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(it) Israele-Palestina: Intervista accidentale di un anarchico (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 13 Aug 2004 15:47:14 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Questa intervista è stata fatto tra un attivista britannico dell'ISM e
Raz, un militante degli "Anarchici Contro il Muro" israeliani, durante
una pausa nel corteo dell'ISM lungo il percorso del Muro dell'Apartheid
in Palestina. Le domande sono dell'intervistatore e della redazione di
Freedom [giornale anarchico britannico].
Chiamare gli "Anarchici Contro il Muro" un'organizzazione non sarebbe
preciso nel senso formale, e loro stessi preferiscono non avere tale
etichetta. Il nome è stato assegnato loro dai media israeliani una volta
le loro azione hanno attirato l'attenzione della stampa.
L'intervista ha reso chiaro che loro preferirebbero essere noti come
anarchici, e l'opposizione al muro nasce dall'essere tali. Poco dopo
l'intervista, due di loro hanno buttato giù due cancelli nel muro, uno
dei quali era elettrificato. Questa azione diretta è stata incoraggiata e
approvata dalla popolazione palestinese e ha visto la partecipazione di
alcuni palestinesi. Comunque, serviva a mettere in mostra il ruolo
speciale che gli anarchici israeliani hanno nella lotta non-armata. Come
cittadini israeliani, hanno molto più da temere dall'IDF (forze armate
israeliane) e dal sistema giuridico rispetto agli attivisti stranieri, ma
il fatto che sono proprio cittadini israeliani rende ancora più
appassionata la loro lotta.

1) Quant'è grande l'organizzazione e quali sono le sue principali
funzioni?

Raz: Ci sono manifestazioni o azioni uno o due volte a settimana e
normalmente ci saremo in 10-15. Più che un'organizzazione, siamo una rete
di un centinaio di attivisti anarchici che vogliono fare delle azioni
dirette. Per quanto riguardo le funzioni, cambiano insieme ai
palestinesi. Fino a febbraio dello scorso anno, facevamo principalmente
delle azioni dirette contro il muro, o cercando di smantellarlo o
simile. Ma con tempo abbiamo cambiato, specialmente dopo due
avvenimenti grossi: la fine del campo di pace di Mas'ha, e le proteste di
massa di Budrus. A Budrus, eravamo contenti di partecipare
all'insurrezione popolare - è stata la gente del posto ad invitarci a
prendere parte alle manifestazioni che si svolgevano tutti i giorni lì,
ed è stato veramente bello veder insorgere tutta la comunità. Da
allora, cerchiamo di mischiare questi due aspetti di lotta e questa
marcia può considerarsi parte di questo tentativo.

2) Come ha reagito lo Stato alla vostra nascita?

Le nostre prime due azioni, a Zubaba, non hanno visto alcun intervento da
parte dello Stato. Invece a Mas'ha, il 26 settembre, l'esercito ha
colpito un anarchico alle gambe con fuoco vivo. Un attivista è stato
arrestato in seguito ad una manifestazione ed è stato costretto a
firmare un impegno di non danneggiare più il muro (nota
dell'intervistatore: questi "impegni" sono molto usati dalle forze di
sicurezza israeliane, essendo uno strumento di propaganda molto utile;
hanno la duplice funzione di far sembrare calmo e ragionevole
l'esercito e il firmatario, sebbene rilasciato senza alcuna accusa sembra
colpevole per associazione). Alcuni attivisti sono stati
interrogati dallo Shabak (un ramo dei servizi segreti). Ora, durante le
manifestazioni, la polizia cerca sempre di arrestare gli israeliani. Non
credo che ci vorrà molto prima che qualcuno di noi venga condannato a
passare un bel po' di tempo in carcere. Siamo sorvegliati pure, cosa che
solo l'esperienza ti insegna. Lo Shabak ci sta sempre alle spalle, ci
monitorano e ci fermano prima di qualche azione: se loro sanno dove e
quando attraverseremo il muro per entrare in Palestina, devono solo
notificare il punto di controllo in anticipo o far fermare la nostra
macchina per bloccare l'azione. Quando il processo sul Muro alla Corte
Internazionale dell'Aia è iniziato il 23 febbraio, ci hanno fermato ben 3
volte mentre andavamo ad una manifestazionhe (pensate anche che ogni
volta abbiamo scelto un percorso diverso!). È finito che abbiamo deciso
di tornare a Tel Aviv e manifestare davanti al Ministero di Guerra, che
si trova in una vasta zona recintato al centro della città. Un gruppo di
persone ha bloccato l'accesso per qualche tempo e hanno arrestato 12
persone per questa azione. Ci troviamo accusati di aver usato violenza
sulla polizia, per aver semplicemente resistito passivamente
all'arresto. A settembre inizierà il processo, ed è probabile che il
sistema giuridico ci fregherà a questo punto.

3) Quanto sostegno trovate in Israele per le vostre attività?

Effettivamente, alcuni ci sostengono, ma non abbiamo sostegno ufficiale
da gruppi - solo da alcune individualità che fanno parte dei gruppi
pacifisti e anche da qualche giornalista.

A livello internazionale, c'è stato un concerto di beneficienza per noi
ad Amsterdam 2 mesi fa e lo scorso anno 2 di noi hanno girato l'Europa
dove hanno potuto pubblicizzare la campagna e raccogliere fondi.

4) Queste visite sono state all'interno del movimento anarchico in quei
paesi dove siete stati?

No, non è stato esplicitamente un giro anarchico. L'idea era di
raccontare la realtà sul muro e sull'occupazione alla gente e pertanto
abbiamo parlato nelle università dove il pubblico era composto di
studenti e chiunque capitasse.

5) Secondo voi, come si svilupperà la situazione?

Continueranno le confische di terra, e il muro verrà esteso. Non credo
che la situazione possa migliorare. Sembra che la resistenza in Israele
alla rimozione delle colonie risulterà nella continuazione della
costruzione del muro in quei luoghi dove attualmente si progetta il
percorso, ossia ben al di là della "Linea verde". Non mi
fraintendete... noi non vogliamo per niente il muro - né oltre la Linea
verde né lungo la Linea verde. Per quanto riguarda la situazione
generale, non ci potrà essere pace mentre esistono le colonie.

6) Avete preso in considerazione la possibilità di manifestare presso le
colonie?

No. È probabile che le forze di sicurezza dei coloni ci sparerebbero.
Comunque, a che cosa servirebbe? I coloni certamente non ci darebbero
retta. Queste persone credono che fanno la volontà di dio! In
confronto, l'esercito sembra quasi buono.

7) Quali sono le vostre intenzioni per il futuro? In quale direzione
pensate di muovervi?

Dipende dai palestinesi, dal momento che in fondo seguiamo le loro
iniziative. Partecipiamo alle loro iniziative, ma cerchiamo di essere
coinvolti nell'organizzazione e nelle decisioni.

8) Pensate di poter aumentare le vostre dimensioni?

Non molto. Abbiamo riunito gli anarchici che vogliono agire
direttamente. Non credo che abbiamo convertito nessuno!

9) Questa risposta porta alla prossima domanda: per te personalmente, che
cosa ti interessava principalmente, l'opposizione all'occupazione o
l'anarchismo?

L'opposizione all'occupazione.

10) Secondo te, è naturale che gli anarchici sostengono questa lotta e la
vostra partecipazione nella lotta? Faccio la parte dell'avvocato del
diavolo, ma non si tratta di una lotta di liberazione nazionale, con
tanto di dominanza religiosa e nazionalistica?

Io mi aspetto che gli anarchici sostengano questa lotta. Non è una lotta
per la liberazione nazionale: è una lotta per i diritti umani.

11) La risposta è esatta! Allora, vuoi invitare gli anarchici di altri
paesi a venire qui per aiutarvi?

Certo. Non lo facciamo molto, ma abbiamo case e posti dove potete
stare. È una cosa che ci piaccerebbe.

12) Avete qualche messaggio per il movimento anarchico internazionale?
naturalmente, tutti leggono Freedom!

Chi vede questa lotta come parte integrale delle loro lotte è il
benvenuto qui da noi. Vogliamo aumentare i contatti con altre
organizzazioni a livello internazionale.

Poi, un'altra cosa un po' così... ma servono sempre i soldi. Abbiamo un
sito web, anche se non mi ricordo l'url ma è linkato da
www.onestruggle.org il sito anarchico degli animalisti israeliani.
Probabilmente la cosa migliore sarebbe di scrivere alla mia mail,
barvazduck@yahoo.com , per qualsiasi cosa, non solo per mandarci
denaro.

13) Un'ultima domanda, allora. Ci sono anarchici tra i palestinesi?

Sembrerebbe di sì! Qualcuno ha detto di aver conosciuto degli anarchici
palestinesi a Balata, nel campo per i rifiugiati. Poi ci sono delle
persone con cui lavoriamo che sono anarchici in segreto e non lo
vogliano ammettere! Dovresti chiedere a loro!


Così abbiamo terminato l'intervista. Devo ammettere che, trascrivendo
l'intervista, non ho citato parola per parola tutto quello che il
compagno mi ha detto e me ne vergogno moltissimo. Parlava un inglese
perfetto, ma non ho potuto scrivere tutto, solo degli appunti e dopo mi
sono affidato alla memoria per completare l'articolo. Detto questo,
l'informazione nell'intervista dovrebbe essere precisa.

Traduzione a cura dell'Ufficio Relazioni Internazionali FdCA
Sito web in italiano sugli Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <internazionale@fdca.it>




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