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(it) Comunicato FdCA: Lo chiamano staff leasing - serve solo a distruggere solidarietà ed unità dei lavoratori

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 10 Aug 2004 22:59:15 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Grazie alla Legge 30 ed al decreto 276, da questa settimana le imprese
possono utilizzare quella tipologia contrattuale che consente loro di
prendere in affitto gruppi di operai a tempo indeterminato, secondo la
formula appunto dello staff leasing. Gli operai in affitto vengono
offerti dalle agenzie di lavoro interinale, opportunamente convertitesi
in agenzie multiservizi per la somministrazione di manodopera. Si
prospettano grandi guadagni per gruppi come Adecco o Manpower, nuovi
signori del caporalato industriale.

Grande iattura invece per i lavoratori: trasformati in anonimi corpi
erogatori di forza lavoro alienati a prezzi di mercato a questo o
quell'imprenditore. Non inganni la formula "a tempo indeterminato"! Essa
non vuol dire "per sempre" ma significa solo che non viene fissata una
scadenza; il contratto prevede infatti la possibilità di sbatter via il
"pacchetto" di operai affittati semplicemente con il preavviso di tot
giorni o mesi.

I lavoratori somministrati, perciò, non hanno più come controparte
l'azienda dove si recheranno a lavorare ogni giorno: essa è totalmente
deresponsabilizzata nei loro confronti (tranne per quel che riguarda la
sicurezza e l'igiene sul lavoro), benchè dal loro lavoro essa estragga
ugualmente profitto. Eventuali rivendicazioni non si potranno fare con il
padrone per cui si sta lavorando ma ci si dovrà rivolgere
all'azienda di somministrazione di manodopera, di cui si è
effettivamente dipendenti. Per l’azienda utilizzatrice si tratta solo di
"estranei" presi in affitto. Estranei anche a tutti gli altri
lavoratori da essa dipendenti.

Il tempo indeterminato riguarda perciò solo il rapporto commerciale tra
le due imprese, che potranno applicare ai lavoratori un qualsiasi
contratto previsto dalla legge 30 (lavoro a chiamata, part time,
intermittente, contratto di inserimento, etc). Quando l'azienda di
somministrazione non riesce a piazzare la sua merce umana, e solo nel
caso che abbia con essa un contratto a tempo indeterminato, scatta l'
"indennità di disponibilità", ovvero un assegno mensile che secondo un
decreto del ministero del welfare non può essere inferiore ad appena 350
euro.

Quanto alla retribuzione, i lavoratori percepiranno quella prevista per
la mansione di riferimento all'interno del contratto di categoria, ma per
la parte normativa si dovrà fare un contratto nazionale
collettivo ad hoc per tutti i nuovi addetti in staff leasing. Si aprono
così le porte a contrattazioni foriere di divisioni della classe
operia. Anche sull'applicazione dell'articolo 18 dello Statuto dei
Lavoratori e di altre leggi i lavoratori affittati non sono portatori di
alcun diritto: in un’azienda che ha meno di 15 dipendenti e ne
prende 200 in staff leasing, i primi continueranno a non essere
tutelati dall’ art.18. I lavoratori affittati non possono neanche
eleggere la Rsu nel posto in cui lavorano: il padrone cui si presta la
propria opera è realisticamente quello vero ma non rappresenta più la
controparte in caso di vertenze. Non si può neppure eleggere il
rappresentante della sicurezza: esso viene assegnato d'ufficio dal
contratto stipulato tra le due imprese.

Al pari del lavoro interinale, voluto dal centro-sinistra, le
conseguenze dell'applicazione dello staff-leasing possono essere
devastanti per i lavoratori e per la loro capacità di organizzarsi in
forme solidali ed unitarie nella lotta contro lo sfruttamento e la
negazione dei diritti. Nella condizione di leasing il lavoratore
infatti produce profitto due volte: una per l'agenzia che lo affitta
con... profitto per se stessa, ed una volta per l'azienda che lo
utilizza ed estrae profitto dal suo lavoro. Lo sfruttamento è quindi
raddoppiato a fronte di una capacità di difesa/lotta sindacale sul
salario espropriata al lavoratore organizzato in quanto tale e
trasferita dal luogo della produzione al luogo del contratto
commerciale tra azienda somministratrice ed azienda utilizzatrice. Il
comando/ricatto sul lavoro è altresì duplice perchè esercitato
dall'agenzia interinale nel momento della vendita del "pacchetto" di
lavoratori e dall'azienda utilizzatrice nei luoghi e tempi della
produzione. La subordinazione che ne deriva è pari allo sfruttamento
subito, aggravati dalla divisione artificiale prodotta dal rapporto di
estraneità rispetto agli altri lavoratori già dipendenti dell'azienda.
Per noi comunisti-anarchici, che da sempre ci facciamo interpreti
dell'apirazione storica del proletariato rivoluzionario a ricomporre
funzione manuale ed intellettuale del lavoro e che nella nostra azione
politica come in quella sindacale ci facciamo sostenitori e difensori
della solidarietà e dell'unità di classe, la lotta contro
l'applicazione della Legge 30 è tutt'uno con il diffondersi ed il
convergere di lotte sindacali categoriali ed intercategoriali,
nazionali e locali, aziendali e nel territorio per

* il sabotaggio della L.30 (denunciando e respingendo qualsiai
tentativo di concertazione sulla sua applicazione, tra governo,
imprenditori, affittuari ed organizzazioni sindacali firmatarie del Patto
per l'Italia e non-firmatarie pentite)

* l'uguaglianza salariale e dei diritti di tutti i lavoratori/trici

* la costituzione di organismi di base ed autogestiti in grado di
rappresentare tutti i lavoratori nei luoghi di lavoro e nel territorio,
per ricomporre le diverse tipologie contrattuali, per riunficare gli
interessi dei lavoratori spezzando le barriere dell'individualismo, del
corporativismo, della mercificazione delle nostre vite.

Bari, 5 agosto 2004

Federazione dei Comunisti Anarchici - Commissione Sindacale

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>




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