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(it) Francia: "Courant Alternatif" n.144: Afghanistan - prime lezioni di democrazia occidentale (en,fr)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 21 Dec 2004 10:42:28 +0100 (CET)


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Sopresa, sorpresa. Lo scorso 4 novembre, Hamid Karzai è stato dichiarato
presidente -mani in alto- in seguito alle prime "libere" elezioni dai
tempi dell'invasione del paese da parte della coalizione delle forze
anti-Bin Laden (americani, europei, truppe francesi comprese). La
vicinanza del presidente Karzai con la famiglia Bush non ha ovviamente
avuto alcuna influenza sull'esito delle elezoni del 19 ottobre. Né l'ha
avuta la sua precedente attività di consigliere per la compagnia
petrolifera americana Unocal. I 18 candidati avevano ricevuto tutti dei
benefici dall'ufficio assistenza di Awaz, una compagnia di produzione che
ha sede a Kabul ed è sovvenzionata dall'ONU per produrre annunci
elettorali via audio e video, cioè l'ultima trovata nella comunicazione
politica per quanto riguarda le democrazie civilizzate. Immagini, sonoro,
politiche di mercato, vuote promesse e gli Afghani impareranno molto
presto quali sono le regole base del dibattito democratico.

Ovviamente, ci sono stati i cacciatori di scandali che hanno cercato di
offuscare il lavoro civilizzatore dell'Occidente insinuando dubbi sulla
validità del voto, come nel caso ad esempio di un numero di votanti di
gran lunga superiore ai dati indicati come plausibili dalla demografia
del paese. Il vero e significativo numero del potenziali elettori è stato
tradotto sul terreno in rappresentazioni deliranti. Così, la provincia
del Panjsher contava un 200% di elettori registratisi e quella di
Jalalabad il 140%. Non vi è alcun modo di impedire ad una persona di
potersi registrare più volte con diverse identità. La campagna elettorale
è stata anche segnata da una massiccia compravendita dei voti col denaro
che cambiava di mano, sacchi di riso, vestiti, ecc. In questo giochetto,
Karzai ne ha ovviamente approfittato contando su risorse finanziarie
superiori a quelle degli altri candidati.

Di questi, 14 si sono lamentati di frodi a causa di un certo problema con
l'inchiostro usato per provare che un elettore aveva votato, inchiostro
che in certi casi non sarebbe stato indelebile, permettendo quindi di
poter votare diverse volte. Ma le cose sono ritornate rapidamente a
posto, una volta giunta la promessa di posti ministeriali nel futuro
governo. Rachid Dostom ed altri candidati che si erano lamentati sono
stati persino ricevuti dall'ambasciatore americano. Le loro lamentazioni
vennero ritirate. Dostom è una degli ultimi signori della guerra in
Afghanistan. Fa base nel nord-ovest del paese, dove lui è la legge e
l'ordine. L'area della capitale Shibergan è il suo regno. Dostom è
sospettato di molti crimini di guerra. Secondo un consigliere di Karzai,
gli americani gli avevano messo sul piatto che se voleva mantenere il
dominio sulla sua provincia doveva ritirare le sue accuse di brogli,
altrimenti lo avrebbero privato del potere nella sua area.

In breve, l'ONU (che aveva finanziato il processo elettorale) era così
sicura di una vittoria di Karzai al primo turno che non aveva
preventivato fondi per finanziare un possibile secondo turno. Hanno
detto: dobbiamo imporre la democrazia e la civiltà nei paesi dell'asse
del male...

Bene, hanno proprio cominciato alla grande in Afghanistan.

Articolo da "Courant Alternatif", n°144, dicembre 2004,
giornale della Organisation Communiste Libertaire (Francia)
http://oclibertaire.free.fr

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
http://www.fdca.it

http://www.ainfos.ca/04/dec/ainfos00210.html (inglese)




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