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(it) Pordenone: Il 19 giugno smilitarizziamo P.zza XX Settembre

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 18 Jun 2004 10:58:07 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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ne’ con la vostra guerra, ne’ con la vostra pace
IL 19 GIUGNO SMILITIARIZZIAMO P.ZZA XX SETTEMBRE
appuntamento alle 16.00 Piazza Cavour - Pordenone
*****
Perché festeggiare l’Ariete?
Perché rendere gli onori ai soldati che stanno occupando l’Iraq proprio
quando la stragrande maggioranza delle persone ne chiedono il ritiro
immediato e si dichiarano contro tutte le guerre? Semplice: perché molti
cominciano a chiedersi chi ci guadagna, chi sta davvero facendo profitti
sulle missioni di guerra spacciate come missioni di pace. Qualcuno, in
malafede, potrebbe addirittura chiedersi quanto ci costa mantenere delle
truppe di occupazione, mentre ogni tipo di “spesa
sociale” viene drasticamente tagliata ed il numero dei nuovi poveri è in
continua espansione.

E così il governo che risponde al carovita dicendo “lavorate di più” e
“fate la spesa dove costa meno”, il governo dei condoni edilizi e
fiscali, il governo della diminuzione delle tasse a favore dei ricchi
vorrebbe anche farci credere che è un’ottima cosa spendere milioni di
euro per mantenere un migliaio di militari in Iraq.

Il governo italiano vorrebbe farci credere che la presenza dei soldati
italiani è ancor più giustificata dalla nuova risoluzione dell’ONU,
descritta anche a sinistra come l’inizio di un inarrestabile “processo di
pace”. In realtà è uno squallido gioco delle tre carte e serve
solamente al Re Nudo George Bush per fingere di avere addosso un
vestito nuovo, che copra le vergogne di anni di embargo e
bombardamenti.

Al governo italiano, invece, la cortina fumogena delle bandiere, degli
inni, dei “nostri ragazzi”, dei collegamenti televisivi non bastava più:
c’è voluta la storia dei tre mercenari, rapiti e liberati giusto in tempo
per guadagnare voti alle elezioni; c’è voluta la sceneggiata del ritorno
eroico di tre persone che lavoravano per un’agenzia di sicurezza
americana per far suonare ancora una volta le fanfare del militarismo.

Il governo italiano vorrebbe farci credere che questa è la pace: molte
divise e moltissima propaganda. Ma nessuno sembra dargli più ascolto.
Tranne un piccolo sindaco di una piccola città nel profondo nord-est: un
sindaco che conferma come la trasversalità ed il trasformismo siano la
vera essenza della democrazia rappresentativa. Un sindaco che prende i
voti a sinistra, ma guarda a destra; un sindaco che rifiuta le
onorificenze americane ad Aviano, ma non trova la forza di appendere una
bandiera della pace al municipio; un sindaco “pacifista” che
dipinge la cerimonia militare da lui ideata come una semplice formalità
amministrativa.

Ma noi, che siamo i soliti antimilitaristi rompiscatole, non ci
vogliamo credere ed il fatto che Pordenone possa balzare agli onori delle
cronache come la prima città che omaggia le truppe di occupazione ci fa
abbastanza schifo. Come ci fa schifo che i veri problemi sociali (dal
precariato ai costi dei servizi, dall’istruzione alla sanità, dai diritti
dei migranti alla progressiva riduzione delle libertà
individuali) siano beatamente ignorati e sacrificati, come sempre,
sull’altare della Patria in guerra.

QUANDO LO STATO SI PREPARA AD ASSASSINARE SI FA CHIAMARE PATRIA
FUORI LE TRUPPE D’OCCUPAZIONE DALL’IRAQ
FURI LA GUERRA DALLA STORIA


R.AF. PN – Resistenza AntiFascista

Da: "lino" <alterlinus -A- libero.it>





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