A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Lotta di Classe n.78: Sindacalismo di base - tra scioperi, problemi e voglia d'azione diretta

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 2 Feb 2004 12:08:36 +0100 (CET)


________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________

Qualcosa sta cambiando nel panorama sindacale italiano. lo sciopero
generale del 7 novembre indetto e condotto (con un discreto successo)
dall’ USI-AIT e dalla CUB di fatto rappresenta una svolta che è andata a
rompere una situazione confusa ed ambigua che il sindacalismo di base (e
non solo) si stava trascinava da alcuni anni.
La prova di forza degli autoferrotranvieri inoltre dà un forte segnale su
quale sia la strada da percorrere per un sindacalismo di base finora
rimasto sulla difensiva e troppo legato all’interno delle regole
liberticide dell’apparato istituzionale. Passare all’azione diretta
diffusa, come nel caso degli scioperi selvaggi di dicembre e di
gennaio, per arrivare a una vera e propria rivolta sindacale e sociale,
rappresenta l’unico terreno di fatto vincente per un’alternativa al
potere che deve essere capace di essere protagonista spazzando via,
insieme a governi e padronato, anche tutto l’apparato sindacale
confederale, CGIL in testa.

E’ utile, per comprendere i cambiamenti in corso nel movimento di base,
riassumere le fasi che hanno preceduto l’attuale momento storico.

1994: 1° governo di centro-destra guidato da Berlusconi. Il ministro Dini
tenta di colpire le pensioni. CGIL,CISL e UIL sollevano la piazza (e
tutti dietro... un milione vanno a manifestare a Roma).

1995: Sgambetto al governo Berlusconi. Il centro-sinistra va al governo e
Dini passa subito dalla parte dei vincitori e vara a nome del
centro-sinistra una legge che ripercorre le direttive di quella tentata
da lui stesso quando era il ministro del centrodestra (forte riduzione
effettiva del valore delle pensioni, aumento dell’età pensionabile,
ecc.). CGIL, CISL e UIL approvano. La protesta di piazza sparisce ora che
i "compagni" (?) sono al governo a rendere operanti le leggi
proposte l’anno prima da Berlusconi.

1999: al culmine di una politica antipopolare che colpisce i lavoratori e
le classi più deboli (sacrifici in nome dell’Euro, bassi salari,
disoccupazione, creazione del caporalato del lavoro interinale,
privatizzazioni selvagge e repressione dell’opposizione) il
centrosinistra manda anche in guerra l’esercito italiano ad aggredire il
popolo Jugoslavo. La CGIL (insieme agli altri sindacati e partiti di
sinistra) benedice la guerra di D’Alema collaborando alla sua riuscita
(cioè ai suoi massacri).

2001. Berlusconi e la sua cricca tornano al potere. Durante le
terribili giornate di luglio a Genova si comincia a delineare una forte
diversificazione di scelte tra le componenti maggiori del Sindacalismo di
Base. Proclamato uno sciopero generale in realtà poi c’è chi segue
percorsi comuni con anime e animucce dei Social Forum e chi decide un
percorso alternativo proprio del Sindacalismo di Base.

15 febbraio 2002. E’ probabilmente il momento più alto e "vincente" del
Sindacalismo di Base che, nonostante una perdurante litigiosità
interna, dà vita a una mobilitazione vasta e unitaria (che culmina con
una grande manifestazione a Roma) di fatto mettendo alle corde la
stessa CGIL (specie nel Pubblico Impiego) e costringendo molti iscritti
confederali a partecipare all’appuntamento del sindacalismo
alternativo. I temi sono quelli dell’art.18 ma anche la lotta alla
precarizzazione del lavoro, all’attacco a pensioni e a TFR, per i
diritti sindacali. La "base" dei sindacati di "base" (non è un gioco di
parole ma solo la verità) è entusiasta della scelta unitaria e del non
dover più rincorrere i percorsi dettati dai Confederali.

16 Aprile 2002. Si comincia a cambiar rotta. Sciopero CGIL sull’art. 18
e, nonostante le grosse responsabilità dei sindacati concertativi sulla
situazione in atto, il sindacalismo di base non riesce a diversificarsi
gran che e rischia di rappresentare la coda del carrozzone.

18 Ottobre 2002. sciopero CGIL sull’art.18. Il Sindacalismo di Base
stavolta si destreggia benino proclamando unitariamente manifestazioni
regionali separate ed alternative a quelle della CGIL (che spesso
riescono molto meglio di quelle Confederali) su una piattaforma
alternativa che viene aperta dal rifiuto della guerra.

Referendum sull’art.18 promosso da Rifondazione Comunista per giochi
interni alla gestione del "movimento". Tutti (per primi i Sindacati di
Base) sanno che portare il problema sul campo istituzionale ed
interclassista causerà una grave sconfitta. Nessuno riesce ad andare al
di là dei giochi del proprio orto e a proporre una via diversa,
riportando nella sfera conflittuale, sindacale e di classe lo scontro
sull’art. 18. La sconfitta annunciata è pesante.

Marzo-Aprile 2003 è sull’attacco USA all’Iraq che le divisioni del
Sindacalismo di Base cominciano a diventare vere crepe. Da una parte le
componenti che si proclamano nuovi soggetti politici del movimento
(rifiutando quindi la caratterizzazione, per loro restrittiva, del
"Sindacalismo di Base"), Confederazione Cobas e SinCobas (che più di
altre riflettono il pesante condizionamento del sindacato ad opera di
aree politiche, in primis di Rifondazione Comunista) optano per
rincorrere uno sciopero che dovrebbe essere proclamato dalla CGIL (e
dalla Confederazione Sindacale Europea). In realtà la CGIL non va al di
là di poche ore proclamate al momento dell’attacco (che per fortuna i
Sindacati di Base trasformano in sciopero dell’intera giornata) mentre il
grande sciopero europeo sbandierato da CGIL e FIOM come da copione non
arriverà mai. Si perde tempo prezioso per la mobilitazione e solo
forzando le cose CUB, USI-AIT e SlaiCobas danno vita a un importante
giornata di sciopero generale il 2 Aprile portandosi alla fine dietro
anche Cobas e Sincobas (rimasti fino allora in dolce attesa di mamma
CGIL).

2003 Pensioni: Con la Legge Maroni si eleva l’età pensionabile sulla scia
della legge del centrosinistra varata nel 1995. CGIL, CISL e UIL (ma
anche autonomi e UGL) chiamano a raccolta strumentalmente i
lavoratori. Se per la CGIL a fare la legge fossero stati quelli
dell’Ulivo non avrebbe fiatato ed avrebbe approvato. Ma si sa c’è il
Berluska e quindi... tutti in piazza anche se per sole quattro ore (visto
mai che lo sciopero diventi una cosa seria, si estenda e blocchi
veramente il governo!).

In più i Confederali fanno scioperare "in difesa" della legge
esistente, ciò quella del 1995 di Dini, che aveva cominciato l’attacco
alla previdenza che ora Berlusconi vuole perfezionare.
Confederazione Cobas, Sincobas, Unicobas, LAB, ecc. non hanno dubbi
(nonostante problemi al loro interno) e hanno seguito CGIL e compagnia
nello sciopero da questi indetto per il 24 Ottobre.
Per l’USI invece non è in discussione la solidarietà con lavoratori di
altri sindacati (diversi sindacati dell’USI-AIT hanno infatti
scioperato e manifestato anche il 24 Ottobre). In discussione è il
credere realmente in una politica codista con l’illusione di cambiare o
determinare le scelte della CGIL. Questa è una politica che non paga e
che sta portando al rafforzamento del sindacalismo concertativo, in
specie della CGIL, proprio anche a spese di quei sindacati
"alternativi" che hanno intrapreso quest’ambiguo e perdente percorso.

CUB e USI-AIT invece hanno proclamano lo sciopero generale del 7
novembre contro la legge Maroni e la finanziaria ma anche contro la
precedente legge Dini e la concertazione. Per l’USI-AIT le parole
d’ordine ("Sciopero è libertà !") sono quelle inerenti le pensioni, la
guerra e i diritti sindacali e sociali. Un percorso chiaro e
differente, forse non maggioritario oggi ma che ha le basi per
diventarlo domani.

Una importante manifestazione a Milano ha segnato il punto centrale della
riuscita mobilitazione del 7 novembre.

Dicembre 03- Gennaio 2004: gli autoferrotranvieri sorprendono tutti
(probabilmente inizialmente anche gli stessi Sindacati di Base) dando
vita a un forte ciclo di lotte autonome: Per la prima volta viene
infranto il tabù della ferrea regolamentazione degli scioperi (imposta
dal centrosinistra e poi dal centrodestra portando in pratica
all’impossibilità o quasi di scioperare in Italia). Si riscoprono gli
Scioperi Selvaggi che da Milano dilagano in tutt’Italia.
L’accordo-bidone raggiunto da CGIL, CISL e UIL con le controparti viene
spazzato via dai lavoratori che in massa partecipano allo sciopero
generale indetto nel settore dai sindacati di base il 9 Gennaio. Nei
giorni successivi (il 12 gennaio) ripartono di nuovo gli scioperi
selvaggi ad iniziare da Milano (dove il 9 i lavoratori erano stati
precettati) costringendo le controparti a riaprire le trattative. Il 13
nonostante una nuova precettazione autobus e metro restano fermi. La
lotta continua.

Al di là delle rivendicazioni la vera grande indicazione di questo
conflitto sta nella riscoperta dell’azione diretta e di forme di lotta
che scavalcano la gabbia imposta dalle leggi liberticide.

Una considerazione finale è doverosa. Non sappiamo se il Sindacalismo di
Base saprà far tesoro di quello che sta avvenendo e trovare
nuovamente forti momenti unitari. Noi lo speriamo e intendiamo lavorare
per questo. A questo punto riteniamo importanti i momenti di unità che si
raggiungono a livello di settore tra i vari sindacati di base (come per
lo sciopero degli autoferrotranvieri del 9 Gennaio 2004) o anche a
livello locale e regionale (vedi Coordinamenti Sindacali di Base nati in
alcune regioni e che raggruppano tutte le sigle senza esclusioni). Di
certo se si vuole essere domani un "grande sindacato", lottare
veramente per gli interessi delle classi più deboli e non diventare la
ruota di scorta di CGIL ed Ulivo occorre continuare nella strada
intrapresa nella proclamazione degli scioperi del 15 Febbraio del
2002,del 2 Aprile e del 7 Novembre dello scorso anno e nelle forme di
lotta indicate dall’azione degli autoferrotranvieri.

Un percorso "nostro" cioè realmente autonomo e alternativo che sappia
imporre e gestire scadenze, mobilitazioni e programmi realmente di classe
e di base.

Gianfranco Careri

http://www.lottadiclasse.it/




*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici

Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca



A-Infos Information Center