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(it) Nuovo libro sulle "Anarchiche del Rio Plate" (ca,en)

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Date Sat, 10 Jul 2004 14:00:45 +0200 (CEST)


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L'editore locale Orbis Press ha pubblicato il libro "Le anarchiche
rioplatenses 1890-1990", un saggio invetigativo sulle donne che si sono
distinte nell'attivismo e nella letteratura contemporanea in Argentina.
Al scoprire questo testo, surge una piacevole sorpresa per quel che si
pensava inesistente. Ed è proprio questo la sensazione che produce questo
libro: scoprire delle donne sorprendenti per la loro capacità
rivoluzionaria e scoprire che si è dimenticato di quello che hanno fatto.

Grazie al lavoro investigativo della dottoressa Cristina Guzzo, che ha
scavato negli archivi, nelle biblioteche e emeroteche, che ha ascoltato
le protagoniste e la voce popolare che non dimentica mai, ora possiamo
conoscere in maniera ordinata l'attivismo e la letteratura delle
anarchiche del Rio de la Plata, il cui lavoro abbraccia l'intero XX
secolo.

Utilizzando con discrezione le teorie del feminismo e offrendoci i
necessari contesti storici, Guzzo mette in prospettiva e nelle giuste
dimensioni queste libertarie che lavoravano tra il machismo gaucho, la
repressione dittatoriale, l'ignoranza degli stessi compagni ideologici.

Con tutta la società e cultura patriarcale contro di loro, hanno potuto
trasmettere il loro essere ribelli - Né dio, né padrone, né marito - non
solo attraverso gli articoli pubblicati nei periodici creati da loro
stesse, ma anche tramite l'attivismo reale, appassionato, intenso e di
piazza. Così, si rivela come Virginia Bolten da inzio alla voce femminile
negli scritti anarcofeministi rioplatensi alla fine
dell'ottocento.

Si apprende con stupore che Juana Rouco Buela, da quando aveva quindici
anni, si era già distinta nelle lotte libertarie in qualità di oratrice e
leader dello sciopero degli inquilini del 1907. Guzzo ci mostra anche
Salvadora Onrubia di Botana, dall'anarchismo umanista e contro le
convenzioni sociali, popolarizzando la cultura nell'ambiente di Buenos
Aires negli anni Venti.

La filosofa Luce Fabbri chiude il cerchio tra esuli forzate e frasi che
hanno un'importanza anche per il nuovo millenio, nonostante il dominio
del libero mercato, la globalizzazione del capitale e la cosiddetta fine
delle ideologie; nonagenaria e ottimista, Fabbri sosterrà: La utopia è il
motore della realtà e l'anarchismo il suo ordine più
profondo.

Queste donne, allora, non solo pretendevano la giustizia economica e
rompere le differenze di genere, ma cercavano anche l'onestà nei
rapporti intersessuali, mettevano in questione la famiglia come unità
autoritaria, lottavano per la proprietà del corpo e il diritto al
piacere.

Semplicemente e chiaramente, hanno dedicato la vita alla lotta per la
libertà assoluta di amare.



Una nota sull'autore: Cristina Guzzo

Originaria dell'Argentina, Guzzo è professore di spagnolo alla Ball State
University di Indiana, USA. Si è dedicato all'insegnamento
nell'Universidad de Buenos Aires, l'Universidad Nacional di Salta,
nell'Albertson College di Idaho (USA) e nell'Arizona State University
dove ottenne un dottorato in lettere ispaniche.

Ha pubblicato numerosi articoli sugli studi della donna, sulla cultura,
la lettertura e la lingua latinoamericana in giornali quali The
Americas Review, The Latinoamericanist, Alba de América, Revista
Chilena de Literatura, Fragmentos de Cultura, e altre pubblicazioni.


L'editore Orbis Press è situato a 4000 North 7th. Street Suite 102 tra
Osborn e Indian School, Phoenix, Arizona, 85014 USA. Telefono (602)
264-5011, FAX (602) 604-8179. Posta elettronica: editor@orbispress.com

Questo articolo è comparso il 08/07/04 ne "La Voz", settimanale in lingua
castigliana, pubblicato a Phoenix, Arizona, U$A.


Dalla mailing list anarqlat; traduzione di ainfos

Da: "Nelson Méndez" <mendezn -A- camelot.rect.ucv.ve>





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