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(it) Francia: Sull'arresto di due compagni di Bonaventure - comunicato della FAF e lettera dei 2 compagni (fr,pt)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 3 Dec 2004 11:49:11 +0100 (CET)


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http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Martedì 30 novembre sono stati tratti in arresto Thyde Rosell e Jean-Marc
Raynaud, due compagni della Federazione Anarchica francofona, tra i
fondatori della scuola libertaria Bonaventure sull'isola di Oleron.
Di seguito il comunicato di solidarietà emesso dalla FA ed una lettera
scritta da Thyde e Jean-Marc prima del loro arresto.

COMUNICATO DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA FRANCOFONA
COMMISSIONE RELAZIONI ESTERNE
Questa mattina, 30 novembre 2004, Thyde Rosell e Jaen-Marc Raynaud sono
stati arrestati dalla Polizia giudiziaria di Poitiers, dietro mandato
della divisione nazionale antiterrorista (DNAT) nel quadro di
un'inchiesta sulla complicità in un'impresa terrorista. Thyde Rosell e
Jean-Marc Raynaud militano da più di 30 anni nella Federazione anarchica
ed animano da anni il centro educativo libertario Bonaventure sull'isola
di Oleron. Nel contesto di Bonaventure, poi a titolo personale, hanno
accolto un bambino "senza documenti" di 3 anni, che oggi ne ha 8. Essi
assumono interamente questo atto e lo rivendicano nel testo da loro
redatto, che segue. Questo bimbo si è in seguito rivelato essere il
figlio di Mikel Albizu, detto Antza, e della sua compagna Soledad
Iparraguirre Genechea, alias Anboto, due militanti clandestini dell'ETA
arrestati lo scorso 3 ottobre. Alcune perquisizioni sono state ordinate
al domicilio di Thyde e Jean-Marc ed anche nei locali di Bonaventure. Nel
corso della giornata, Jean-Marc ha dovuto essere ricoverato. L'arresto
può essere prolungato fino a 96 ore senza alcun diritto di accesso da
parte nostra all'informazione sulla procedura giudiziaria o sullo stato
psichico e morale dei compagni. La Federazione anarchica sostiene per
intero Thyde e Jean Marc così come le loro famiglie ed i loro amici in
questa prova. La Federazione anarchica esige la loro liberazione
immediata e l'interruzione del procedimento giudiziario. La Federazione
anarchica manifesta la sua inquietudine per la crescente
criminalizzazione dell'azione politica e sindacale e degli atti di
solidarietà verso i "senza documenti" e tutte le vittime di questa
società che stritola gli individui. La solidarietà ed il mutuo appoggio
non sono dei crimini bensì una pratica ed un dovere necessario e
legittimo fra gli oppressi e le oppresse nelle loro lotte contro
l'oppressione ed il dominio.

Federazione Anarchica, 1 dicembre 2004
http://www.federation-anarchiste.org

* * * * * * * * * *

Sì, abbiamo ospitato un "terrorista" ... di tre anni!

Quando queste righe saranno lette, noi saremo in prigione. Per qualche
giorno. Qualche settimana. Qualche mese. Qualche... Il nostro "crimine"?
Aver fondato e animato una scuola libertaria. Bonaventure. E di avervi
accolto, senza formalità, dei bambini di ogni orizzonte (anche i figli
dei cattolici). E di esserci affezionati ad un marmocchio alla deriva al
punto di averlo accolto presso di noi per due anni e mezzo. Di ciò, che
risale a qualche anno addietro, oggi ci si rimprovera. Perché?

Semplicemente perché il piccolo in questione è risultato essere figlio di
una coppia di militanti dell'ETA arrestati qualche settimana fa. Lo
dobbiamo precisare: ignoravamo questo dettaglio.

Dobbiamo inoltre precisare (i genitori si erano presentati come gente che
aveva problemi di "documenti" (1), noi avevamo qualche dubbio sui veri
motivi della domanda di scolarizzazione e di asilo che ci avevano fatto.
E, infine, dobbiamo precisare: ci assumiamo del tutto il fatto di
scolarizzare, educare e di accogliere tutti i marmocchi del mondo in
difficoltà senza inquisire sulla loro identità o le motivazioni dei loro
genitori. È kosì!

Perché pensiamo che i bimbi non sono responsabili dei loro genitori (2),
a noi soltanto importerà il loro sguardo annegato di foschia. Potrebbe,
una scuola libertaria, rinunciare ad essere terra d'asilo senza perdere
la sua "anima"? Dei libertari che non spalancassero la loro porta ed i
loro cuori a dei bambini bisognosi d'istruzione, di educazione e di
amore, potrebbero essere dei libertari? Non ne dubitiamo: questo genere
di discorsi è completamente incomprensibile dalle Autorità ed al
cittadino modello. Per tutti costoro, non si accoglie per due anni e
mezzo (e poi ogni tanto, durante le vacanze), il marmocchio di terroristi
senza far parte, poco o tanto, della confraternita. Che vale dunque
spiegar loro, inoltre, che le lotte di liberazione nazionale che mirano
all'instaurazione di un nuovo Stato, con dei nuovi padroni e dei nuovi
dirigenti, non fanno parte delle cose gradite agli anarchici. Che il mito
di una cosiddetta lotta armata che oppone qualche fionda a dei missili
Tomahawk rasenta, per noi, il grottesco. Che l'assassinio ogni tanto di
una figura di second'ordine, siano essi poliziotti o militari, è per gli
anarchici un vero e proprio insulto alla morale universale ed
all'intelligenza politica. E che, per queste ragioni, è semplicemente
impensabile che noi potessimo intrallazzare con certe concezioni di una
rivolta alla quale - d'altro canto - non contestiamo una certa
legittimità. Se a questo si aggiunge che la brezza che spira oggi è
quella della criminalizzazione di qualunque comportamento che sia pure
debolmente "dissidente", è dunque chiaro che abbiamo il profilo
politico-mediatico per essere messi alla gogna. Fa parte della guerra.
Sociale. Resta che il mondo sarà sempre diviso in due, con da una parte
coloro che, durante la seconda guerra mondiale, hanno accolto i piccoli
Ebrei ed altri (gli Israeliani li hanno definiti "i giusti"); e,
dall'altra, quanti hanno organizzato (o partecipato) ai rastrellamenti ed
alla deportazione di quegli stessi bambini. Con da una parte, da noi,
sull'isola di Oleron, quelli che hanno organizzato (o partecipato) nel
1941 a respingere verso i fascisti spagnoli una cinquantina di bambini di
repubblicani baschi che erano venuti, in barca, dopo la disfatta, a
rifugiarsi presso il paese della rivoluzione e dei diritti dell'uomo. E,
dall'altra, gente semplice come noi che sempre saranno terra d'asilo per
tutti i bambini del mondo. In queste condizioni ci si perdonerà, non
potendo imboccare il sentiero dell'onore, perlomeno di aver rifiutato
d'imboccare quello del disonore. Essere liberi o riposarsi, diceva
l'antico poeta.

Tale è e sarà sempre la questione.

Ebbene sì, noi abbiamo dato alloggio ad un "terrorista" di tre anni. Gli
abbiamo insegnato a leggere ed a scrivere. Gli abbiamo anche trasmesso i
valori della libertà, dell'eguaglianza, dell'autogestione e del mutuo
appoggio. Gli abbiamo insegnato che le genti di Charente come i Baschi,
erano prima di tutto cittadini del mondo. E l'abbiamo semplicemente amato
come il pargoletto di un essere umano in difficoltà per un mucchio di
cose. E persistiamo a non averne vergogna. Ti abbracciamo forte, piccolo
ranocchio. Tieni ben strette le mani su quei sassolini di sogno ai quali
di avvinghiavi quando avevi nostalgia di mamma e papà. Le storie dei
grandi non impediranno per sempre che tu possa vivere la tua vita
serenamente. Ti aiuteremo con tutte le nostre forze ed il nostro cuore.
Con amore

24 ottobre 2004
Jean-Marc Raynaud
Thyde Rosell

(1) Nel settembre 2004, l'Ispettorato Accademico di Rennes, su richiesta
della polizia dell'aria e delle frontiere, ha inviato ai direttori e alle
direttrici delle scuole una lettera per riscontrare la presenza di un
bambino, senza menzionare il motivo della ricerca. Un direttore ha
risposto. Ed è così che un figlio di "senza documenti" si è ritrovato in
un centro di detenzione. In ottobre 2004, l'Ispettorato Accademico di La
Rochelle, ancora senza menzionare il motivo, ha semplicemente diramato un
messaggio della polizia che ricercava il nostro piccolo protetto. Ed
anche là vi è stata una risposta. Da qui la nostra presente situazione.

(2) Lo statuto di Bonaventure inizia con: Che siano il "frutto" del caso,
dell'abitudine, dell'errore, dell'ignoranza o dell'amore, i bambini non
scelgono mai di vivere. In queste condizioni...

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>




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