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(it) A4 newsbot 12 - FORTEZZA EUROPA

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 23 Feb 2004 11:09:20 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: A4 newsbot <a4newsbot@paranoici.org>

FORTEZZA EUROPA
DOPO L'EUROPA DELL'EURO, L'EUROPA DEL CONTROLLO
In questi mesi il processo di unificazione politica dell'Europa è sotto
gli occhi di tutti. Dai telegiornali, dai media in genere, spesso
ascoltiamo che ministri, tecnici e capi di stato europei si vedono, si
incontrano e stabiliscono insieme nuove leggi.
L'Europa, la tanto "famosa" Europa Unita è un dato di fatto. Come ci
hanno abituato alla parola "globalizzazione", adeguandola ormai al senso
comune, ora ci abituano a Europa Unita, quello che sarà il nostro
prossimo stato. In realtà i due termini sono molto legati: il processo di
unificazione dell'UE infatti risponde principalmente alle esigenze della

globalizzazione. Cioè l'UE, al di là delle belle parole sui valori
storici che uniscono i popoli del Vecchio Continente, è nata come un
mercato comune (CEE) il più possibile privo di dazi doganali e al fine
di far circolare liberamente le merci: liberismo. La massima aspirazione
di questo mercato comune era avere anche una sola moneta (come il
dollaro) che permettesse di facilitare e velocizzare gli scambi
commerciali. Ed anche fatto più che noto, è avvenuto: l'euro.

EUROPA UNA, B(i)ANCA E ARMATA

Lontano dai riflettori cresce e si organizza l'esercito e la polizia
comune dell'UE. L'assillante "bisogno di sicurezza" dei cittadini,
pompato dai media con continue campagne di criminalizzazione, lascia
spazio e terreno fertile per garantire a tali futuri corpi credibilità e
inevitabilità. Dal 1995 esiste l'Europol con "l'obiettivo comune di
migliorare la cooperazione tra forze di polizia nel settore del
terrorismo, del traffico illecito di stupefacenti e di altre forme gravi
di criminalità internazionale mediante uno scambio di informazioni
costante, sicuro e intenso tra l'Europol e le unità nazionali degli
Stati membri; l'Europol è incaricato, in un primo tempo, della
prevenzione e della lotta contro il traffico illecito di stupefacenti e
di materie nucleari e radioattive, le organizzazioni clandestine di
immigrazione, la tratta degli esseri umani e il traffico di autoveicoli
rubati. L'Europol si occuperà altresì dei reati commessi o che possono
essere commessi nell'ambito di attività terroristiche che si configurano
in reati contro la vita, l'incolumità fisica, la libertà delle persone e
i beni."
L'Europol attinge i suoi dati, oltre che dai propri schedari condivisi,
dal SIS, cioè dallo Schengen Information System. Questo è un enorme
database europeo condiviso da (quasi) tutte le polizie dei paesi UE dove
vengono immessi arbitrariamente i dati che riguardano le persone
indesiderate e sospette.

Al fianco dell'Europol, dalla fine del 2002, c'è Eurocop-police, qualcosa
di molto simile a una corporazione che affilia a se i maggiori sindacati
di polizia europei (di 24 corpi di polizia di 18 stati con circa 530.000
poliziotti attivi), e tende a garantire e difendere la professionalità
del poliziotto all'interno dell'Unione Europea. Sarebbe qualcosa di non
troppo preoccupante se tale organo non fosse considerato formalmente
come soggetto attivo al tavolo della Commissione Europea per la politica
sulla sicurezza. Le proposte di questo corpo, sono ovviamente sempre tra
le più repressive e interventiste.

Ma il lavoro più complesso, e comunque già avviato, è quello che punta
alla creazione dell'esercito comune europeo.
E' nata dall'ultimo vertice di Salonicco, un'Agenzia europea per gli
armamenti e la ricerca strategica, guidata da Solana, già segretario
generale della NATO, con lo scopo di provvedere all'ottimizzazione
tecnologica e operativa delle truppe e degli arsenali, cioè a coordinare
la ricerca scientifica e gli acquisti di armi di tutti i paesi UE.

L'attuale sforzo dei ministeri della difesa riuniti è quello di
raggiungere una truppa di "rapido intervento" forte di 15 brigate o fino
a 60.000 uomini. Questa "Task Force" ha determinati obiettivi (detti
missioni di Petersberg) quali:
. missioni umanitarie o di evacuazione di persone;
. missioni di mantenimento della pace;
. missioni di forze armate ai fini della gestione di crisi, ivi comprese
operazioni di ripristino della pace.

Dopo il vertice di Salonicco e dopo la presidenza del semestre UE
dell'Italia è allo studio una possibile revisione dei compiti di
Petersberg che allarghi il campo d'azione dell'Unione Europea anche a
missioni che richiedono l'uso dello strumento militare quali:
. la prevenzione dei conflitti;
. le azioni congiunte in materia di disarmo (programmi di distruzione
delle armi e di controllo degli armamenti);
. la consulenza e assistenza in materia militare (cooperazione con le
forze militari di un paese terzo o di un'organizzazione
regionale/subregionale ai fini dello sviluppo di forze armate
democratiche);
. operazioni di stabilizzazione al termine dei conflitti;
. sostegno su richiesta delle autorità di un paese terzo nella lotta
contro il terrorismo.

I CONFINI DELLA FORTEZZA

Centinaia di milioni di Euro sono stati investiti recentemente nella
costruzione di una "muraglia" che blocchi e tenga lontano gli
indesiderati. Una muraglia fatta di sofisticati sistemi di controllo
digitali, telecamere e filo spinato lungo i confini, più corpi di
polizia speciali.

Per questo esiste il SIS, attivo da alcuni anni, già alla sua seconda. La
gestione di questo perverso meccanismo di controllo, che riguarda sia
immigrati che attivisti politici che in futuro criminalità organizzata,
sfugge totalmente al nostro controllo, violando le leggi sulla privacy.
Affiancato a questo progetto è nato invece il VIS per il controllo e la
gestione elettronica dei visti. Sarà un database con la raccolta dei dati
biometrici (impronte, dna e scansione dell'iride, data di ingresso e di
espulsione) dei richiedenti d'asilo di tutta Europa. Da questo progetto
stanno sviluppando un sistema di identificazione analogo anche per tutti
gli altri cittadini europei (ma la strada è sicuramente molto lunga e
questo con gli immigrati è un banco di prova).

Il lavoro di "espulsione" è un meccanismo complesso ma anche brutale. Ai
perversi controlli elettronici si affiancano operazioni
militari/poliziesche lungo tutti i confini. Vogliono creare un Corpo
trasnazionale europeo di guardie di frontiera incaricate di controllare i
confini esterni dell'UE - soprattutto quelli marittimi - con competenze
per rimpatriare i clandestini (la Marina Militare Italiana già è
operativa nel porto di Valona). Nello specifico si tratterebbe di
formare una comune polizia di frontiera con modalità omogenee, per poi
passare a un
addestramento comune.
Non si esclude l'ipotesi di utilizzare "task force" miste ai confini
esterni, sull'esempio di quanto già avviene tra Italia e Slovenia. Su
questo è nata una Agenzia europea per il controllo delle frontiere
esterne, preposta a definire "sistemi di controllo pre-frontiera, con la
collaborazione dei Paesi di transito e partenza dei flussi di
clandestini, ad esempio nei porti, prima che le navi salpino".

Infatti le strategie atte a bloccare i flussi migratori, cioè a
infrangere le speranze e i diritti di milioni di donne e uomini, puntano
tutte, pur nella differenza delle proposte, a bloccare i migranti il più
lontano possibile dai paesi ricchi. La proposta di Spagna, Italia e
Inghilterra di creare dei centri di permanenza temporanea (leggi lager)
in Albania a Cipro e Malta è stata respinta dal vertice UE di Salonicco
solo perché gli altri stati sono propensi a fare esattamente gli stessi
lager nelle zone di confine (di stati prossimi membri UE) tipo Ucraina,
Romania, Turchia. In ogni caso con il progetto Nettuno (flotta
interforze per respingere i clandestini nel Mediterraneo sudorientale)
l'Italia e i suoi più stretti alleati hanno raggirato il tiepido "no"
dell'UE e stanno comunque lavorando in questo senso.

Tutti convengono inoltre alla creazione di una specie di cintura di Stati
Terzi intorno all'Europa che dovrebbero fungere da "ammortizzatori" dei
flussi migratori, e che dovrebbero avere il compito di attuare una prima
schedatura dei soggetti migranti, in modo da sapere in precedenza la
composizione professionale dei candidati ad entrare nella UE. Infatti da
più parti ci si riferisce al fatto che l'Unione Europea, lungi dal voler
chiudere totalmente le frontiere poiché priva di un bacino di giovani
lavoratori a basso costo, ha invece intenzione di rendere le frontiere
come un filtro-serbatoio, dove forza lavoro in attesa di essere immessa,
al momento giusto, nel ciclo produttivo.

PERCHE' CI OPPONIAMO ALLA FORTEZZA EUROPA

Se da una parte non possiamo non vedere positivamente il processo di
disfacimento delle patrie e delle nazioni europee nazioni e nazionalismi
che solo 50 anni fa trascinarono il mondo nella catastrofe della II
guerra mondiale, con 55 milioni di morti solo in Europa); dall'altra ci
si prospetta, ed è già in realizzazione, una fortezza dove solo la
manodopera necessaria al momento potrà varcare la soglia europea, mentre
per le altre masse che premono alle frontiere la prospettiva offerta
vuole solo essere clandestinità, carcere, morte e naufragi.

In questo processo di economia, dominio e guerra globale i popoli sono in
movimento, poiché questo percorso di "guerra senza fine" teso a
difendere i privilegi dell'occidente crea milioni di "desplazados" - da
cause politiche, economiche, militari ed in un futuro molto prossimo per
via del cambiamento climatico. Dalla Colombia all'Indonesia, dall'Africa
al Medio-Oriente milioni di persone sono costrette ad abbandonare i loro
territori; ma se è vero che le migrazioni sono causate da queste
strategie di economia e guerre globali è anche vero che ne sono una
forma di resistenza. Una resistenza forte che mette in crisi il sistema.

Quello che vogliamo non sono permessi di soggiorno o asilo politico:
quello che vogliamo è che nessuno sia considerato clandestino, che
chiunque possa circolare liberamente per il mondo e decidere
autonomamente dove risiedere e vivere. Vogliamo libertà di movimento e
permanenza per tutti e tutte: nessuno è illegale!

FREE TO MOVE! FREE TO STAY!
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