A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

=?UNKNOWN?B?KGl0KQ==?= Cdc FAI: L'anarchia =?UNKNOWN?B?6A==?=prioritaria, ma non si fa per posta

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 12 Jan 2004 12:08:43 +0100 (CET)
Delivered-to a-infos-outgoing@ainfos.ca


________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________

Quella che segue è la mozione su repressione e provocazioni
antianarchiche approvata al convegno della FAI svoltosi a Milano il 10 e
11 gennaio.

L'anarchia è prioritaria, ma non si fa per posta

Se questo fosse un mondo accettabile, se l’informazione non fosse una
pericolosa arma di guerra, di quelle destinate alla distruzione di massa,
senza alcun riguardo verso l’inerme popolazione civile, la
notizia che qualcuno aveva incendiato i soliti cassonetti e poi spedito
per posta qualche libro infarcito di petardi, avrebbe avuto la propria
degna collocazione in cronaca.

L’eco mediatica suscitata dei petardi inviati a Romano Prodi, al
presidente della BCE, all'Eurojust e ad alcuni eurodeputati, qualche
giorno dopo l’incendio di un paio di cassonetti nel centro di Bologna, è
divenuta il pretesto per elevare al massimo "l’allarme terrorismo" che
Berlusconi e Bush avevano pronosticato nelle settimane precedenti. Da una
sponda all’altra dell’Atlantico erano rimbalzati gli annunci di attentati
con relativa militarizzazione dei voli e del territorio. Con queste
misure, la guerra duratura e preventiva intende raggiungere il duplice
obiettivo, da un lato, di alimentare la paura per via
dell'insicurezza evocata da un nemico esterno sempre in agguato, e
dall'altro di tenere sotto scacco tutti i soggetti coinvolti nel
collasso di un sistema di disciplinamento sociale, economico e politico
che necessariamente implica la criminalizzazione, l'espulsione e
l'eliminazione violenta di chiunque non si riconosca nelle regole del
gioco. All’epoca della guerra totale al terrorismo occorre di tanto in
tanto innalzare la tensione, altrimenti si corre il rischio che il lezzo
dei cadaveri dei bambini morti in Afghanistan o la notizia dei
prigionieri iracheni picchiati a morte, risulti alla fine intollerabile
anche per i tolleranti sudditi di questo nostro nord capitalista e
guerrafondaio.

D’altro canto, nel nostro paese, da mesi il Ministero dell’Interno ed i
media agitano lo spauracchio del terrorismo, indicando negli anarchici il
pericolo maggiore. Alcune indecenti veline poliziesche erano giunte
persino ad ipotizzare una mano anarchica dietro la triste moda di
avvelenare le bottiglie di acqua minerale. In un’epoca in cui i governi
promuovono la privatizzazione delle risorse idriche assetando decine di
milioni di persone in tutto il pianeta, in un’epoca in cui le lordure
prodotte dal capitalismo rendono l’acqua imbevibile, non si trova di
meglio che gettare fango su chi si oppone a questo scempio.

Ma, se gli anarchici sono stati il bersaglio preferito del governo e
della stampa, le attenzioni di questi signori hanno avuto una ben più
ampia portata. Retate e perquisizioni nelle case e nei quartieri
abitati da migranti sono stati all’ordine del giorno per tutto il 2003.
Gli immigrati sono stati trattati in blocco come potenziali criminali,
sino a comminare espulsioni in base a meri sospetti di collusione con
organizzazioni terroriste. Per non parlare dei tranvieri che sono
entrati nel novero dei pericolosi delinquenti per aver tentato di
ottenere un pugno di euro in più scioperando fuori dalle gabbie imposte
da una legislazione che ha ridotto il diritto di sciopero ad una
barzelletta. E, prima di loro, era toccato ai milioni di persone che
avevavo manifestato contro la guerra, contro il militarismo, contro la
politica neocoloniale del governo italiano. Sul piano interno,
pertanto, la guerra preventiva impone di neutralizzare sul nascere ogni
tentativo di autorganizzazione sociale che sfugga ai balbettanti
meccanismi di recupero e integrazione istituzionale, attivati dai
partiti e dagli apparati sindacali di stato.

In definitiva chiunque critichi l’azione dell’esecutivo finisce con
l’essere in odore di terrorismo: al punto che la mera opposizione
all’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori o alla
definitiva precarizzazione del lavoro sancita della legge 30 ha finito
con l’essere collegata agli uccisori di Biagi.

A fine anno, a degna conclusione di un periodo in cui ogni forma di
dissenso è stata puntualmente criminalizzata, sono arrivati puntuali
questi pacchetti. Innocui per i destinatari ma sapientemente utilizzati
sulla via della realizzazione locale dello stato di polizia globale. Già
si parla di leggi speciali che vanno ad aggiungersi alle tante leggi
repressive di un trentennio in cui ogni nuova "emergenza" si è portata
via un po’ delle pur esili libertà conquistate. Contro i ceti subalterni
è già allo studio l'ipotesi di estensione del reato
associativo di derivazione fascista che si fa beffe, come sempre,
dell'apparente assioma liberale sulla responsabilità individuale di
fronte al giudice penale.

L’allarme suscitato dalla posta natalizia ha finito con il dare una
spinta probabilmente decisiva al lento e faticoso processo di
costituzione di una polizia europea: a carabinieri, poliziotti,
finanzieri, vigili si uniranno anche gli eurocop!

Per non dire del polverone che ha finito per porre in secondo piano lo
scontro istituzionale sull’informazione, le crescenti difficoltà
all’interno della maggioranza o questioni quali le pensioni e le
opposte libertà di licenziamento e di sciopero. E in questi stessi giorni
la compagine guidata dal cavalier Berlusconi, dopo aver risolto con altre
leggi "speciali" i problemi suoi e della sua classe di
appartenenza, si accinge a spazzar via quello che resta del sistema
previdenziale ed a rilanciare l’attacco contro le residuali garanzie
stabilite dallo Statuto dei lavoratori.

Se un’azione dovesse essere giudicata dai suoi risultati non potremmo
avere dubbi sui mittenti di tale fumosa corrispondenza. E, diciamolo
chiaro, per qual che ci riguarda poco importa se gli autori siano alle
dirette dipendenze del Ministero dell’Interno o svolgano generosa opera
di volontariato. Gratuito o retribuito il loro è uno sporco lavoro.

Infatti con i pacchi sono arrivate anche lettere che li rivendicavano a
nome di una neonata aggregazione informale il cui acronimo "FAI" è
identico a quello della Federazione Anarchica Italiana. Evidente
l’intento irrisorio, forse meno evidente ma ben più grave la volontà di
mettere in difficoltà anarchiche ed anarchici impegnati in una dura lotta
quotidiana per la costruzione di una società di libere ed eguali.


Ma una tale società non si può imporre. Gli anarchici sanno che la
libertà è una pratica collettiva che necessita di impegno costante perché
si radichi nelle coscienze e nell’agire quotidiano di ciascuno,
traducendosi in azione comune e lotta sociale. La rivolta contro
l’oppressione diviene sterile fiammata se, insieme, non costruisce, non
sa contaminare l’ambiente in cui vive e senza il quale si
estinguerebbe.

Bakunin sosteneva che la libertà di ciascuno è accresciuta dalla
libertà di tutti: qui vive e si alimenta il nocciolo profondo
dell’anarchismo sociale, che, costitutivamente, è progettualità
rivoluzionaria, spinta alla trasformazione che vede protagonisti in prima
persona gli oppressi e gli sfruttati.

L’agire degli anarchici si sostanzia all’interno dei movimenti sociali,
nei percorsi di autonomia da ogni istituzione, nella capacità di dar vita
ad organizzazioni specifiche e di massa improntate ai principi
dell’autogestione e del federalismo. Una Federazione Anarchica è un
ambito di relazione e confronto vivo tra uomini e donne che condividono
il metodo libertario ed hanno in comune un programma di mutamento
sociale radicale. Una Federazione Anarchica preconizza in concreto
l’ambito sociale nella quale vorremmo vivere, dove il rapporto diretto,
faccia a faccia, il confronto ed anche lo scontro tra opzioni diverse
mirano alla sintesi possibile nel rispetto delle scelte e dei percorsi
individuali. La sua costituzione formale è garanzia di libertà, perché
l’intesa associativa che la costituisce si fonda sull’autonomia dei
gruppi e degli individui.

Gli anarchici della Federazione Anarchica sono abituati, loro malgrado,
ad affrontare la repressione. Il nostro impegno nelle piazze, nei posti
di lavoro, contro il razzismo, il militarismo, la guerra, l’oppressione
capitalista e statale solo nell’ultimo anno ci è costato numerose
denunce. Per non parlare delle manganellate, delle perquisizioni, della
costante opera di disinformazione operata dai media.

Siamo stati alle manifestazioni contro la globalizzazione capitalista, di
fronte ai lager per immigrati ed alle carceri, nelle lotte contro le
fabbriche di morte, le discariche nucleari, gli inceneritori, abbiamo
fatto scioperi e picchetti, siamo presenti nelle lotte per la casa e gli
spazi sociali, ovunque si pratichi l’autorganizzazione, l’azione diretta,
il rifiuto della delega e la partecipazione: dalla Lucania della rivolta
contro la discarica nucleare ai tranvieri in lotta.

Governo e stampa si ostinino pure nel binomio bombe ed anarchici,
terrorismo ed anarchia: non ci lasceremo intimorire, oggi come nel 1969.
Con buona pace di chi ha creduto di metterci in difficoltà,
manipolando la nostra sigla e gettandola in pasto dei media. Sono tanti
quelli che ci conoscono e sanno bene chi sono i terroristi che ogni
giorno bombardano, avvelenano, opprimono, sfruttano, uccidono,
incarcerano i senza potere e gli sfruttati. Essi siedono sui banchi dei
governi, nelle gerarchie di tutte le chiese, nei consigli di
amministrazione delle aziende e delle banche, tra le fila dei
parlamenti, nei quartieri generali degli eserciti. Per sconfiggerli
occorre l’impegno solidale degli oppressi e degli sfruttati: i soli
capaci di mettere fine all’oppressione, alla gerarchia, allo stato.


Il convegno nazionale della F.A.I. - Milano, 10-11 gennaio 2004

Compagne e compagni di Torino, Alessandria, Vercelli, Milano, Novate,
Varese, Bergamo, Venezia, Trieste, Savona, Chiavari, Genova, La Spezia,
Carrara, Livorno, Pisa, Reggio Emilia, Parma, Correggio, Val D’Enza,
Bologna, Imola, Chieti, Roma, Napoli, Palermo.


[dal forum di Contropotere]




*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici

Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca




A-Infos Information Center