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(it) Bolivia: Posizione di Quilombo Libertario sull'insurrezione (ca,en,fr)

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Date Wed, 22 Oct 2003 14:12:39 +0200 (CEST)


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Da: "Sergio Serrate" <quilombolibertario -A- hotmail.com>

LA BOLIVIA AL BIVIO: IL PRECIPIZIO POLITICO O L'AUTOGESTIONE

Compagni: eccovi la posizione di Quilombo Libertario
sull'insurrezione popolare qui, in Bolivia.

Gli avvenimenti recenti in Bolivia sono nel contesto di un
processo di emergenza di nuovi attori sociali: risveglio
indigeno, i piccoli commercianti autonomi e del le settore
informale, i contadini, siano essi coltivatori di coca o no,
sono le nuove forze vive.

Durante le Giornate Anarchiche di Porto Alegre del 2001, abbiamo
analizzato ed illustrato, il fatto che - negli anni a venire - i
conflitti sociali della Bolivia avrebbero un rapporto con lo
scontro d'interessi tra i popoli indigeni e contadini e le
concessioni del gas.

Questo momento è arrivato, benché non si sia avuta
l'accumulazione di forze necessaria e desiderabile, sono
tuttavia in corso dei processi che sono in via di sviluppo.

I fatti si sono scatenati a partire da una serie di conflitti
settoriali nelle varie regioni del paese; senza dubbio la
scintilla si accese a partire dalla contestazione ed uno
sciopero della fame degli indigeni e dei contadini del Piano
Alto, che esigevano la libertà di un dirigente detenuto, mentre
in altre zone del paese, plurimi conflitti vari seguivano il
loro coro. L'arroganza e la criminalità con le quali il governo
era pronto a dare prova erano tali che questo, mentre il
dirigente indigeno veniva messo in libertà e gli indigeni
dell'ovest della Bolivia si stavano ritirando, dà ordine
all'esercito di mettere a ferro e fuoco la comunità di Warisata,
provocando un massacro. E' importante sapere che Warisata è una
comunità con una straordinaria tradizione di autogestione che ha
dato avvio ad un modello di educazione autogestita negli anni
'30.

A partire da questo momento la radicalizzazione e
l'intensificazione delle forme di contestazione aumenterà in
maniera inevitabile ed in crescita esponenziale.

E' curioso che tutto questo accada quando i dirigenti indigeni
dell'Altiplano (Mallku ed il suo oppositore Loayza), erano
severamente messi in discussione dalle loro rispettive basi,
sulla base di presunte trattative a proposito del pagamento
dell'elettricità nelle comunità ed altri fatti di corruzione. La
stessa cosa succedeva con Evo Morales (leader dei contadini
coltivatori di coca), il quale aveva seriamente rischiato di
perdere la direzione delle ermetiche federazioni dei contadini
del Chapare (il suo bastione), che cominciavano a non
riconoscergli il suo ruolo di capo a partire dal momento in cui
egli si sottometteva al "fidel-chavismo", che intanto ha
scatenato un'offensiva politica nel sub-continente. Un mese fa,
Morales aveva evitato che il suo partito (MAS - movimento verso
il socialismo) consumasse la rottura tra i settori indigeni che
avevano accettato di integrarsi e gli alti comandanti contadini
del partito, una rottura che non si è dissipata e che persiste
soltanto allo stato latente.

Infatti, i deputati indigeni del MAS, avevano annunciato la
scissione dal partito ed il ritorno dei deputati indigeni alla
base.

In mezzo a questa confusione, il massacro di Warisata
nell'Altiplano Aimara (i contadini coltivatori di coca non
avevano quasi nemmeno partecipato a queste rivolte), ha dato
ossigeno ai dirigenti qui menzionati e tutti e due hanno potuto
rafforzarsi politicamente, di fronte all'opinione pubblica.

La situazione è diventata incontrollabile per i partiti
politici, dato che alcuni settori sociali interi, e non più
solamente raggruppamenti, istituzioni, etc., manifestavano nelle
strade.

Da questo ha tratto massimo profitto il capo supremo della fu
potente COB (Centrale operaia boliviana) che ha fatto un appello
a tutti i settori quando già tutti i settori - le miniere di
Oruro, trasportatori di dinamite inclusi - avevano preso la
decisione di mobilitarsi in solidarietà con le vittime ed
esigevano le dimissioni del presidente Lozada.

Questo ha mostrato chiaramente che le basi avevano sopravanzato
i loro dirigenti. Per il momento hanno messo da parte le
rivendicazioni settoriali e le parole d'ordine sono solamente
due:

* IL GAS APPARTIENE AI BOLIVIANI
* DIMISSIONI IMMEDIATE DEL PRESIDENTE

Così, una città come El Alto (dove i nostri compagni hanno una
presenza attiva e militante), situata a 1000 metri d'altitudine
sopra La Paz, ha iniziato una marcia e si è sollevata esigendo
le dimissioni ed ha subito un massacro (domenica) .

A partire da questo momento, il conflitto si è generalizzato,
con degli scioperi della fame iniziati da settori delle classi
medie, del clero, degli impiegati e degli studenti, si sono
formati dei picchetti in tutto il paese (attualmente, più di
150), che rievocano il 1978, quando le donne dei minatori hanno
cominciato uno sciopero della fame che si è esteso e che ha
finito per far cadere il dittatore Banzer.

A ciò si aggiunge il 34° anniversario della seconda
nazionalizzazione del petrolio e del gas, che erano detenuti
dalla Gulf Oil (la prima fu in luglio 1937, contro la Standard
Oil, dopo la guerra del Chaco), in una lotta portata avanti da
uno dei combattenti sociali più ammirati di Bolivia: Marcelo
Quiroga Santa Cruz, assassinato durante il golpe di de García
Mesa.

Con il 70% della popolazione che scendeva in piazza, si può
parlare soltanto di una vera e propria ribellione popolare a
carattere insurrezionale senza tuttavia un progetto sociale, né
tanto meno la possibilità di trasformarsi, in una vera
rivoluzione.

Da parte loro, l'opposizione politica e i suoi dirigenti
ri-ossigenati hanno ripreso l'offensiva, con la loro pretesa
santa trinità:

* Assemblea Costituente
* Referendum sul gas
* Modificazione della Legge degli idrocarburi

Riguardo a questi punti, la nostra posizione come anarchici è la
seguente:

* Malgrado le nostre divergenze con i loro dirigenti, noi
abbiamo stabilito il principio del MASSIMO CONSENSO con tutte le
forze sociali e politiche popolari e di opposizione.

* Accettare l'Assemblea Costituente ma basata sul modello
partecipativo ed orizzontale della COB ai tempi della sua
fondazione, quando tutti i settori e tutti i cittadini vi
trovavano posto.

* Questa deve servire come spazio utile al processo di
accumulazione delle forze sociali; di esperienze politiche; di
conoscenza e apprendimento dei processi produttivi attuali; di
prese di posizione e di dibattiti plurali sul contesto
nazionale, regionale e internazionale, allo scopo di sviluppare
completamente un processo di autogestione dell'economia e delle
risorse naturali.

Tuttavia, non è la prima esperienza in questo senso che il
popolo boliviano ha vissuto ed una delle possibilità è che
questa Costituente diventi uno spazio altamente conflittuale -
come nel 1971 - dove settori reazionari e padronali
bloccherebbero tutte le iniziative, così la Costituente può
divenire un processo frustrante e trovare uno sbocco in
avventure totalitarie o dittatoriali.

Quanto al referendum sul gas, esso non ha un carattere solamente
politico, poiché:

* Bisogna continuare a lavorare e a sviluppare la coscienza nei
diversi settori, al fine di evitar che "nazionalizzare" il gas,
significhi STATALIZZARE il gas.

* Autogestione delle risorse naturali: il gas e tutte le risorse
naturali, devono essere autogestite, consentendo la
partecipazione di tutti i settori nella definizione di politiche
generali, stabilendo quelle priorità di cui beneficeranno le
comunità indigene, i cui territori ancestrali contengono tali
risorse.

Noi riteniamo che sia importante creare una rete di
comunicazione dei e per i settori popolari, (sull'esempio delle
radio miniere dell'epoca, dirette dal nostro compagno Líber
Forti) che possa informare in tempo utile, appoggiando
iniziative di educazione popolare e informazione e creando delle
istanze, dei dibattiti e delle discussioni pubblici.

Quanto alla Legge sugli idrocarburi, non c'è dubbio che essa sia
stata fatta per permettere il profitto dei petrolieri (ed in
sussidio ai grandi proprietari fondiari allevatori di bovini) ed
in pregiudizio della titolarizzazione e del riconoscimento dei
territori di origine indigena, il che implica piuttosto che
modificarla, essa deve essere eliminata e bisogna costruire
attraverso il consenso una nuova legge che tenga conto di questi
principi di base.

Mentre stiamo scrivendo queste considerazioni, Lozada sta
preparando la sua fuga, a La Paz 100.000 persone discutono come
bisogna proseguire, in una specie di assemblea aperta.

PER UNA BOLIVIA LIBERA E AUTOGESTITA

SALUTE ED ANARCHIA!!

Quilombo Libertario

traduzione di stecunga/fdca per a-infos

[ndr - questo fu scritto poche ore prima della dimissione
di Lozada, ma riteniamo tuttavia che sia di grande interesse
anche se non più attualissimo]




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