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(it) Israele/Palestina: Comunicato degli "Anarchists against the Wall"

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 20 Jan 2004 13:27:18 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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In questi giorni, con la costruzione del sistema di recinti, fosse e il
muro della separazione che ruba i campi e lascia la gente rinchiusa senza
i mezzi necessari per l'esistenza, quando centinaia di migliaia sono
esclusi dalle strutture sanitarie, dalle scuole e
dall'infrastruttura essenziale, costretti a scegliere tra l'espatrio
"volontario" o la morte, è nostro dovere come esseri umani lottare contro
questi crimini.

Abbiamo aperto a forza i cancelli a Mas'Ha per aprire una breccia nel
muro dell'odio e, con le nostre azioni, proporre un'alternativa
vibrante e vitale alla politica di apartheid del governo israeliano. Noi,
a cui il destino di questa terra è importante, consideriamo il sistema di
recinti e muro un disastro immenso per il popolo palestinese, ma anche
una minaccia diretta per noi e per chiunque desideri una vita sicura di
pace. Non è un recinto per la sicurezza; è un recinto razzista di apartheid
che sarà la causa di versamenti di sangue per molti anni.

Noi cerchiamo nelle nostre vite quotidiane di vivere i cambiamenti che
vogliamo. Lavoriamo nello spirito di piena cooperazione, senza capi.
Arriviamo alle nostre decisioni tramite il consenso e ognuno
contribuisce secondo le sue capacità. Crediamo che si possa ottenere
giustizia e uguaglianza con l'accordo libero tra le persone e che lo
Stato sia solamente uno strumento di aggressione dei gruppi dominanti
etnici o di classe.

Siamo realisti; ci è chiaro che l'abolizione del sistema di stato non
succederà domani. Ma oggi stesso, si può demandare un modo di vivere
"senza governatori o governati", "senza padroni o schiavi". L'azione
diretta diventa atto democratico quando la democrazia smette di
funzionare. Il Muro di Berlino non fu smantellato dai governi o dagli
accordi, ma dai cittadini stessi che l'hanno buttato giù con le proprie
mani.

Da sempre, ci sembra, ci hanno lavato il cervello con l'odio e la paura
nei confronti dei nostri vicini palestinesi. Non abbiamo fatto le gite in
campagna senza la scorta armata... Ci dicevano che eravamo stati noi a
porre la mano della pace ma che non c'era stata risposta. Però queste
menzogne sono state svelate e ora sono sotto gli occhi di tutti coloro
che collaborano nelle azioni contro l'occupazione. Abbiamo dormito
insieme sotto gli ulivi (prima che sono stati sradicati), abbiamo
marciato insieme fino al recinto e continueremo a lottare insieme -
israeliani, palestinesi, internazionali - per la giustizia e
l'uguaglianza per tutti.

Sono ormai anni che la brava gente dice che quando sarà in atto il
trasferimento forzato dei palestinesi, loro si sdraieranno davanti ai
camion e ai pullman, in modo di impedire che venga commesso un tale
crimine. Ma hanno già cominciato! Quando si toglie dalla gente la
possibilità di accedere ai mezzi di esistenza, non hanno più scelta.
Migliaia lasciano già i loro villaggi per trovare cibo per sfamare i
figli. La pulizia etnica c'è, davanti ai nostri propri occhi e abbiamo
una sola scelta: usare quei pochi diritti di cui ancora godiamo,
rimasti dai tempi della democrazia israeliana, per infrangere le leggi
razziste e immorali. Sì, rompere i cancelli e i recinti, bloccare le
ruspe con i nostri corpi, entrare nelle zone militare chiuse,
trasformare il nemico in amico! La resistenza palestinese e israeliana
continuerà finché ci sia l'occupazione che è fonte e infrastruttura del
terrore.

5 gennaio 2004

Anarchists Against The Wall


traduzione di nmcn/ainfos





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