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(it) Pordenone: NO! alla parata della vergogna!

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 4 Jun 2004 17:24:35 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Sabato 5 giugno dalle ore 16,30 in P.tta Cavour - SIT-IN con
Sound-system, microfono aperto e controinformazione
***
Verso la metà di giugno (l'indicazione è per sabato 19) a Pordenone si
svolgerà la parata militare per festeggiare il rientro dall’Iraq dei
soldati del battaglione Ariete. Il sindaco Bolzonello, promotore
dell’iniziativa, ha aggiunto che questo non contrasta minimamente con le
ragioni di chi, come lui, “vuole la pace”. Geniale! Peccato che, mentre
le immagini delle torture americane nel carcere di Abu Ghraib facevano il
giro del mondo, la vedova di un militare italiano abbia testimoniato che
i soldati assistevano silenziosamente alle sevizie quotidiane inflitte
dai poliziotti iracheni ai prigionieri nelle
carceri di Nassyria.

Peccato che, per tutta risposta, i comandanti della missione abbiano
ammesso che l’unica opera di ricostruzione realizzata fino ad ora a
Nassyria è un enorme supercarcere dove gli iracheni “staranno meglio che
a casa loro”.

Peccato che i giornalisti abbiano riferito che gli attacchi contro le
truppe italiane si siano intensificati da quando, all’inizio di aprile, i
“nostri” soldati hanno aperto il fuoco contro un corteo di cittadini
inermi facendo 15 morti (tra cui 2 bambini).

Peccato che sempre più persone, in Italia, siano contrarie al
proseguimento dell’occupazione militare e chiedano a gran voce il
ritiro immediato delle truppe – altro che parate militari!

Quanto sta accadendo in Iraq dimostra, infatti, che gli eserciti non
portano mai la pace e non servono a costruire un bel niente, tantomeno
una democrazia. Gli eserciti sono la causa delle guerre, non la loro
risoluzione: e questo perché tutti gli eserciti sono e rimarranno il
braccio armato dei poteri politici ed economici che li manovrano.

L’esercito italiano non fa eccezione: è stato dislocato a Nassirya solo
per tutelare i contratti petroliferi stipulati dell’ENI nella zona. Per
quanto, poi, venga dipinto come “umanitario” anche l’esercito italiano è
responsabile di orrori paragonabili a quelli oggi imputati ai
criminali in divisa americani. Basti ricordare la “missione di pace” in
Somalia (1994), dove i militari italiani si sono distinti in torture,
stupri e violazioni sistematiche dei diritti umani. Crimini emersi
solamente qualche anno dopo, con la pubblicazione delle fotografie della
vergogna, ma per i quali nessuno ha mai pagato, né allora né mai.

“Le pagine peggiori della storia sono state scritte da uomini
assolutamente normali, vestiti con una divisa ed addestrati ad
obbedire” ha scritto un giornalista spagnolo commentando le immagini di
Abu Ghraib.

Il sindaco Bolzonello vuole rendere omaggio a questa logica schifosa e
fare di Pordenone la prima città italiana che celebra ufficialmente le
truppe di occupazione in Iraq.

Noi non staremo a guardare.

TUTTE LE GUERRE CONTRO DI NOI
NOI CONTRO TUTTE LE GUERRE

R.AF. - Resistenza AntiFascista - Pordenone

Da: "lino" <alterlinus -A- libero.it>





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