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(it) Solidarietà a Sherman Austin, webmaster di RaiseTheFist.com

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Date Mon, 1 Sep 2003 14:54:36 +0200 (CEST)


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Da: anarcotico.net <info@anarcotico.net>

Solidarietà a Sherman Austin, webmaster di RaiseTheFist.com
by krasi@anarcotico.net

"Bene, una cosa che posso dire è che la schiavitù non è mai stata
abolita. Questo paese tiene incarcerata nel complesso industriale delle
prigioni più gente di qualsiasi altro paese al mondo. Circa 3/4 della
popolazione carceraria è nera. Non vedo alcuna differenza tra il presente
e il passato: allora i neri lavoravano come schiavi nelle piantagioni per
i ricchi proprietari terrieri bianchi; oggi i neri lavorano come schiavi
nelle carceri per le multinazionali di proprietà di ricchi bianchi.
Questi sono i primi a fare soldi sfruttandoci. Portiamo ancora le catene.
I cacciatori di schiavi sono stati la prima forma di polizia di questo
paese. La schiavitù non è mai stata abolita. Semplicemente è stata
trasferita dalle piantagioni alle carceri. E' ora di svegliarsi e
liberarsi."
Sherman Austin
(da un'intervista rilasciata al sito la Haine)

Sherman Austin, webmaster del sito RaiseTheFist.com, lo scorso 4 agosto
2003 è stato condannato a scontare una pena di un anno di prigione, più
tre anni di libertà condizionata. Il giudice Wilson che lo ha condannato,
è andato ben oltre le richieste dell'accusa e le aspettative dell'FBI e
del Dipartimento di Giustizia, che prevedevano 4 mesi di prigione, 4 mesi
di arresti domiciliari e circa 3 anni di libertà condizionata. Il giudice
ha voluto infliggergli una condanna a titolo di esempio e monito per i
"futuri rivoluzionari".

Durante il periodo in cui sarà sottoposto alla libertà condizionata potrà
utilizzare un Pc, sotto stretto controllo, solo se l'agente preposto alla
sua sorveglianza glielo consentirà. Non potrà utilizzare le proprie linee
telefoniche (adsl e satellitare). Non potrà relazionarsi con individui o
gruppi di qualsiasi genere considerati pericolosi per la sicurezza del
governo e dovrà pagare a titolo di indennizzo una multa di 2000 dollari.
Sherman è stato accusato di aver diffuso su internet informazioni
relative alla fabbricazione di materiale esplosivo, perché nel forum
libero di RaiseTheFist.com un utente anonimo aveva postato una guida
contenente qualche pagina sugli esplosivi.

Decisamente nulla rispetto a quello che si può trovare su siti come
Loompanics.com, Nodoze.net o altri spazi web neonazisti.
In Usa la distribuzione di informazioni sugli esplosivi non è illegale,
ma può essere giudicato illegale il movente di chi le diffonde.
Dato che tra l'altro gli investigatori hanno ammesso di non aver
rinvenuto alcun indizio di reato tra il materiale presente sul pc di
Sherman, ci si chiede quali siano le prove che dimostrino gli intenti
illegali di Sherman.

RaiseTheFist.com è nato nel 2000, allorquando Sherman, disgustato dalla
celebrazione per la festa dei presidenti degli Usa, decise di aprire uno
spazio web dal forte contenuto politico, dove la gente potesse
esprimersi. Crescendo, il sito è diventato uno strumento e un mezzo di
comunicazione e organizzazione della lotta contro il sistema, perciò
l'FBI e altre strutture di controllo governative hanno cominciato ad
interessarsene (controllo traffico su connessione adsl, blocco posta e
messenger usati nel frattempo da altri che fingevano di essere Sherman,
minacce, ecc) tanto da indurre il suo web master a spostarlo su un server
personale.

L'attacco diretto a RaiseTheFist.com è iniziato il 24 gennaio 2002,
quando circa 25 agenti federali fecero irruzione nella casa di Sherman e
lo interrogarono per parecchie ore. Durante le perquisizioni i pc della
sua rete domestica furono accuratamente controllati e i drive duplicati.
Gli agenti mostrarono interesse anche per i libri e i volantini di
contenuto politico.

Il raid fu motivato dalla presenza su RaiseTheFirst di informazioni per
la realizzazione di esplosivi (qualche pagina di una Guida di protesta
postata anonimamente).

La settimana successiva Sherman fu bloccato dalla polizia insieme ad
altri compagni mentre attendeva l'avvio della marcia contro il World
Economic Forum riunito a New York. Portato nella prigione di Brooklyn
Navi Yard venne ammanettato, interrogato dai federali e quindi, arrestato
per "distribuzione di informazioni relative agli esplosivi su internet".
Passato da una prigione di massima sicurezza all'altra, Sherman venne
rilasciato dopo 13 giorni in attesa del processo e tornato a Los Angeles
mise di nuovo online RaiseTheFist.com, oscurato dalla censura
governativa.

"RaiseTheFist.com non è stato chiuso, e il Network di Azione Diretta di
RTF continuerà a crescere e rimarrà attivo. La condanna ad un anno di
carcere non rappresenta la sua fine, ma è solo l'inizio."
Sherman Austin

Le compagne e i compagni di Los Angeles stanno preparando una
manifestazione in solidarietà a Sherman e per far sì che condanne come la
sua, basate sul "Patriot Act", non avvengano più. La manifestazione è
fissata al 3 settembre, giorno in cui Sherman dovrà presentarsi alle
autorità per essere incarcerato.

Chi volesse partecipare alla mobilitazione internazionale per Sherman può
farlo organizzare presidi all'esterno dei consolati o delle ambasciate
Usa.




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