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(it) Lotta di Classe n.78: Azione diretta dei tranvieri

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 6 Feb 2004 11:32:21 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Abbiamo detto che è arrivato il momento di generalizzare una "rivolta
sindacale e sociale", ormai necessaria come arma di autodifesa e poi di
riscossa popolare contro un potere politico e contro un padronato che non
ha più limiti ne regole per favorire i propri profitti e che sta portando
un terribile attacco alle condizioni di vita delle classi più deboli e
più sfruttate.
La lotta degli autoferrotranviari, che spazza via i limiti di una falsa
legalità liberticida (limitazione del diritto di sciopero) e del
controllo delle burocrazie sindacali (CGIL, CISL, UIL) sui lavoratori, và
vista proprio in questa prospettiva di rivolta sindacale (e di
riappropriazione delle forme proprie dell'azione diretta) dando forti
indicazioni a tutte le altre categorie per GENERALIZZARE UNA LOTTA, CHE
SE ESTESA DIVENTERÀ VINCENTE E CAPACE DI CAMBIARE LA REALTA' SOCIALE DI
QUESTO PAESE ed ai mille lacci e laccioli con i quali la Commissione di
garanzia ha voluto "strozzare" il diritto di sciopero.

Il, 1° dicembre 2003, nella giornata in cui a Milano si apriva la
conferenza mondiale sull’ambiente, i tranvieri dell’A.T.M. hanno dato una
grande lezione di civiltà politico-sindacale a tutto il mondo del lavoro.

I sindacati istituzionali avevano proclamato una giornata di sciopero che
doveva avere inizio alle ore 9.00 e terminare alle ore 15.00. Era questo
l’ottavo sciopero per il rinnovo contrattuale, che gli
autoferrotranvieri attendono da due anni. Ma questa volta i dipendenti
dell’A.T.M. di Milano non si sono fatti prendere ulteriormente in giro e
non hanno voluto sottoporsi ai ricatti che CGIL - CISL e UIL e
Commissione di garanzia hanno voluto creare per annullare qualsiasi
capacità di contrattazione all’arma dello sciopero.

I lavoratori dell’A.T.M.- alla testa dei quali vi erano i più giovani
assunti con contratto di formazione e lavoro - non hanno fatto uscire per
l’intera giornata dai depositi, tram, autobus e metropolitane, gettando
la città nel caos e segnando una delle pagine più importanti del
sindacalismo di questi anni.

L’Unione Sindacale Italiana plaude a tutti i lavoratori dell’A.T.M. che,
uniti e compatti, hanno voluto liberarsi dalle catene della legge
antisciopero che vincola loro, come tutti gli altri lavoratori dei
servizi pubblici essenziali (scuola, sanità, nettezza urbana,
trasporti, ecc.), ad esercitare un diritto come quello di sciopero senza
poter incidere minimamente né nei confronti della controparte datoriale
né nei confronti dello stato né tantomeno nei confronti
dell’opinione pubblica.

Il giorno prima del grande sciopero dei tranvieri, veniva detto che ci
sarebbe stato lo sciopero dei trasporti "ma i mezzi vanno comunque". Per
una volta, così non è stato. Si parla di 140.000,00 Euro di danni
all’economia per la sola provincia di Milano ma per l’A.T.M. il danno è
ancora superiore perché deve rispondere all’economia lombarda della sua
incapacità gestionale ed all’opinione pubblica del perché una società per
azioni offra solo 12,00 Euro di aumento netto mensile ad ogni
dipendente quando è disposta a buttare oltre 10.000.000,00 di Euro per
l’acquisto dei Cirio Bond di Cragnotti, che oggi costituiscono solo una
perdita secca, dato che il loro valore attuale è di 5.000.000,00 di Euro!

Questa lotta così spontanea ed unitaria deve essere una lezione per i
sindacati istituzionali, che vogliono una contrattazione pilotata con
regole dettate dalla disciplina antisciopero, e per tutti i lavoratori
perché si rendano conto che, se lo sciopero è un diritto, proprio per
questo deve essere esercitato senza limitazioni, se non quelle
dell’autorganizzazione dei lavoratori stessi.

L’Unione Sindacale Italiana chiede ai lavoratori dell’A.T.M. di aprire la
propria esperienza di lotta alle rappresentanze del sindacalismo di base,
costituendo un grande fronte unitario di tutti i lavoratori
contro un’economia di guerra che ci vuole irreggimentati, pronti al
sacrificio, disposti ad ogni flessibilità a fronte di un salario sempre
più misero a causa dell’aumento dei prezzi e dell’inflazione.

Diciamo no alla disciplina del diritto di sciopero ed invochiamo, come le
nostre controparti datoriali, la deregulation.

La flessibilità e la deregulation, se devono esistere, devono valere non
solo contro i lavoratori, ma anche a loro favore. Il risultato,
diversamente, è che i nostri diritti si trasformano in doveri ed i nostri
doveri degenerano in rischi per noi, come ci insegnano il sempre presente
rischio di licenziamento ed i numerosissimi infortuni sul lavoro.

La protesta dei lavoratori contro il carovita, l’ennesima riforma
pensionistica e le nuove tipologie contrattuali introdotte dalla legge
Biagi non deve, però, sfociare in pratiche isolate ma
nell’organizzazione di un fronte unitario di lavoratori per obiettivi
concreti e raggiungibili.

Per questo motivo l’Unione Sindacale Italiana chiama i lavoratori di
tutti i settori e di tutte le categorie a ricostruire un fonte unitario
di lotta e le avanguardie più combattive ad entrare nell’Unione
Sindacale Italiana, formando nei posti di lavoro comitati di lotta su
piattaforme contrattuali che abbiano obiettivi comuni a tutti i
lavoratori, concreti ed attuabili in tempi brevi.

Solo l’organizzazione di un sindacato autenticamente di base
consentirà, infatti, ai lavoratori dell’A.T.M. di trasformare una
giornata di protesta in una lotta vincente, ottenendo i loro diritti
senza subire la rappresaglia da parte dei vertici di azienda, Comune,
Prefettura e Procura della Repubblica.

Il nostro plauso a tutti i lavoratori dell’A.T.M. ed, in particolare, a
quei giovani tranvieri con contratto di formazione e lavoro il cui
salario è soltanto di 850,00 Euro.

La nostra solidarietà presente e futura a tutti i lavoratori che sono
scesi in lotta con forza, determinazione e coraggio, segnando la via che
tutto il movimento dovrà seguire.

Solo ricostituendo le basi dell’autorganizzazione dei lavoratori in ogni
posto di lavoro per obiettivi comuni sarà possibile costituire il
sindacato di classe che rappresenti le istanze più avanzate e
qualificate del proletariato più combattivo in ogni settore della
produzione e dei servizi, che diventi il granello di sabbia nello
stritolante ingranaggio del potere capitalistico e statale.

Organizziamoci nell’Unione Sindacale Italiana perché il fronte di lotta
dei lavoratori possa ampliarsi e prendere coscienza della propria
forza, rifiutando le regole del mondo del lavoro imposte da stato e
capitale ed accettate supinamente dai sindacati istituzionali.

Milano, 1 dicembre 2003

U.S.I. Unione Sindacale Italiana
Federazione di Milano
Viale Bligny, 22
Tel.e fax: 02/58.30.49.40



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QUANNO CE VO’... CE VO’!!!!

Sciopero generale, degli autoferrotramvieri, il 01.12.2003 dalle ore 8.45
alle 15. A Milano la situazione è stata esplosiva, il servizio è stato
bloccato, a sorpresa, per l’intera giornata. Una protesta
spontanea che ha messo in difficoltà anche gli stessi promotori dello
sciopero: CGIL,CISL, UIL; che, infatti, hanno subito preso le distanze.
Finalmente i lavoratori si sono resi conto di quanto è CASTRANTE la legge
146 sull’autoregolamentazione dello sciopero; in pratica una legge
antiscIopero, che impedisce la continuità e l’efficacia della lotta
stessa:

NOI SIAMO E SAREMO SOLIDALl CON LORO

Auguriamo che fioriscano sempre di più forme di lotta spontanee,
atipiche (ricordate la malattia di massa delle hostess?).

(Gli atti disperati hanno una radice profonda. La responsabilità del caos
è di coloro che costringono una categoria a questi estremi. CHI? Aziende,
governo e organi di informazione

BUONA LOTTA A TUTTI

http://www.lottadiclasse.it/




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