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(it) Umanità Nova n.5: Voyeurismo di regime

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 20 Feb 2004 11:21:44 +0100 (CET)


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Della donna che ha rifiutato l'amputazione

Una donna di 62 anni decide di non farsi amputare un piede, affetto da
cancrena. Ha il diabete, e quella complicanza (e la terapia chirurgica
conseguente) è una delle conseguenze possibili...
Le è stato anche dato un nome fasullo, Maria, per salvaguardare la sua
privacy (sic !). In realtà sappiamo anche che è separata da un anno, ma
che in questo frangente ha chiesto aiuto all'ex marito, che comunque "è
rimasto il suo unico punto di riferimento", che la sorella la sostiene,
che vive da sola al Giambellino (un quartiere della periferia sud di
Milano, non noto certo per essere un Eden), che è uscita dall'Ospedale
San Paolo firmando le dimissioni volontarie, contro il parere dei
medici, che probabilmente ha passato il fine settimana in Liguria (ma non
in casa di cura, da amici), e che poi è volata in Sicilia da
parenti per ritrovare un po' di serenità. La nota libertaria Tiziana
Maiolo si è detta pronta a firmare per il trattamento sanitario
obbligatorio, il Codacons (comitato di consumatori, di fatti altrui, dico
io) ha minacciato l'altro noto libertario, il sindaco di Milano
Albertini, il quale invece è titubante, e anzi ha scritto a Maria una
lettera amichevole, in cui le chiede informalmente di farsi operare, così
come l'altro noto difensore dell'autonomia popolare, il ministro della
salute Girolamo Sirchia afferma che non si può obbligare nessuno a subire
trattamenti sanitari di alcun genere, salvo in casi molto particolari. Un
altro medico, che notoriamente combatte per
l'eutanasia, invita sui media la donna a farsi operare. Inoltre vari
amputati, tra cui un ex pilota di formula 1, intervistati, hanno
illustrato come sia possibile condurre una vita accettabile anche con
gravi mutilazioni. Della donna si è anche sentito il bisogno di dire,
intervistando i vicini, che vive nella solitudine, che trascura
l'igiene e che ha una strana sua credenza nella reincarnazione, ma che
malgrado tutto è stata dichiarata in grado di intendere e di volere.

Mi verrebbe davvero la voglia di non aggiungere nulla, e di concludere
così il pezzo. Infatti mi sembra che ci sia abbastanza per definire
quello sopra riportato un elenco di evidenti nefandezze. Infatti ciò che
ci manca è solo la fotocopia della sua carta di identità. Ci
mancano le abitudini sessuali, solo forse (ma non è detto) in
considerazione dell'età...

Si è scatenato di tutto, e soprattutto ognuno ha detto la sua. Che
vergogna!

Non si tratta qui tanto di essere d'accordo con la scelta della signora o
meno. Come ci si può permettere di entrare così nel merito di aspetti
così intimi?

E poi, si badi bene, questo accade solo perché i media hanno proposto
l'affare in un certo modo, e chissà perché, forse banalmente avevano
dello spazio vuoto delle solite tragedie del mondo da riempire. Infatti
casi come questo sono probabilmente molto più frequenti di quanto si
pensi, e soprattutto di quanto i media ci diano da pensare.

Se vivessimo in un mondo in cui c'è l'abitudine di entrare nel merito dei
nostri consimili, pazienza, si potrebbe pensare che, dato che la faccenda
pone in questione l'annoso problema della salute, della vita (e della sua
qualità), della scelta cosciente di decidere, quando si può, il momento
della morte, e così via, si è un po' esagerato.

Ma non è così, compagni, guardiamoci in faccia. Viviamo
nell'individualismo più sfrenato, nella logica di farsi ognuno gli affari
propri, di tirare a campare, pensando che le energie bastino appena per
sé, figuriamoci per qualcun altro. Questo tentano di
insegnare a noi e ai nostri figli, perché questo è funzionale alla
ristrutturazione della società per renderla sempre più funzionale a
modalità di sfruttamento sottili e presentate come naturalmente
ineluttabili.

Viviamo nell'ipocrisia dell'affermare bugie, accettate come verità,
quando tutti, chi parla e chi ascolta, sanno benissimo che di falsità si
tratta. E ci insegnano ad avere paura di affermare che si tratta di
falsità, perché chi si oppone paga duramente. Altro che eccesso di
interessamento, questo è lo stesso voyeurismo scandaloso del Grande
Fratello (la trasmissione televisiva, ovviamente, non il dittatore del
libro di Orwell, quello chi se lo ricorda più).

Questa è la pornografia, quella vera. Ci immaginiamo come si deve
sentire quella donna in questi giorni ? Proviamo a metterci nei suoi
panni. Già deve affrontare una situazione pesantissima, in più con tutti
i riflettori puntati addosso.

Da un punto di vista tecnico posso solo aggiungere che io credo che sia
da considerare che certamente il tipo di complicazione, la cancrena, pone
dei seri problemi, che è difficile da curare con gli antibiotici, per
questioni che sarebbe in questa sede annoso spiegare, tuttavia al margine
mi sentirei di considerare che l'uso indiscriminato di tali farmaci (come
ho più volte affermato da queste colonne) porta poi a una loro minore
efficacia degli stessi quando servono davvero...

Ma devo dire che quasi mi dà fastidio anche scrivere queste note, mi
sembra di contribuire alla perversione di cui sopra...


Paolino


Da "Umanità Nova" n. 5 del 15 febbraio 2004
http://www.ecn.org/uenne




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