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(it) FdCA: Quando la toppa è peggio del buco - sui quesiti abolizionisti della Legge 40

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sat, 7 Aug 2004 11:55:17 +0200 (CEST)


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A pochi mesi dalla sua entrata in vigore la legge proibizionista e
integralista sulla procreazione medicalmente assistita - nota con il nome
di Legge 40/2004 - ha dato i suoi primi frutti negativi: due
potenziali genitori talassemici non hanno potuto scegliere per
l’impianto embrioni sicuramente sani, e come previsto sono aumentati sia
il turismo riproduttivo verso paesi più civili sia le tariffe delle
cliniche che in Italia applicano le tecniche di riproduzione assistita.
Ma questa legge, che limita la libertà personale impedendo
l’autodeterminazione individuale, che viola il diritto all’integrità
fisica, sottoponendo la salute della donna a quella dell’embrione e alle
decisioni mediche; che obbedisce, da un punto di vista politico, al
dettame neoliberista dell’accumulazione del profitto anche nei
servizi alla persona e di apertura delle frontiere per il libero
circolo delle merci; e che parallelamente stringe il cappio della
libertà individuale di scelta, ha appena partorito i suoi ultimi
aborti.

I DS e le altre forze riformiste con la presentazione di tre quesiti
parzialmente abolizionisti hanno infatti preso la palla al balzo per far
finta di fare qualcosa di sinistra curandosi di non irritare troppo la
delicata sensibilità dell’anima centrista e cattolica della
coalizione che ha plaudito la legge (Rutelli e Margherita), e contando
sul conforto dell’ala laica della stessa destra. Persino Bertinotti, in
odore di listone, ha partecipato alla conferenza stampa di
presentazione dei quesiti.

I tre quesiti presentati come:
1. contro le norme che costituiscono un pericolo per la salute delle
donne
2. contro il divieto della riproduzione eterologa
3. contro il divieto della ricerca scientifica delle cellule staminali

intervengono solo sui alcuni punti indifendibili della legge, ma si
guardano bene dal prenderne in considerazione l’impianto liberticida.

Infatti in caso di vittoria del referenudm saranno sempre le
fantomatiche coppie (eterosessuali) e non le persone singole che
continueranno a poter accedere alle tecniche di fecondazione assistita
nonostante persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia
decretato l’infertilità come una malattia dell’individuo. Quelli
presentati sono emendamenti rivolti prevalentemente alle esigenze della
classe medica di tutelarsi da una legge che la pone in difficoltà da un
punto di vista deontologico, esigenze solo parzialmente soddisfatte dalle
linee guida recentemente emanate. Sono emendamenti che faranno un favore
alla ricerca farmacologica delle industrie che offrono a
pagamento servizi alla salute della persona, e solo incidentalmente
contribuiranno a tutelare un po’ di più la salute fisica (almeno!) delle
donne, ma non certo l’autodeterminazione di queste ultime. E le donne dei
partiti, incapaci di opporsi, si dimostrano ancora una volta complici
consapevoli nello svendere i diritti e le conquiste del
movimento delle donne.

Solo 12 coraggiose sindacaliste e parlamentari hanno firmato un quarto
quesito che si oppone al riconoscimento giuridico dell’embrione. Ma il
pericolo ulteriore dell’ipotesi parzialmente abrogativa è quello che la
Corte Costituzionale scelga, successivamente alla raccolta di firme, i
quesiti da ammettere e che il referendum si riveli ancora di più uno
strumento sbagliato. In questo modo infatti non si distrugge il mostro
normativo che ci vuole sotto tutela medica e giuridica, suddite e non
cittadine se "malate" di infertilità biologica o sociale, che prevede la
schedatura obbligatoria dei nati ‘da provetta’, che fa carta
straccia di diritti conquistati con le lotte e la consapevolezza di
decenni, per farci sempre più merci e acquirenti al tempo stesso,
misconoscendo la potenza e la forza delle relazioni e del desiderio.

LA LEGGE 40 NON SI EMENDA: SI ABOLISCE E NON SI RISPETTA

RESISTENZA

Commissione etiche e politiche di genere
FdCA - Federazione dei Comunisti Anarchici

Agosto 2004

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>





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