A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Umanità Nova n.4: Anatomia di uno sciopero

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 13 Feb 2004 12:48:54 +0100 (CET)


________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________

Tranvieri tra autonomia e tentativi di recupero

"Fino a 10 anni fa il rischio era quello di avere un terzo di esclusi.
Oggi non è più così. Oggi sembra che questa piramide si sia rovesciata e
che ci sia soltanto un terzo della popolazione che sta bene, mentre un
altro terzo è povero e la parte restante rischia. Negli ultimi dieci
anni, poi, è aumentato il divario retributivo tra Nord e Sud"
"La lotta è nei fatti, sta già avvenendo... Di fronte alle difficoltà
delle famiglie c'è una mobilitazione che cresce. Tanto più se il
governo non dà risposte. Il malessere sociale c'è. O il sindacato lo
governa o questo sfocia nel ribellismo o nel corporativismo"
Guglielmo Epifani da "Il Corriere della Sera" del 2 febbraio 2004

Nei giorni immediatamente seguenti lo sciopero di venerdì 30 gennaio
l'attenzione dei media si è appuntata sul tasso di adesioni allo
sciopero stesso. La cosa non deve stupire, i dirigenti di CGIL-CISL-UIL
hanno, a più riprese, posto l'accento sul fatto che l'opposizione al
contratto era di minoranza ed hanno proposto, con il sostanziale
accordo dei media, un criterio di valutazione singolare secondo il quale
chi non avrebbe scioperato sarebbe stato d'accordo con loro e su questa
linea si è tenuto, questo va da sé, il governo.

Fra gli stessi esponenti del sindacalismo di base lo sciopero del 30
gennaio provocava serie preoccupazioni. Era evidente che, dopo diverse
giornate di sciopero, con i lavoratori di Milano, e non solo,
precettati e con decine di contratti locali chiusi sul modello di
quelli di Milano e Roma ed anzi, spesso, senza contraccambi sul piano
dell'organizzazione del lavoro, lo sciopero non sarebbe stata una
passeggiata.

Credo, di conseguenza, che un giudizio vada dato a partire da questa
consapevolezza e ricordando che le medie nazionali hanno un valore
relativo in una categoria che opera in aziende e in aree geografiche
dalle caratteristiche assolutamente diverse e nella quale la partita si
gioca soprattutto nei grandi e medi centri. Lo sciopero è riuscito bene a
Bologna, Genova, Venezia, Reggio Emilia, Roma e in diverse altre città ed
in molte altre ha visto adesioni significative. Il dato nuovo è che ha
visto una partecipazione di tutto rispetto in diverse città del sud che
non si erano mosse nella fase alta della mobilitazione.

Se, quindi, non assumiamo come riferimento lo sciopero del 9 gennaio né,
questo va da sé, gli scioperi selvaggi che si sono susseguiti fra
dicembre e gennaio ma la consistenza associativa, per un verso, del
Coordinamento di Lotta degli autoferrotranvieri e, per l'altro, quello di
CGIL-CISL-UIL, è evidente che l'area di opposizione si è allargata e
consolidata come dimostra anche la robusta crescita del sindacalismo
alternativo nel settore.

A questo punto, ritengo vadano presi in considerazione due fattori. In
primo luogo quelli che possiamo definire come veri e propri
controfuochi.

È evidente che, se un movimento sorprende, in qualche misura, gli
stessi militanti più radicali, lo fa ancora di più per quel che
riguarda le controparti governative ed imprenditoriali e gli apparati
sindacali. Ma la sorpresa non è l'annichilimento. In queste settimane le
aziende hanno lavorato a segmentare la categorie concedendo aumenti dove
se ne davano, dal loro punto di vista, le condizioni. Sappiamo benissimo
che non si tratta di aumenti straordinari ma, con questi chiari di luna,
non è poco, anzi. Come abbiamo già rilevato,
paradossalmente ma non troppo, la mobilitazione degli
autoferrotranvieri ha favorito l'accentuazione del ruolo della
contrattazione aziendale sulla quale puntavano il padronato e settori del
sindacato istituzionale con in testa la CISL.

Un altro, e più sottile, controfuoco è la discesa in campo della
sinistra sindacale della CGIL con l'aperto appoggio del PRC.
Riportiamo, per darne un'idea, ampi stralci del "Documento conclusivo
della riunione di Lavoro Società della FILT/CGIL, riunita a Milano il 15
gennaio 2004, sulla vertenza contrattuale del trasporto pubblico locale"
ricordando che quest'assemblea ha visto la presenza del
Segretario Nazionale CGIL Gian Paolo Patta, Coordinatore Nazionale di
Lavoro Società e che il buon Patta è sin troppo noto per la sua azione
contro le libertà sindacali.

"...l'aumento salariale di 81 euro e di 970 euro di una tantum, non solo
non riesce a salvaguardare il potere di acquisto dei salari ma non
recupera neppure l'inflazione programmata. (Vero, peccato che questo
aumento sia perfettamente coerente con la concertazione e sia stato
accettato dalla CGIL assieme a CISL e UIL).

"...In questo modo si contraddice la giusta preoccupazione (sic) che ha
portato i sindacati nazionali ad una sofferta firma, per tentare di
riconfermare l'esistenza del contratto nazionale contro le posizioni, sia
governative che padronali, di cancellarlo e di reintrodurre le gabbie
salariali...

"La vertenza del trasporto pubblico locale, ha assunto una visibilità
nazionale in particolare dopo i blocchi dei trasporti e le iniziative di
sciopero senza il rispetto delle regole, frutto
dell'irresponsabilità delle controparti colpevoli dell'esasperazione di
un'intera categoria dopo due anni di attesa, ma è apparso evidente il
preciso tentativo del Governo, delle controparti e di alcune importanti
regioni e comuni - come Milano per l'ATM - di utilizzare la giusta
esasperazione dei lavoratori per far saltare il contratto nazionale, per
sostituirlo con accordi territoriali o regionali fondati su
differenze salariali tra territorio e territorio.

"... Il modello di contrattazione territoriale auspicato in particolare
dalla CISL, con il conseguente ridimensionamento del contratto
nazionale non può essere condiviso, ne praticato dalla nostra
organizzazione.

"Lavoro Società ritiene assolutamente provocatorie iniziative volte a
comprimere ulteriormente il diritto di sciopero attraverso un
inasprimento della legge che regola lo sciopero stesso nei servizi che,
come le recenti vicende hanno dimostrato, necessiterebbe di una
revisione in direzione opposta. Infatti, le controparti, hanno violato
per due anni gli impegni contrattuali e le regole dell'accordo di
luglio senza mai subire alcuna sanzione o richiamo dalla Commissione di
Garanzia, che diversamente è intervenuta pesantemente e a senso unico
sulle lotte sindacali, in questo senso non sono accettabili ritorsioni
penali o disciplinari nei confronti dei lavoratori che hanno
partecipato agli scioperi. (Verissimo, la normativa antisciopero non si è
però, autogenerata, a noi risulta che i sindacati istituzionali non
l'abbiano proprio avversata.)

"Abbiamo sempre sostenuto la necessità di sottoporre a referendum la
validazione dell'ipotesi di accordo da parte di tutti i lavoratori. Ma in
questo senso non si è giunti colpevolmente a una scelta unitaria, a causa
dell'opposizione da parte della CISL..."

Mi scuso per la lunghezza della citazione ma ritengo questo documento un
piccolo capolavoro. Il meccanismo, fatto salvo che, ovviamente, alcune
rivendicazioni contenute nello stesso documento sono
condivisibili ma che non si da alcuna indicazione di lotta e si rimanda
il tutto... al referendum gestito dall'apparato sindacale con mezzi sin
troppo noti, è assolutamente chiaro:

- cattivi sono padroni, governo e ... CISL. La CGIL sarebbe vittima della
cattiva CISL che impedisce i referendum e vuole fare i contratti
aziendali. Per fortuna c'è "Lavoro e Società" che riporterà la CGIL sulla
retta via;

- delle lotte non si dice nulla, tutto è rinviato al nuovo contratto;

- si rivendica un'estensione delle libertà sindacali che la CGIL nega
metodicamente;

- si rivendica un superamento della divisione fra lavoratori che
parrebbe scesa dal cielo e non il prodotto di leggi e contratti che la
CGIL ha sostenuto e firmato.

La funzione evidente di riunioni e documenti come quelli citati non è,
questo lo comprende chiunque, quella di spostare la CGIL, a meno che non
si parli di spostamenti di poltrone, ma quella di tenere nella CGIL aree
di militanti ed iscritti su posizioni critiche e, dobbiamo
ammetterlo, il gioco riesce abbastanza spesso soprattutto se viene
condito in salsa movimentista (assemblee di autoconvocati, costituzione
di comitati di lotta ecc...).

Vi è, poi, un'altra novità che merita di essere valutata. In questi
giorni si stanno chiudendo i contratti dei vigili del fuoco con un
investimento di 10 milioni di euro oltre quelli previsti dalla legge
finanziaria, 500 assunzioni, 151 euro medie di aumento al personale
operativo, 118 euro medie di aumento al personale restante e quello delle
agenzie fiscali con la riconduzione in busta paga di una quota rilevante
del salario accessorio. Si tratta, in entrambi i casi, di piccole
categorie con un discreto potere di contrasto rispetto alle politiche
governative, caratterizzate da un forte presenza del
sindacalismo alternativo e che si sono mobilitate negli scorsi mesi in
modo notevole.

Il governo ha scelto di bloccare la protesta facendo delle concessioni
una volta tanto oltre i limiti imposti dalla concertazione. Lo ha
certamente fatto per impedire l'estensione della mobilitazione ma, nello
stesso tempo, ha aperto nuove crepe nella politica di
compressione dei salari.

Si tratta di lavorare perché queste crepe si allarghino e perché si
sviluppi una pressione per ottenere forti aumenti retributivi in paga
base per il maggior numero possibile di categorie e di lavoratori.

Cosimo Scarinzi


Da "Umanità Nova" n. 4 dell'8 febbraio 2004
http://www.ecn.org/uenne/




*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici

Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca



A-Infos Information Center