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(it) Pordenone: Comunicato stampa sui fatti di domenica 25 aprile 2004

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 27 Apr 2004 13:19:51 +0200 (CEST)


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Oggi domenica 25 aprile, “Resistenza Antifascista”, che racchiude
diverse realtà e individualità dell’antifascismo militante, è scesa in
presidio dalle 9.00 di mattina volatinando fino all’inizio della
commemorazione ufficiale. Al presidio si è unita molta gente che come noi
condivideva i volori dell’antifascismo, contribuendo ad aggregare un
centinaio di persone. Alla fine della cerimonia la Piazza s’è
riempita tranquillamente animandosi con i colori veri della libertà e
della giustizia, c’era una distribuzioni di libri e riviste, una
banchetto dove veniva offerto vino e cibo a tutti, un sound-system che
ritmava i colori con la musica e i diversi interventi al microfono.
Interventi incentrati sul “perché” dell’importanza di esserci oggi
rispetto alla guerra, il terrorismo, la precarizzaione del lavoro e delle
nostre vite e ribadendo la nostra contrarietà alle leggi razziste che
prevedono anche in friuli la costruzione di un centro di permanenza
temporaneo per rinchiudere tanti migranti innocenti. Interventi che hanno
insistito sull’importanza di contestare la parata sciagurata e ignobile,
che avviene da diversi anni, organizzata da Alleanza
nazionale e Azione Giovani, null’altro che fascisti in doppiopetto, che
con l’avvallo dei loro esponenti governativi e di una questura prona a
“scortarli” nell’impresa, ad ogni costo e con ogni mezzo, entrano in
P.zza e depongono corone a “tutti i caduti”.

Una manifestazione che sigifica poche ma chiare cose: noi siamo al
governo, noi abbiamo bisogno di rifarci una verginità storica per poter
legiferare oggi le stesse leggi intolleranti e razziali del ventennio
fascista. Per farlo bisogna “pacificare” mistificando la storia,
sostenendo che la lotta contro il nazifascismo è stata solo una guerra
civile, che in fondo erano tutti italiani e che quindi sia i carnefici e
sia le loro vittime valgono allo stesso modo.

Tutto ciò è vergognoso, tutto ciò significa uccidere per la seconda volta
chi già ha dato la propria vita per liberarsi di orrore e
menzogne, ma significa anche uccidere giorno per giorno, lentamente una
coscienza collettiva che non può che stare dalla parte della verità,
dalla parte della storia.

Per questo non abbiamo potuto stare alla finestra in questi anni, per
questo i nostri cuori e le nostre ragioni ci hanno spinto a fermare
questo scempio, a gridare “no pasaran”, a tentare di “resistere”
pacificamente ma tenacemente contro i fascisti e le loro squadracce oggi
armate nelle divise di polizia, carabinieri e finanza.

Mentre il sole illuminava le tante persone, i canti e le corse dei
bambini e un grande striscione ammoniva “se loro globalizzano il
dominio, noi globalizziamo la resistenza” una nube nera cominciava ad
addensarsi. Non era la pioggia, erano i cellulari della polizia, dei
carabinieri, erano le decine e decine di forze del disordine che in
assetto antissommossa cominciavano ad arrivare in P.zza Ellero dei mille
attorno a mezzogiorno.

Il presidio s’è compattato, chi se l’è sentita s’è unito alla
“resistenza” passiva, i bambini e gli anziani si sono messi al lato della
piazza, mentre dall’altro lato arrivavano una ventina di fascisti
scortati da una truppa di militari.

Mentre 40 compagni e compagne si sedevano avvinghiati l’un l’altro
preparandosi a resistere è partita la carica.

Mai come quest’anno la brutalità e la violenza delle polizie s’è fatta
sentire, forse perché si era molti di più degli anni passati, o
semplicemente perché l’ordine era quello. Strattonati, trascinati, presi
a pugni, manganellati, calpestati, gettati di peso a terra, più di 15
persone, ragazze e ragazzi hanno riportato contusioni varie. Chi s’è
visto storcere mani, dita e braccia, chi ha dovuto subire
l’atterramento da parte di 4 o 5 polizziotti con il viso piantato nei
sassi. Si è notato un particolare accanimento da parte dei finazieri.

Tutto ciò è ovviamente stato visibile a coloro che erano in piazza e lo
sarà per chi avrà la possibilità di vedere le immagini.

Quello che rimane alla luce di questo sole domenicale è che decine di
donne e di uomini, fieri antifascisti, hanno messo in gioco
pacificamente le loro idee e se stessi subendo violenza fisica.

Ma ancora più chiaro del sole è che per l’ennesima volta c’è stata una
Pordenone solidale e cosciente che ha saputo “resistere” ancora e
sempre più numerosa a questa ennesima provocazione.

Un centinaio di donne e di uomini hanno saputo sfrattare per l’intera
mattina i fascisti, transitati per pochi minuti, sotto lo
svergognamento dell’intera piazza.

E questa è solo un'altra tappa, perché saremo ancora di più la prossima
volta e perché “portiamo un mondo nuovo nei nostri cuori”, è lo stesso
mondo dei nostri padri e dei nostri nonni, è il mondo che vogliamo per in
nostri figli e non sarà certo un manipolo di fascistelli protetti dai
loro parlamentari e da una questura compiacente a distruggerlo.

domenica 25 aprile 2004 - ore 18.30

Resistenza AntiFascista - PN


Da: "lino" <alterlinus -A- libero.it>




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