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(it) Intervista FAI sul Corriere della Sera [MEDIA]

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Date Wed, 7 Jan 2004 17:26:48 +0100 (CET)


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GLI ANARCHICI DELLA FAI
«Terrorismo? A noi vengono in mente gli apparati dello Stato»
DAL NOSTRO INVIATO
BOLOGNA - Tanto per cominciare: «Chi lo dice che dietro tutti questi
attentati c’è la mano dei cosiddetti anarco-insurrezionalisti? La
polizia? E’ un’ipotesi. Sarà presa in considerazione quando ci saranno
elementi concreti per farlo». E per togliersi un altro sassolino dalla
scarpa meglio precisare: «Quando sentiamo parlare di terrorismo la prima
cosa che ci viene in mente sono gli apparati dello Stato».

Federico Ferretti parla a nome della Commissione nazionale di
corrispondenza della Federazione anarchica italiana. «Qui a Bologna -
premette - possiamo contare su un centinaio di militanti, più i
simpatizzanti e il nostro punto di riferimento è il Circolo anarchico
Camillo Berneri».

Quindi gli anarchici bolognesi non credono alla pista degli
anarco-insurrezionalisti?

«Noi non siamo investigatori. Quello che ci sembra indicativo è che
ancora una volta tutto questo clamore arriva in un momento di
difficoltà sociali e di lotte sindacali fondamentali».

Sta dicendo che qualcuno sta tentando di pilotare l’attenzione
dell’opinione pubblica?

«Perché no? Il fatto certo è che questo genere di cose è molto più
funzionale alle logiche della provocazione e della criminalizzazione del
dissenso che non alla crescita dell’organizzazione anarchica».

Quali sono i danni di questa confusione fra la vostra sigla e la
"Federazione anarchica informale" che rivendica le azioni di questi
giorni?

«Di sicuro non giova. In una città in cui ci proponiamo per le lotte
sociali, antirazziste, antimilitariste e per il sindacalismo
autogestionario e di base, ci ritroviamo tutte le volte a dover fare
distinguo e precisazioni di cui faremmo volentieri a meno».

Quali collegamenti ci sono fra il Circolo Berneri e l’area
dell’autonomia o i movimenti antagonisti della città?

«Noi abbiamo una linea autonoma. Non ci identifichiamo con nessuno. Siamo
disponibili però a confrontarci su lotte concrete con i movimenti che
condividono con noi i contenuti di queste lotte».

Che cos’è l’Europa per la Fai? Una "nemica" da combattere?

«Che dire? Noi siamo cittadini del mondo. Non ci piace nessuna
istituzione che abbia una matrice di classe dominante. Siamo per il
federalismo orizzontale, l’autogestione delle società e l’eliminazione
delle frontiere. Ma che sia chiaro: la lotta armata non ci appartiene».


Giusi Fasano

[dal Corriere della Sera, 7/1/04]





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