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(it) Comitato fermiamo la guerra PN - ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA?

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 26 Feb 2004 10:24:59 +0100 (CET)


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DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004, ORE 11.00 DAVANTI ALLA BASE DI AVIANO
ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA? SONO SOTTO CASA TUA!
UNA "CAROVANA ARCOBALENO" PER LA PACE, CONTRO LA GUERRA E LE STRUTTURE DI
MORTE

Il 20 marzo di quest’anno è stata indetta una giornata internazionale
contro la guerra in Iraq e contro tutte le guerre, perchè non esitono
querre giuste nè guerre necessarie.
In tutto il mondo si svolgeranno manifestazioni, iniziative ed eventi in
linea di continuità con le grandi manifestazioni di massa che l’anno
scorso hanno riempito le piazze con milioni di persone.

Contro l’arroganza di Bush e dei suoi alleati, che in faccia alla
manifesta contrarietà dei popoli del mondo, hanno voluto scatenare
l’ennesima guerra per la difesa e l’estensione dei loro interessi
poltici ed economici, le istanze pacifiste ed antimilitariste hanno
saputo creare importanti momenti di opposizione sia di contenuti e sia di
azioni dirette.

Un’opposizione che non può e non dev’essere dispersa ma rigenerata oggi
più che mai, dove la tanto sbandierata vittoria anglo-americana s’è
dimostrata solo propaganda, non solo perchè la guerra non è mai finita e
le vittime fra civili e militari continuano, non solo perchè le "armi di
distruzione di massa" erano solo bugie di guerra, ma soprattutto perchè
la popolazione iraqena, già stremata da tanti anni d’embargo (che ha
provocato 650.000 morti solo fra I bambini), vive ora in uno stato
d’occupazione brutale e inumano, dove disperazione e morte sono la
quotidianità.

sabato 28 febbraio alle ore 16,30 ci troveremo davanti alla caserma Fiore
per contestare la presenza della Brigata Ariete in Iraq e per chiedere
l'immediato ritiro delle truppe militari italiane impegnate in diverse
missioni di guerra (Afganistan, Balcani, ecc.);
dalle ore 17,30 accoglieremo a Pordenone in P.tta Cavour una delle tante
"caravone arcobaleno" che da diverse città italiane partiranno per
fermarsi in 100 località, portando attraverso il loro percorso la
testimonianza di un impegno diffuso e ampio per la pace, il disarmo, la
smilitarizzazione, per i diritti e la giustizia sociale.

PENSARE GLOBALE, AGIRE LOCALE

E’ importante collegare il nostro NO ALLA GUERRA alle lotte sociali
autoorganizzate sui territori locali contro le Basi militari, i treni
della morte, le industrie belliche e il traffico d’armi.

Per questo sabato 28 febbraio accoglieremo a Pordenone in P.tta Cavour
una delle tante "caravone arcobaleno" che da diverse città italiane
partiranno per fermarsi in 100 località, portando attraverso il loro
percorso la testimonianza di un impegno diffuso e ampio per la pace, il
disarmo, la smilitarizzazione, per i diritti e la giustizia sociale.

Per ritrovarci ancora domenica 29 febbraio davanti alla Base USAF di
Aviano, una delle troppe strutture di morte che invadono i nostri
territori.

Una struttura da cui partono i cacciabombardieri a massacrare
popolazioni e a distruggere città, strade, ospedali e scuole, dove anche
nei cosiddetti periodi di "pace" si consumano stragi come quelle del
Cermis o di Ustica, dove le falde di interi paesi vengono
inquinate, così come per la terra e l’aria, provocando degrado,
incidenti sul lavoro e tumori.

PER LE CONVERSIONI DELLE BASI, PER UNA CULTURA DI PACE

Se i signori della guerra sono stati presto sbugiardati riguardo il
possibile uso di testate atomiche da parte di un paese reso
definitivamente inoffensivo dal disarmo forzato dell’ONU (che ha svolto
un lodevole lavoro per gli USA), risulta ancora più paradossale il fatto
che le famigerate "armi di distruzione di masse" le abbiamo noi, contro
la nostra volontà, e proprio sotto a casa nostra.

Sono infatti una ventina le testate atomiche che Aviano ospita sotto
l’extra-territorialità della Base USAF.

Il pericolo che vengano usate per aggravare ulteriormente la miseria di
paesi "scomodi" alle super potenze è solo una delle faccie della
medaglia, l’altra non meno inquietante è il pericolo per la nostra salute
se non per la nostra stessa sopravvivenza, consci dei rischi di
manutenzione e spostamenti che tali strumenti di morte comportano.

Non paghi di questo, l’amministratore di Aviano (Rellini) ed il
governatore del Friuli-Venezia-Giulia (Illy) da una porte sono pronti a
vendere un’altra fetta di territorio (la strada pedemonte) ai militari
statunitensi e dall’altra svolazzano in F-16 rinnovando stima e
collaborazione ai comandi della Base.

Non resta che continuare, attraverso i diversi strumenti e percorsi che
sapiamo costruire, una lotta territoriale intransigente contro il
progetto Aviano 2000, per una conversione della Base USAF e la
riappropriazione del territorio da parte della società civile.

COMITATOFERMIAMOLAGUERRAPN

Da: "lino" <alterlinus (a) libero.it>




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