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(it) Comunicato Commissione Sindacale FdCA

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sat, 17 Jan 2004 11:25:40 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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INVERNO CALDO

Il nuovo anno è cominciato nel segno della lotta e della repressione. I
nodi della politica economica del governo stanno venendo
drammaticamente al pettine, mostrando d'altro canto crepe sempre più
vistose nello schieramento sindacale.

Tasso di inflazione reale che non scende sotto il 5,5% a fronte di salari
e pensioni che non ne possono reggere il passo, precarietà
sempre più diffusa legittimata dalla legge 30, scelta governativa
sempre più sfacciata di favorire imprese e redditi alti a scapito delle
fasce più deboli della popolazione, sono elementi cardine di un ben
preciso progetto sociale che il governo Berlusconi sta attuando
innestandosi sulle politiche neoliberiste dei precedenti governi di
centrosinistra.

Sul piano sindacale, alla rottura - più apparente che reale -
dell'unità della triplice in seguito alla sigla del Patto per l'Italia da
parte di Cisl e Uil, ha fatto seguito una fase di progressivo
riavvicinamento della Cgil alle due confederazioni firmatarie, sia nella
gestione dei rinnovi contrattuali di alcune importanti categorie come il
pubblico impiego ed i ferrovieri, che nell'accettazione
sostanziale dei contenuti di quel patto su temi centrali quali articolo
18 e legge 30.

Ciò ha dato origine nella Cgil ad una "schizofrenia" evidente, tra le
federazioni che ne fanno parte, rispetto ai rinnovi contrattuali.
Mentre la Fiom continua infatti la sua lotta coerente contro il
contratto firmato separatamente da Fim e Uilm, una federazione come la
Filt ha sostenuto a spada tratta un indecente rinnovo contrattuale dei
ferrovieri, che contiene in sé tutti gli elementi di quel Patto per
l'Italia contro cui la confederazione aveva dato battaglia giungendo
anche a mettere in discussione l'unità sindacale. Non solo. La stessa
Filt ha poi firmato un contratto autoferrotranvieri assolutamente in
controtendenza e quindi gravemente insufficiente rispetto alle
rivendicazioni di quella categoria di lavoratori, finendo scavalcata
dalle lotte organizzate dalla base con scioperi duri e di massa, che
proseguono tuttora anche in violazione della legge 146.

In questo quadro generale, in cui il governo dà coerentemente
attuazione al proprio programma antipopolare e Cgil - Cisl - Uil
balbettano chiedendo timidamente il ritorno ad una concertazione ormai
morta e sepolta, si inserisce quindi l'esemplare lotta degli
autoferrotranvieri. Esemplare perché autorganizzata e di massa, in grado
di coinvolgere settori via via più ampi di popolazione e di
smascherare un sindacato ed un centrosinistra (con tutte le sue
componenti, non ultima quella delle organizzazioni di consumatori di
riferimento), assolutamente schierati sul versante delle
privatizzazioni dei servizi pubblici e più attenti alle necessità della
cosiddetta azienda Italia che ai bisogni dei lavoratori e dei
cittadini.

Ma nel momento in cui i lavoratori riprendono l'iniziativa e lo fanno
autonomamente con il supporto di sindacati di base finalmente in grado di
esprimere una posizione ed una piattaforma comune (come nel caso degli
autoferrotranvieri), o settori combattivi di categorie come i ferrovieri,
che non si stancano di denunciare i drammatici effetti della
liberalizzazione di un servizio pubblico fondamentale come le ferrovie e
si ostinano contestualmente a lottare contro un contratto vergognoso,
ecco che puntuale scatta la repressione.

Sanzioni disciplinari agli autisti che hanno scioperato prima di Natale
violando la precettazione, sospensioni, denunce ed addirittura
licenziamenti a delegati rsu, rls, semplici lavoratori che denunciano a
mezzo stampa lo stato precario della sicurezza e della regolarità di un
servizio ferroviario pubblico ormai in via di smantellamento con la
complicità attiva di Cgil - Cisl - Uil.

Il licenziamento di quattro ferrovieri per aver espresso la loro
opinione nel corso della trasmissione televisiva Report, andata in onda
nell'ottobre dello scorso anno, va letto come una vera e propria
rappresaglia aziendale e come una minaccia ed un'intimidazione nei
confronti di tutti i lavoratori. Questa misura rappresenta un "salto di
qualità" nell'atteggiamento del Gruppo FS verso i propri dipendenti. Si è
partiti dalle sospensioni per approdare, confortati da un contratto -
firmato dalla triplice più sindacatini satelliti - che consente
l'applicazione immediata delle sanzioni disciplinari, ai licenziamenti
collettivi.

Dietro questi odiosi provvedimenti c'è anche, non secondario, il
tentativo di imbavagliare qualsiasi forma di dissenso sociale. Un
governo che non si preoccupa di fare strame dei più elementari diritti,
da quello di parola a quello di svolgere liberamente attività
sindacale, infatti, non si fa certo scrupolo di perseguitare con ogni
mezzo chi gli si oppone con le armi della lotta politica. Di qui
persecuzioni, provocazioni, "teoremi" e arresti, in particolare nei
confronti dei settori più radicali dell'opposizione sociale.

La Federazione dei Comunisti Anarchici è presente con i propri
militanti nelle lotte sindacali, politiche e sociali che oggi
attraversano e scuotono il Paese.

Soggetti attivi di queste lotte, in cui portiamo e sosteniamo,
coerentemente con la nostra impostazione, contenuti e pratiche
libertarie, esprimiamo solidarietà totale ed incondizionata ai
lavoratori autoferronvieri oggetto di pesanti sanzioni disciplinari ed ai
ferrovieri licenziati, reputando indispensabile la costituzione di casse
di resistenza e di comitati per sostenerli, così come una
campagna nazionale per ottenere l'immediato ritiro delle sanzioni e dei
licenziamenti.

Sarà necessaria la maggiore solidarietà possibile, perché occorrerà
respingere i più biechi tentativi di criminalizzazione che vorrebbero
ridurre qualsiasi espressione di auto-organizzazione a reato contro
l’ordine costituito e la "sicurezza del paese". Sarà necessaria la
maggiore mobilitazione di massa possibile perché la repressione non
colpisca i lavoratori in lotta. Sarà necessario l’impegno delle forze
sociali e politiche antiburocratiche ed antiautoritarie perché il
disagio e l’esasperazione diventino progetto libertario di lotta e di
autonomia.


Genova, 12 gennaio 2004

Federazione dei Comunisti Anarchici
Commissione Sindacale

http://www.fdca.it
fdca@fdca.it





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