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(it) UmanitÓ Nova n.11: Milioni di no alla guerra

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Date Thu, 1 Apr 2004 12:40:19 +0200 (CEST)


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La manifestazione del 20 marzo ha avuto una gigantesca partecipazione di
popolo. L'attenzione verso la manifestazione Ŕ cresciuta moltissimo negli
ultimi giorni, in seguito alle vicende spagnole che sono suonate come la
conferma delle ragioni dell'opposizione alla guerra del
petrolio e dei petrolieri Bush e Cheney. Il corteo Ŕ stato
incontrollabile: la piazza di partenza ufficiale (Piazza Barberini) Ŕ
stata snobbata dai molti (noi compresi) che si sono dati appuntamento
lungo tutto il percorso. La testa del corteo ufficiale Ŕ stata
costretta a rincorrere la testa del corteo reale, partito in anticipo.

Di questa incontrollabilitÓ ha approfittato lo spezzone anarchico che ha
fatto un'ampia deviazione urlando prima sotto le finestre del
ministero dell'interno il nostro no a tutte le guerre e a tutti gli
eserciti, spiegandone poi le ragioni nel popolare rione Monti e
riconfluendo infine nel corteo principale. Nel corso del corteo i
compagni romani hanno anche provveduto all'affissione di una locandina
che ricorda il 60║ anniversario delle Fosse Ardeatine dove furono
assassinate dai nazifascisti 335 persone, tra cui quattro nostri
compagni.

L'imponenza della partecipazione alla manifestazione ha beffeggiato i
guerrafondai nostrani che avevano provato, due giorni prima, a lanciare
una sfida di mobilitazioni con un'ambigua manifestazione "contro il
terrorismo" che doveva servire a giustificare la permanenza delle
truppe italiane in Iraq e che Ŕ sonoramente fallita per l'assoluta
assenza di partecipazione popolare: gli unici presenti erano i vigili
urbani che portavano i gonfaloni dei vari comuni che avevano aderito. Il
fatto che la manifestazione fosse cosý grande ed incontrollabile ha
spiazzato anche la CGIL che, nei giorni precedenti, aveva assicurato
tutti sulla propria capacitÓ di governare la piazza, garantendo
l'agibilitÓ politica a Fassino, divenuto simbolo della sinistra con
l'elmetto, in un corteo che chiedeva il ritiro immediato delle truppe
dall'Iraq.

L'impressione di chi scrive Ŕ infatti che sia stato percepito dalla quasi
totalitÓ dei manifestanti come ambiguo l'atteggiamento della sinistra
istituzionale che, dopo essersi proclamata lo scorso anno "Contro la
guerra senza se e senza ma", a furia di "se" e di "ma" nei loro
equilibrismi parlamentari hanno dimenticato il "contro". La
ripresa degli scontri in Kosovo ha ricordato inoltre che quella
carneficina "umanitaria" l'aveva fatta il governo D'Alema. Ed ha
smitizzato l'altro paradigma agitato da questi signori per non
dispiacere i padroni americani: quello del "mandato ONU" che
legittimerebbe la guerra.

Fassino, abituato a frequentare le piazze televisive, ha avuto un amaro
risveglio quando si Ŕ trovato di fronte la piazza reale del 20 marzo che
ha relegato lui e i suoi compari in un vicoletto fischiandoli al
passaggio di ogni spezzone del corteo.

I DS hanno pensato di salvarsi la faccia passando per vittime e, per
farlo, hanno provato ad entrare nel corteo proprio quando passavano i
centri sociali, sicuri della reazione dei compagni. Non si capisce
perchÚ, se il loro intento fosse stato quello di partecipare
effettivamente alla manifestazione non abbiano provato ad entrare al
passaggio, ad esempio, dell'ARCI.

Nonostante non sia successo nulla, tranne alcuni slogan e fischi contro
Fassino, questi signori hanno prima cercato di esasperare gli animi
facendo aggredire dal servizio d'ordine chiunque fosse nei paraggi
(giornalisti ed ignari passanti compresi), poi hanno suonato la
grancassa denunciando la "vile aggressione politica" ed incassando
immediatamente la solidarietÓ dei loro complici berlusconiani al fine di
tacere della, pi¨ che legittima, contestazione (peraltro solo
sonora) al segretario dei DS e soprattutto per non parlare dell'unica
cosa rilevante avvenuta il 20 marzo: che circa un milione di persone Ŕ
sceso in piazza per chiedere il ritiro immediato delle truppe
dall'Iraq.

L'incaricato


da UmanitÓ Nova, numero 11 del 28 marzo 2004, Anno 84
http://www.ecn.org/uenne




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