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(it) Cuba: Comunicato del Movimiento Libertario Cubano in solidarieta' con il popolo cubano (ca,pt,en)

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Date Tue, 3 Aug 2004 13:58:05 +0200 (CEST)


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In occasione del 50° anniversario dell'assalto alla Moncada il 26
luglio 1954, è nostro dovere manifestare pubblicamente quanto segue. Il
Movimiento Libertario Cubano (MLC) sta cercando di sviluppare e
diffondere attività rivoluzionarie anti-autoritarie sia a Cuba che nel
continente americano, allo scopo di costruire un vero movimento
anti-autoritario in grado di essere parte attiva nelle lotte materiali
degli oppressi per riprendere il controllo sulle proprie vite e per la
resistenza mondiale contro la cultura dominante.

Il MLC non è un'ennesima organizzazione anti-autoritaria e men che meno è
un circolo ristretto di "autonominatisi leaders" a rappresentanza del
complessivo movimento anarchico cubano. Al contrario: il MLC è una rete
di collettivi ed individualità con sezioni in diverse città del mondo,
che si sta ponendo l'obiettivo di un coordinamento più efficace tra le
diverse attuali correnti dell'anarchismo cubano, quali
l'anarco-sindacalismo, l'anarchismo rivoluzionario, il
comunismo-anarchico, il cooperativismo, il comunalismo,
l'eco-anarchismo e l'insurrezionalismo libertario.

Gli anarchici cubani hanno partecipato attivamente alla lotta del
proletariato cubano per la sua emancipazione fin dai tempi
dell'oppressione coloniale, con le esemplari lotte che si svilupparono
dalla metà del XIX secolo, guidate dal "Gruppo dei 3 Enriques" (Enrique
Roig de San Martin, Enrique Messonier ed Enrique Creci). Questo gruppo
rivoluzionario anarchico dichiarava chiaramente già nel 1883, sulle
pagine del giornale anarchico "El Productor", la sua posizione di
classe contro lo Stato ed i partiti politici, attraverso una serie di
testi intitolati "Realidad y Utopia" (n°1-6) che spiegano in breve la
concezione globale dei nostri compagni dell'epoca, la lotta contro
l'atteggiamento dominante, in un momento in cui prevalevano le
soluzioni democratiche, liberal-annessioniste, autonomiste e
nazional-indipendentiste ("Liberazione nazionale cubana"). Come sempre
succede, la falsificazione della Storia del Movimento Operaio ha sempre
puntato a celare l'importanza degli ideali anarchici nello sviluppo delle
lotte degli oppressi.

Anche gli anarchici cubani hanno lottato coraggiosamente contro le
dittature di Machado e di Batista, combattendo contro quest'ultimo su
tutti i fronti -alcuni nella guerrilla occidentale, altri a Escambray nel
centro dell'isola, altri ancora aderendo alla lotta segreta nelle città.
C'erano anche connessioni tra i rivoluzionari organizzati nella lotta
contro Batista ed i militanti anarchici anti-franchisti, per il tramite
dei compagni Antonio Degas (un membro della CNT stabilitosi a Cuba) e
Luis M.Linsuain, figlio del noto anarchico Domingo Germinal, che morì sul
fronte di Alicante nei primi giorni della Rivoluzione Spagnola. Il fine
degli anarchici era tutt'uno col desiderio della maggior parte del popolo
-mettere fine alla dittatura militare ed alla corruzione politica per
creare maggiori spazi di libertà per quella continuità ideologia che
avrebbe reso possibile la Rivoluzione Sociale, a dispetto di ogni
minaccia di invasione dell'isola.

Oggi, proprio come 45 anni fa, il popolo cubano sta vivendo sotto la
minaccia di un intervento militare degli Yankees mentre deve sopportare
il terrore ed il dispotismo del Castro-fascismo, con la sola differenza
che il repressivo sistema castrista è più sofisticato e persino più
oppressivo di quello batista. Le prigioni sono piene di oppositori
pacifici e di giovani che si sono ribellati alla costante imposizione del
totalitarismo ed alla mancanza di libertà. Ancora una volta, i
combattenti sociali o coloro che sono disperati e che stanno cercando di
liberarsi dall'assolutismo vengono messi al muro.

E tuttavia, inesplicabilmente, la "Rivoluzione Cubana" (come a
"sinistra" viene chiamato il Castro-fascismo) riesce ad ottenere un
ipocrita "sostegno critico". Si possono vedere vasti settori della
"sinistra" che protestano contro la pena di morte, contro il servizio
militare, contro la censura dei media, contro i processi-farsa ai danni
di attivisti sociali accusati eufemisticamente di "terrorismo", vediamo
come protestino contro la regola del silenzio che vieta le radio
libere, come si oppongano all'energia nucleare, come denuncino
l'attività di spionaggio delle forze repressive dei propri Stati, ma
vediamo anche quanto, nonostante tutto ciò, essi siano pronti a
giustificare questi errori, queste infamie, fino a spingersi a farsene
sostenitori e lodarle in nome del ricorrente anti-imperialismo.

Il "sostegno critico" è stato ed è una formula ad uso e consumo estero,
che non significa niente a Cuba. E' basato su una ambiguità concettuale
strettamemente totalitaria per cui si sta "con la rivoluzione, contro
l'imperialismo". Chi non sta con loro sta con l'imperialismo Yankee e
perciò viene etichettato come reazionario. E' lo stesso modo di pensare
che appartenne a Hitler, Mussolini e Franco.

Certamente, la propaganda castro-fascista a livello mondiale ha
ripetuto questo ritornello con tutta l'energia dei suoi dollari e dei
suoi inviti per vacanze gratis a Cuba e ci sono sempre state schiere di
pennivendoli pronti a magnficare la realtà cubana con sermoni e
parabole. Tutto ciò aiuta a mantenere le attuali vergognose condizioni
dell'Isola che è fisicamente ed economicamente devastata, i cui
abitanti sopportano il danno solo per cercare di fuggire e dove,
ironicamente, i funerali sono gratuiti. Un terribile dispotismo opprime i
cubani e quando qualcuno denuncia tutto ciò, viene accusato di essere al
soldo dell'imperialismo. Ma la realtà si mostra per quella che è e
qualsiasi viaggiatore appena curioso potrebbe testimoniare di quanto essa
non corrisponda al canto delle sirene.

All'interno del "movimento anarchico internazionale", le posizioni sul
regime castrista non sono più quelle di un tempo, quando alcuni settori
anarchici restavano silenti sui crimini di Castro contro i compagni
anarchici cubani.

Infatti, oggi, la voce di condanna contro la dittatura Castro-fascista si
leva forte da ogni parte del movimento anarchico. Non solo, ma i più
grandi difensori della tirannia castrista sono quasi scomparsi dal vero
movimento degli sfruttati, dalle lotte di resistenza contro il
capitale, dalla barricate dello scontro diretto, dall'insieme di donne e
uomini che lottano in modo orizzontale, autunomo, per l'autogestione
delle fabbriche, del territorio, delle università, dei quartieri, della
vita. Al contrario, i difensori del regime castrista si trovano tra le
file dei riformisti, dei social-democratici, della sinistra-che-vota, del
PT di Lula, dei simpatizzanti di Kirchner, della burocrazia
boliviana di Hugo Chavez, tra i gialli PRIsti del PRD in Messico, tra gli
opportunisti del PT di Salina, tra gli ideologhi della democrazia
cristiana, tra un'intera burocrazia di organizzazioni di sinistra che
vanno dai sindacati parassiti alle organizzazioni clienti dello Stato,
dalle federazioni fossilizzate degli studenti ai fronti popolari con
tanto di etichetta. Ma non solo, i difensori di Castro albergano nei
gruppi capitalisti, in Europa ed in America Latina, che investono
nell'Isola, che preparano un "capitalismo dal volto umano", mentre si
reprimono le lotte autogestite in tutto il mondo. Oggi, il regime
cubano con tutto il suo progresso strombazzato non è più un esempio
nemmeno per coloro che lo sostengono!

Oggi, Cuba non è che una gigantesca fattoria nelle mani di un crudele e
sanguinario proprietario che non esita ad aumentare la repressione pur di
perpetuare il suo potere. A Cuba manca qualsiasi libertà,
individuale e collettiva. Dopo il crollo dell' ancien regime sovietico,
la crisi economica si è fatta di proporzioni catastrofiche, ed il cibo
che non è mai stato abbondante oggi è diventato sempre più scarso. La
classe lavoratrice ha perso tutti i suoi diritti ed i sindacati sono
organismi di Stato, protestare è un reato e scioperare è un crimine.
Tutto ciò può sembrare esagerato, ma è la dura realtà con cui Cuba ha a
che fare. Invitiamo ogni compagn* che voglia verificare di persona a
visitare Cuba, evitando però il giro "rivoluzionario".

L'ultima trovata del castrismo è un'efficiente e fantasiosa macchina
propagandistica. Nel 1992, l'abbiamo vista all'opera durante il viaggio
di Castro nella penisola iberica, per celebrare il 500° anniversario del
genocidio insieme a leader corrotti, giustificando con la sua
presenza 500 anni di barbarie commesse dalla "madre patria" e da altre
non meno crudeli matrigne. In quella occasione, fummo testimoni del
livello di ipocrisia della "sinistra" che avrebbe dovuto denunciare tutti
i governi che prendevano parte a quella "celebrazione" ed invece cercò di
minimizzare il contributo di Castro alla solenne occasione. Recentememte
questo ipocrita atteggiamento della "sinistra" si è
ripetuto quando Castro si è recato in Argentina per l'inaugurazione
presidenziale di Nestor Kirchner, in una chiara promozione del Mercosur
quale lato umano del mercato capitalistico.

Oggi, esattamente 50 anni dopo quel libertario assalto al forte della
Moncada, i rivoluzionari anti-autoritari cubani vedono ancora una volta
il comportamente ipocrita della socialdemocrazia "rivoluzionaria",
nascosto dietro 50 anni di sigle e micro-gruppi demagogici -alcuni
cinicamente autodefiniti come "libertari"- che firmano appelli di
solidarietà con quella dittatura castro-fascista che ha oppresso e
sfruttato i nostri fratelli e le nostre sorelle di classe per 45 anni.

Oggi siamo testimoni di una combinazione di mancanza di memoria storica
nella nostra gente e di confusione in coloro che ancora seguono gli
ordini del tiranno di Havana, ripetendo le bugie sul fatto che il
regime "ha sempre sostenuto i movimenti di liberazione nazionale in ogni
parte del mondo ed ha combattuto contro le politiche
imperialiste". I rivoluzionari messicani hanno sofferto sulla propria
pelle, come pochi altri nel continente, l'opportunismo e la vergognosa
manipolazione di Castro, il quale giustificandosi con disumane "ragioni
di stato", non ha mai appoggiato i gruppi rivoluzionari insurgenti, ma al
contrario ha sempre beneficiato delle strette relazioni con la
dittatura del partito di Stato che ha oppresso e sfruttato il popolo
messicano.

A conferma di questo atteggiamento vi sono innumerevoli esempi.
Possiamo ricordare alcuni fatti come la presenza cubana alle Olimpiadi
del 1968, sorda agli appelli per il boicottaggio dei giochi olimpici e
quindi allineata con la dittatura messicana responsabile del massacro di
centinaia di studenti in Plaza de Tlatelolco. Oppure il costante rifiuto
di Castro di fornire armi ed istruttori militari a specifici gruppi
messicani, o ancora il rifiuto del governo cubano di chiedere giustizia
alla corte internazionale delle Nazioni Unite per le madri ed i parenti
degli assassinati e "scomparsi! durante gli anni dello sporco periodo di
guerra.

Possiamo anche menzionare una lunga lista di movimenti di opposizione e
rivoluzionari che hanno sofferto dell'atteggiamento opportunista,
manipolatorio e ignobile della dittatura Castro-fascista verso il
continente. Come non ricordare il movimento per l'indipendenza di
Puerto Rico, larghi settori della sinistra anti-fascista in Cile ed
Uruguay, il movimento rivoluzionario brasiliano, i sindacalisti
rivoluzionari in Bolivia e molti altri ancora. E cosa dire di atti
peggiori e ancor più vergognosi come il tradimento contro il movimento di
liberazione in Eritrea, dove la dittatura Castro-fascista mandò delle
truppe di occupazione per spezzare le aspirazioni di indipendenza del
popolo eritreo, per obbedienza all'imperialismo sovietico durante gli
anni della cosidetta "Guerra Fredda"?

Per smascherare tutta la demagogia ed il cinismo che pervadono gli
appelli di solidarietà con la dittatura Castro-fascista ci vorrebbero un
centinaio di pagine, ma noi non possiamo permettere che vadano
avanti impunemente usando metodi nazisti per cui a furia di ripetere la
stessa bugia alla fine diventa la verità. Sostenere che la dittatura
castro-fascista vuole cotruire "una società più giusta che dà la
priorità ai bisogni del popolo ed ai più fondamentali diritti umani quali
l'istruzione, la salute, la casa, il cibo e il lavoro, laddove invece
altri paesi vengono spogliati dagli attacchi neo-liberisti", non solo è
una menzogna ma un oltraggio alla verità.

Come si può parlare di diritti umani a Cuba, quando nelle galere della
dittatura ci sono centinaia di prigionieri politici, cosa comparabile in
questo emisfero solo col numero di reclusi nelle carceri USA; quando un
altrettanto enorme numero di prigionieri politici subisce sentenze
disumane, quando non viene riconosciuto lo status di prigioniero
politico e di prigioniero di guerra? Come si può parlare di diritti
umani, quando Cuba è il solo paese insieme agli USA in cui la pena di
morte è stata inasprita. Come parlare di istruzione a Cuba, dove
l'accesso ai corsi di laurea universitari dipende dall'adesione e dalla
collaborazione al sistema e dalle ore di lavoro agricolo "volontario"
fornite, dove agli studenti non è persino concesso di scegliersi la
propria carriera? Come parlare di salute a Cuba, nei cui insalubri
ospedali non si dà neanche un'aspirina ai malati, ma se si hanno
dollari si possono comprare tutte le medicine necessarie e se siete uno
straniero miliardario potete ottenere il migliore e più avanzato servizio
sanitario nei programmi di "turismo e salute"? E che dire del diritto
alla casa a Cuba, dove migliaia di famiglie vivono in
appartamenti troppo angusti e dove gente disperata occupa case ed
edifici pubblici abbandonati per poi essere sgomberati ed imprigionati? E
che dire del cibo razionato e della diminuità disponibilità di quei
prodotti cubani che possono essere comprati con la moneta cubana,
mentre può nutrirsi con dignità solo chi possiede dollari e può fare la
spesa nei supermercati OXXO a prezzi esorbitanti? Come si fa a parlare di
lavoro a Cuba, dove il 27% della popolazione è disoccupata e/o vive di
attività illegali di strada, di prostituzione, di trasporti in
proprio falcidiati dalle tasse e dalle mazzette per la polizia
corrotta?

Dire che a Cuba tutti questi diritti sono garantiti significa SOLO UNA
GRANDE IGNORANZA SULLA SITUAZIONE CUBANA OPPURE UNA EVIDENTE
COMPLICITA' CON QUELLA BANDA DI BORGHESI CHE OPPRIME CUBA DA 45 ANNI.

Oggi, l'unico modo per rendere omaggio a coloro che diedero la vita il 26
luglio 1954, l'unico modo per ribadire la nostra posizione di
classe, l'unico modo per essere coerentemente anarchici e
rivoluzionari, l'unico modo per dimostrare il nostro sostegno al popolo
cubano in queste ore in cui ritorna la minaccia imperialista americana, è
e sempre sarà la solidarietà diretta col popolo e non con la
dittatura. Solidarietà con i lavoratori, studenti, intellettuali,
uomini e donne che lottanno spalla a spalla contro il comune nemico, il
Capitale -sia esso neo-liberista o di Stato come quello che
schiavizza il proletariato cubano.

SOLIDARIETA' COL POPOLO CUBANO
NESSUN APPOGGIO A CASTRO

PER IL COMUNISMO LIBERTARIO!!!
SALUD Y ANARQUIA!

[Traduzione di dr/fdca]

Da: Movimiento Libertario Cubano <movimientolibertariocubano@yahoo.com.mx>





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