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(it) Torino: presidio antimilitarista il 1° novembre

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 31 Oct 2003 13:50:43 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: FAI Torino <fat@inrete.it>

Fuori le truppe italiane dall’Iraq, dall’Afganistan,
dall’Italia, dalle nostre vite! Fuori l’esercito dalla
storia!

L’Italia è in guerra. Truppe italiane sono impegnate in zona
di guerra in Iraq ed in Afganistan, due paesi dove la guerra
preventiva ha portato sangue, distruzione e morte.
Noi antimilitaristi riteniamo che per avere la pace occorra
preparare la pace e non la guerra, siamo convinti che la pace
degli eserciti non sia che una tregua armata in attesa della
prossima guerra. La pace degli eserciti è quella dei
cimiteri, delle funebri parate del 4 novembre quando ogni
anno, dal 1918, nel nostro paese si celebra un massacro.
Opporsi alle guerre, a tutte le guerre, significa quindi
opporsi all’esercito, a tutti gli eserciti.

La guerra permanente e preventiva non è un fatto nuovo e gli
antiautoritari sono sempre, permanentemente impegnati a
prevenire la guerra opponendosi al militarismo, alla
gerarchia, alla sopraffazione, allo Stato.
Noi vogliamo una società smilitarizzata, ossia senza
frontiere, carceri, tribunali, polizie, sollevata da ogni
forma di dominio e di discriminazione.

La guerra non è mai solo guerra "esterna", rivolta verso un
"nemico" che abita altrove, ma è anche guerra "interna" e lì
il "nemico" sono tutti coloro che si oppongono ad un ordine
ingiusto, tutti coloro che rifiutano la gerarchia e lo
sfruttamento, tutti coloro che si oppongono al razzismo, alla
società di classe, alla crescita dell’ineguaglianza, alla
negazione di ogni forma di libertà.

Continua a crescere la spesa militare a danno di quella
sociale: ne sanno qualcosa i malati, gli studenti, i
pendolari, i lavoratori cui sono stati tagliati servizi per
finanziare l’esercito, il "peacekeeping" in Afganistan e la
missione "Antica Babilonia" in Iraq oggi, i bombardamenti
della Serbia l’altro ieri. Ne sappiamo qualcosa tutti: ogni
giorno subiamo l’erosione progressiva dei già esigui spazi di
libertà.

Risorse preziose vengono bruciate sull’altare del militarismo
per costruire portaerei, per acquistare armi, per assoldare
assassini in divisa. Oggi lo fa il governo di destra, ieri lo
faceva quello di sinistra. Lo sappiamo: non ci sono poteri
buoni.
Opporsi alla guerra significa quindi opporsi ai massacri in
ogni angolo del pianeta e, insieme, lottare per una vita
migliore nel nostro paese. Guerra esterna e guerra interna
hanno lo stesso fronte.

Occorre pertanto:
- opporsi a tutte le basi e le installazioni militari sul
nostro territorio
- impegnarsi contro l'invio di contingenti armati all’estero
- sabototare/boicottare la macchina bellica nei luoghi di
lavoro (industria, ferrovie, porti ecc.)
- scioperare per il ritiro delle truppe dall’Iraq e
dall’Afganistan
- lottare contro tutte le industrie militari e per la loro
riconversione in produzioni non nocive
- contrastare la propaganda militarista nelle scuole, nei
posti di lavoro, sul territorio
- denunciare la truffa delle missioni "Arcobaleno" che
gettano una patina umanitaria sui lucrosi affari delle
"ricostruzione" di quegli stessi paesi che si è provveduto a
bombardare e distruggere

Negli ultimi anni milioni di uomini e donne hanno gremito le
città del mondo per opporsi alla guerra.

Come anarchici siamo stati nelle piazze, di fronte alle basi
militari ed alle caserme con una critica antimilitarista e
non solo pacifista. Riempire le piazze è importante ma non
basta: inceppare la macchina mostruosa del militarismo
richiede un impegno quotidiano, un’insubordinazione
collettiva che metta sabbia negli ingranaggi bellici.

Chi vuole la guerra sappia che c’è chi opera attivamente per
aprire altri orizzonti: noi non ci arruoliamo, siamo tutti
disertori.
Sabbia e non olio nel motore del militarismo.

Sabato 1° Novembre ore 15 in piazza Castello
presidio antimilitarista

per un 4 novembre antimilitarista
facciamo la festa alle forze armate!

Per la libertà, il salario, le pensioni, contro il governo e
la concertazione, il 7 novembre sciopero generale e
manifestazione nazionale del sindacalismo di base a Milano
alle ore 10,30 da piazzale Cairoli. Da Torino partenza in
bus: telefonare per prenotare i posti.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46
la sede è aperta ogni giovedì dopo le 21,15 - tel. 011 857850
oppure 338 6594361




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