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(it) FAI Torino: azione diretta contro lo stato ed il

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Date Sun, 26 Oct 2003 00:01:39 +0200 (CEST)


capitalismo!
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Da: "Umanità Nova redazione torinese" <fat@inrete.it>

Contro lo stato e il capitalismo, azione diretta!

Il 7 novembre saremo a Milano alla manifestazione nazionale del
sindacalismo di base ore 10,30 da piazzale Cairoli. Per info sul
pullman telefonare allo 011 857850 oppure 338 6594361

Presidio antimilitarista
Il 4 novembre l’Italia celebra un massacro mentre truppe
italiane sono impegnate in zona di guerra in Afganistan e Iraq.
Contro questa guerra, contro tutte le guerre sabato 1° novembre
saremo in piazza. Appuntamento alle 14, 30 in piazza Castello.

La mannaia del governo è pronta ancora una volta ad abbattersi
sulle nostre vite. Oggi è la volta delle pensioni: dopo aver
sistemato a colpi di leggi i propri guai giudiziari, dopo aver
spedito un po’ di soldati a fare la guerra santa agli infedeli,
dopo aver fatto massacrare un po’ di gente in piazza, i gangster
dell’attuale governo si sono accorti che restano ancora da
risanare i conti pubblici: quale idea migliore che farli pagare
ancora una volta ai lavoratori e ai pensionati?

L’esecutivo berluscon-fascista parte quindi con l’operazione
"quota 40" che gli economisti del Sole 24 Ore, gli stessi che si
eccitavano quando lo schianto delle bombe "antiterroriste" in
Iraq e in Afganistan provocava il rialzo di qualche listino, non
hanno esitato a commentare con interesse.

Effetti collaterali: "dai due ai tre milioni di pensioni in
meno", con un risparmio di parecchi miliardi di euro.

Obiettivo non secondario dell’operazione il decollo dell’enorme
business dei fondi integrativi privati, cui ora si tenta di dare
un impulso decisivo

I potenti giocano ancora a dadi con le nostre vite, dopo anni di
tagli ai servizi e riduzioni drastiche del salario reale.

A questo si aggiunge il decreto governativo che blocca di fatto
l’accesso anticipato alla pensione ai lavoratori che sono stati
esposti all’amianto, con una macabra clausola: potranno andarci
come prima quelli che hanno già contratto il cancro. Della serie
che per lor signori prima crepiamo meglio è.

Nel teatrino dei media, la parte dei "cattivi" la stanno facendo
i capi del carrozzone confederale di CGIL-CISL-UIL, che
vorrebbero accreditarsi come i difensori dei diritti del lavoro,
quando in realtà non lo sono da un bel pezzo, se mai lo sono
stati qualche volta in passato.

Non lo sono stati firmando gli infami accordi di luglio del ‘92
e del ‘93, i primi a bloccare la crescita dei salari nell’ultimo
decennio, non lo sono stati arrogandosi il monopolio della
rappresentanza con la truffa delle RSU.

Non lo sono stati ai tempi del governo Dini, la cui
controriforma pensionistica, passata con il loro sostanziale
avvallo, non è che la matrice di quel che sta facendo oggi
Berlusconi.

Non lo sono stati in cinque anni di provvedimenti antipopolari,
guerrafondai e clericali dei governi di centrosinistra, quando
hanno pensato bene di tenere bassa la cresta per convenienza
politica, facendo passare quel pacchetto Treu con cui si
legalizzava il lavoro in affitto e si dava un colpo tremendo ai
diritti delle ultime generazioni di lavoratori, che hanno visto
in quegli stessi anni ridimensionarsi notevolmente tutti i
servizi, le garanzie e le prospettive.

Non lo sono adesso che chiamano i lavoratori ad uno sciopero
generale finto (di sole 4 ore) che serve solo a rafforzare il
loro apparato di opportunisti e burocrati, e magari ad avere una
fetta più grande dell’appetitosa torta della previdenza
integrativa.

Intanto rischia di saltare persino quello straccio di tutela per
chi è anziano e ha lavorato una vita. Certo, gli anarchici non
si sono mai fatti illusioni sulla truffa del welfare state.
Contrariamente ad altri, non abbiamo mai definito "età dell’oro"
i decenni del dopoguerra in cui la "crescita" economica è andata
a braccetto con la statalizzione del movimento operaio.

La ridistribuzione di poche briciole di quanto rapinato da Stato
e padroni in forma di servizi e stato sociale non elimina la
miseria e lo sfruttamento.

Gli anarchici si sono sempre battuti a fianco dei lavoratori
anche per la più piccola conquista, perché questa, se non è
piovuta dall’alto ma è stata conseguita con l’azione diretta e
consapevole, è un passo verso la nuova società, quella che si
costruisce imparando a costruirla.

Valutiamo quindi positivamente la scelta di quelle strutture del
sindacalismo autogestionario e di base (CUB, USI-AIT, Slai
Cobas) che non sono accorse scodinzolando dietro al carro di
CGIL-CISL-UIL, ma hanno scelto di indire uno sciopero generale
autorganizzato il 7 novembre, rivendicando una conflittualità
sociale radicale.

Noi ci battiamo perché i lavoratori, i disoccupati, gli
sfruttati, prendano in mano il loro destino. Lottando sì per
l’immediata difesa dei diritti, ma con l’obiettivo che abbattuto
questo governo non ne segua un altro più o meno simile, ma una
società più giusta ed egualitaria, basata sull’autogestione
della produzione e sulla solidarietà internazionalista e di
classe. I nostri strumenti sono l’azione diretta e
l’autorganizzazione, per far piazza pulita di ogni burocrazia
confederale ed extraconfederale, per rilanciare nei posti di
lavoro e nella società una pratica libertaria e autogestionaria.

Il 7 novembre saremo a Milano alla manifestazione nazionale del
sindacalismo di base ore 10,30 da piazzale Cairoli.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46
la sede è aperta ogni giovedì dopo le 21,15 - tel. 011 857850
oppure 338 6594361




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