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(it) Umanità Nova n.5: Frontiere blindate

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sat, 21 Feb 2004 13:20:31 +0100 (CET)


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Siluri "intelligenti" contro le carrette dei migranti

Lo hanno ufficialmente presentato il 2 febbraio ma era già stato reso
noto lo scorso ottobre dopo uno dei tanti tragici naufragi al largo delle
coste siciliane. Ci riferiamo al voluminoso rapporto (400 pagine)
intitolato "Il controllo dei traffici migratori illeciti nel Mare
Mediterraneo", rapporto finanziato dal ministro dell'economia,
Tremonti, e coordinato dal generale Carlo Jean, ex consigliere militare
di Cossiga e oggi consigliere militare del ministro dell'economia oltre
che presidente della SOGIN (scorie nucleari), e da tale Gian Maria
Piccinelli, ordinario di diritto musulmano a Napoli. Francamente
abbiamo difficoltà a comprendere che ruolo abbia avuto questo signore in
un documento chiaramente mirato a "escogitare" sistemi pratici di
interdizione navale ma soprattutto troviamo difficoltà a capire cosa ci
incastri il ministero dell'economia con il contrasto all'immigrazione
clandestina: ci parevano sufficienti i disastri compiuti da altre
burocrazie poliziesche e militariste (Interni, Difesa, Trasporti e
Navigazione, Esteri) non ci sembrava il caso di peggiorare la
situazione. Ma tant'è!

Da quel che si è letto sui giornali di questi giorni il rapporto sembra
un ammasso di sciocchezze e di porcherie che si vorrebbero applicare
nella "lotta" ai natanti pieni di disgraziati che cercano rifugio in
Italia. Il "fiore all'occhiello" delle farneticanti proposte avanzate nel
documento sarebbe il "siluro intelligente" che dovrebbe "bloccare le
eliche del motore fuoribordo". Non bisogna essere lupi di mare per capire
che si tratta di una stupidaggine colossale: il "siluro
intelligente" sarebbe un A184 da 50 nodi e una tonnellata e mezzo di
dislocamento costruito dalla Whitehead Motofides di Livorno, progettato
per affondare navi e sommergibili. La sua massa e l'elevata velocità lo
rendono in grado di spaccare lo scafo di una corvetta anche senza
detonare. Una motobarca ne verrebbe sbriciolata, figurarsi un gommone! È
probabile che gli "astuti" redattori del rapporto abbiano pensato di
modificare il siluro in particolare riducendo la velocità nella fase
finale e affinando la sua teleguida. In versione anti-immigrati (già
questa denominazione dà il senso della vergognosa irrealtà di tutto il
progetto) il siluro dovrebbe avvicinarsi delicatamente alla malcapitata
motobarca ed emettere una specie di rete di gomma che bloccherebbe
l'imbarcazione "incattivandone" (termine tecnico) l'elica e il timone. A
parte che non si capisce come sia possibile "governare" un siluro non
verso una grande unità navale ma verso un piccolo pescareccio o
gommone, rimane il fatto che se anche riuscisse a evitare l'impatto
diretto, la sventurata motobarca si troverebbe senza propulsione e senza
mezzi di governo. In condizioni di mare cattivo si traverserebbe subito,
imbarcherebbe acqua alla terza rollata e prima o poi si
rovescerebbe, dato il consueto sovraffollamento di malcapitati che di
solito trasporta, portandosene dietro un certo numero. I sopravvissuti
verrebbero salvati dalle navi italiane che hanno lanciato il siluro. A
quel punto sarebbe stato più conveniente tirargli un siluro
tradizionale e buona notte, il risultato non sarebbe diverso!

Le fonti di stampa riferiscono che "sembra che la Marina abbia un
eccesso di siluri nei suoi magazzini e stia cercando di rivenderli a
prezzo di realizzo. Per cui potrebbe esistere la possibilità di una
interessante diminuzione del prezzo d'acquisto del singolo pezzo, che
viene stimato in un milione di euro. Il costo per ogni lancio è di 150
mila euro. Lo stesso missile può essere utilizzato fino a 100 volte."
Effettivamente avevamo avuto il sentore che qualcuno ci voglia
speculare sopra! Se questa è la proposta migliore figuriamoci le altre! E
infatti si prosegue con scelleratezze destinate però alle
imbarcazioni al momento del loro ritorno alle basi di partenza. Non è il
caso delle carrette che portano gli immigrati sulle coste della Sicilia o
della Calabria, ma per i solerti redattori poco importa: "la mano può
essere più pesante". Entrano in azione le armi non letali: liquidi
scivolosi che rendono ingovernabile l'imbarcazione; schiuma al
peperoncino che invece blocca gli scafisti allo scafo; siringhe di
sedativi sparate da lontano a mo' di ippopotamo a rischio di estinzione
da salvare; onde elettromagnetiche che possono indurre incoscienza; armi
acustiche e ottiche. Da usare con prudenza, si suggerisce, anche le
cosiddette Vmads, radiazioni paralizzanti messe a punto
dall'aviazione americana. Comunque su queste ultime si dovrebbero
approfondire gli studi. Generosi!

Il rapporto non prende in considerazione lo speronamento delle
imbarcazioni: "una metodologia che appare controindicata". Troppo
buoni! Ma dice anche che l'Italia "si è schierata con i più tolleranti
fra i Paesi europei", creando un "sistema che vede il nostro Stato fra
quelli preferiti" come punto d'arrivo. Per questo le "azioni di
contrasto in mare aperto", cioè respingere senza arrivare al contatto,
"sarebbero di indubbia efficacia", e con un "forte impatto
sull'opinione pubblica". Queste operazioni "potrebbero essere tentate a
scopo dimostrativo sulle navi che celano i migranti nelle stive per poi
trasbordarli su unità più piccole, "a perdere", impiegate per
raggiungere le coste italiane". In definitiva si tratta di proposte
vaneggianti che contrastano con il diritto internazionale: in tempo di
pace nessuno può affrontare in acque internazionali un qualsiasi
natante di qualsiasi bandiera nel modo ipotizzato nella "Ricerca Jean"
senza commettere un reato, del quale deve rispondere in primis
all'autorità giudiziaria del proprio Paese. Le navi si danneggiano e si
affondano solo in guerra. Le leggi vigenti proibiscono espressamente un
comportamento che metta in pericolo la vita umana in mare. È
allucinante constatare che un documento finanziato da un governo che si
dice "democratico" prenda anche solo in considerazione simili
metodologie.

Non riteniamo utile perdere altro tempo per commentare uno squallido
documento frutto di chiari interessi legati a lobby industriali o think
tank altolocate che cercano di riciclare nei nuovi scenari i loro
prodotti industriali o intellettuali realizzati negli anni della
"guerra fredda", a danno di migliaia di uomini, donne e bambini la cui
unica colpa è quella di cercare di sfuggire a guerra e miseria.


A. Ruberti


Da "Umanità Nova" n. 5 del 15 febbraio 2004
http://www.ecn.org/uenne




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