri fronti di guerra con false missioni "di pace".

Così come durante l’aggressione alla ex-Jugoslavia per "scopi
umanitari" si intendevano i continui bombardamenti e il massacro delle
popolazioni civili.

L’ U.S.I., a un anno dall’inizio dell’attacco all’Irak, continua ad
operare nel terreno dell’ANTIMILITARISMO e della LOTTA DI CLASSE.

Un’antimilitarismo e una lotta totale, contro la guerra, l’imperialismo e
contro ogni forma di militarismo (e dei suoi derivati nazionalistici e
patriottici) ma anche contro alla riproposizione di ogni tipo di potere
(statale, religioso, integralista o nazionalista) che
inevitabilmente si traduce in nuove oppressioni per il popolo e le classi
più povere.

Legittimazione alla difesa quindi per tutti i popoli oppressi e
occupati (dalla resistenza Irakena all’ Afghanistan e alla Palestina) ma
per una prospettiva internazionalista, autogestionaria e federalista che
veda le classi oppresse di tutto il mondo lottare unite (non per una
generica autodeterminazione o per riprodurre nuovi poteri borghesi
nazionali o religiosi) ma per una reale emancipazione di classe e
gestione collettiva del territorio e delle sue ricchezze.

Contro la guerra in corso intendiamo batterci e invitare alla lotta: *
per il boicottamento delle basi militari (siano esse USA, NATO o
Italiane), di tutta la macchina bellica e i suoi risvolti
nell’"economia di guerra".
* per il ritiro delle truppe italiane da tutte le "missioni" sui fronti
di guerra e in giro per il mondo.

Salutiamo con piacere i continui casi di diserzione, rifiuto di andare al
fronte ed insubordinazione che si stanno verificando tra i militari degli
eserciti occupanti (in quello bulgaro come in quello israeliano, in
quello statunitense come in quello inglese). Far conoscere queste
significative esperienze (che i media tentano di nascondere),
amplificarle ed estenderle, è compito di chi oggi intende lottare
contro questo conflitto "infinito" che rischia di distruggere il mondo.

Ma ad una "Guerra Infinita" dobbiamo contrapporre un’ INFINITA LOTTA ALLA
GUERRA che parta dal rilancio dell’azione del Sindacalismo di Base
europeo e del movimento internazionale contro la guerra, non
limitandoci a rincorrere scadenze o a grandi manifestazioni che poi non
hanno un seguito reale di intervento nel territorio e contro il
militarismo.

Lanciamo quindi la parola d’ordine di uno SCIOPERO GENERALE
INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA e il rilancio dell’azione diretta
continua e diffusa ber boicottare e sabotare la macchina bellica.

LAVORATORI IN LOTTA CONTRO OGNI ESERCITO, CONTRO OGNI GUERRA


U.S.I.-A.I.T.
UNIONE SINDACALE ITALIANA


http://www.lottadiclasse.it/

Organo periodico mensile dell'Unione Sindacale Italiana sezione
dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori fondato nel 1915 da
Armando Borghi




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