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(it) Milano: foto della targa in memoria di Pinelli

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 21 Dec 2004 10:41:48 +0100 (CET)


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Gli anarchici non dimenticano.
A quest'indirizzo: http://italy.indymedia.org/news/2004/12/696750.php
trovate alcune foto e i comunicati relativi all'apposizione di una targa
in memoria di Pino Pinelli a Milano, in via Pinelli (ex via Preneste)
* * * * *
Giuseppe Pinelli. 12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2004 -----
Nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre una targa è stata apposta in
memoria di Pino Pinelli all'ingresso della casa dove abitava un tempo.
Inoltre via Preneste è stata rinominata "via Pinelli". -------
All'iniziativa hanno preso parte circa 200 persone che hanno raggiunto il
luogo in corteo, intonando canzoni anarchiche. Si è così conclusa la
serata indetta dalla Federazione Anarchica Milanese e dal Centro Sociale
Micene. ------ Alcune foto della targa ---- il comunicato di indizione
dell'iniziativa e quello emesso il giorno successivo ----- un articolo
uscito su Umanità Nova in occasione del 35° anniversario dell'assassinio
di Giuseppe Pinelli nei locali della questura di Milano.

Comunicato emesso dalla FAI Milano il 14 dicembre
Questa sera, martedì 14 dicembre 2004, alle ore 22,30 circa, è stata
posta una targa in ricordo di Giuseppe Pinelli, a 35 anni dalla sua
morte, dove abitava all'epoca dei fatti, in via Preneste 2: "Qui abitò
Giuseppe Pinelli - ferroviere anarchico ucciso innocente il 15.12.1969
nella questura di Milano". La targa riproduce anche il celebre quadro di
Enrico Baj "il funerale di Pinelli" Nell'occasione è stato affisso anche
un cartello che riportava "via Giuseppe Pinelli". All'iniziativa promossa
dalla Federazione Anarchica Milanese e dal Centro Sociale Micene, con
l'adesione di A-Rivista Anarchica, la rivista Libertaria, il settimanale
anarchico Umanità Nova, la Cascina occupata Torchiera senz'acqua e, nel
territorio, il Sicet (sindacato inquilini) il PRC di S. Siro e "Todo
Cambia" (associazione multietnica), hanno partecipato in corteo in circa
duecento, intonando canzoni anarchiche.

Il comunicato di indizione dell'iniziativa svoltasi prima al centro
sociale "Micene", poi in corteo sino a via Preneste.

MARTEDI' 14 dicembre 2004
QUELLA SERA MILANO ERA CALDO…
DALLE ORE 21.00 al C.S. "Micene" via Micene
Una serata per non dimenticare
Nei luoghi dove Pinelli viveva
Rappresentazione Teatrale di Maria Dilucia
"UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA"
(Autobiografia di LICIA ROGNINI PINELLI) scritta da PIETRO SCARAMUCCI
Canti e musiche con il Coro "Micene"
Alessio Lega
Santo Catanuto
Interventi e… altre sorprese
E' una iniziativa della Federazione Anarchica Milanese - FAI e del Centro
Sociale "Micene" A seguire corteo e apposizione di una targa in ricordo
di Pinelli

Da Umanità Nova n. 40 del 2004

12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2004: la criminalità del potere
Terrore di Stato

Manifestare e mobilitarsi per un avvenimento che è ormai storia: che
senso ha? potrebbe obiettare qualcuno. Ma è proprio l'interesse e la
partecipazione delle giovani generazioni, di quanti allora non erano
nemmeno nati, a dare la misura dell'importanza di queste date (il 12 e 15
dicembre) e di questo periodo per la storia sociale italiana. Date che
hanno segnato in modo indelebile intere generazioni tanto da proiettare
su quelle successive il bisogno di capire, di essere presenti, nel
ricordo e nella denuncia, in ideale collegamento con le vittime coscienti
ed incoscienti, della strategia del terrore di Stato. Furono anni quelli
di intensa conflittualità sociale, di messa in discussione dei valori
dominanti, di profonde trasformazioni della vita quotidiana, fatti questi
che attraversarono la vita di centinaia di migliaia di individui con il
loro bisogno di libertà e di giustizia sociale. Individui "giovani,
lavoratori, studenti, donne" che dalla seconda metà degli anni ?60, e per
circa un ventennio, hanno scavato fino alle fondamenta i pilastri
apparentemente immutabili della società italiana. Dopo di allora nulla è
rimasto come prima. Per ridimensionare tutto questo, questa grande ondata
rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale, ci sono volute
l'alleanza di tutto il sistema dei partiti, l'uso di tutti i corpi
militari e repressivi, una modifica radicale del cosiddetto "stato di
diritto" - fino alle carceri speciali, all'isolamento, alla tortura - la
subordinazione della magistratura al potere politico, il supporto di
tutti i mezzi di informazione. Ci sono volute soprattutto le bombe e le
stragi: da P.zza Fontana alla Stazione di Bologna. Ci sono voluti
centinaia tra morti e feriti, 40.000 denunciati, 15.000 incarcerati, 4000
condannati. Il terrorismo è sempre uso della violenza indiscriminata al
fine di diffondere la paura tra la popolazione al fine di raggiungere dei
fini politici. Oggi esso è presentato come una pratica diffusa, un
elemento del nostro quotidiano: dai kamikaze alle auto-bomba, dai
sequestri di bambini alla barbara eliminazione di ostaggi. Parallelamente
alla pratica del terrorismo si affianca l'uso del terrorismo da parte dei
media che, appiattiti sulle politiche governative, amplificano questo
strumento di morte per sostenerle. Così oggi gruppi armati, clandestini e
mascherati, appaiono come gli unici dispensatori del terrore ed il
terrorismo come il vero nemico da battere. In realtà il terrorismo è
semplicemente un mezzo per ottenere un fine e come tale è sempre stato
praticato da soggetti diversi su scale di varie dimensioni. Metabolizzato
e santificato quando è vincente; esorcizzato e criminalizzato quando è
perdente. Denunciare il terrorismo dei gruppi armati e occultare il
terrorismo!
dell'
ordine statale (dalle carneficine belliche alla barbarie dello schiavismo
e del colonialismo, all'oppressione di classe) è prassi comune per chi
detiene le leve del potere. La storia degli Stati moderni è strettamente
connessa con il terrorismo e l'uso calcolato del terrore di massa è
sempre una conseguenza diretta della volontà degli Stati di prevalere sia
sulle proprie popolazioni che su altri paesi. La storia di questo secondo
dopoguerra italiano non fa eccezione. Ricordare oggi la strage di Piazza
Fontana "la madre di tutte le stragi" e l'assassinio avvenuto nei locali
della Questura di Milano del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli vuol
dire non solo compiere una doverosa commemorazione delle vittime della
criminalità del potere e denunciare la continua manipolazione di
un'intera fase storica, ma soprattutto contribuire a fare chiarezza sui
reali dispensatori del terrore: la memoria di quegli anni, la denuncia
della violenza di Stato, devono essere di sprone per le lotte che ci sono
e per quelle che verranno. M.V.

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>





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