A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) Umanità Nova n.31: La droga di Fini

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sat, 11 Oct 2003 10:15:10 +0200 (CEST)


________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________

Riempire le galere

Il 3 ottobre la criminale fascista Letizia Moratti inaugurerà la
Conferenza Europa dei Ministri dell'Educazione nel lager di San
Patrignano, un luogo tristemente noto per le torture, gli stupri
e le violenze di ogni tipo che (come accertato da DECINE di
inchieste giudiziarie e giornalistiche) fanno parte della sua
pratica quotidiana. La scelta di un posto tanto atroce non è
casuale per due ordini di motivi. Intanto, svela che
l'educazione secondo la Ministra Moratti dovrebbe consistere
essenzialmente nell'uso sistematico dei mezzi di coercizione
necessari per spegnere nei bambini e negli adolescenti ogni
velleità di pensare con la propria testa. Poi, è uno spudorato
omaggio al boia Vincenzo Muccioli, i cui metodi sono tra le
fonti d'ispirazione della nuova, ferocissima legge antidroga che
il Governo Berlusconi si appresta a varare da qui a pochi mesi.
L'unico governo al mondo che vanta tra i suoi membri un
cocainomane dichiarato e non pentito (il mitico sottosegretario
Miccichè, che si faceva portare la bamba direttamente al
Ministero dell'Economia), infatti, ha deciso di far approvare
rapidamente dal Parlamento una nuova normativa antidroga.

Più volte annunciato dal ViceDuce Gianfranco Fini, il disegno
criminale del governo prevede di eliminare la distinzione che
c'è oggi (in Italia come in tutti i paesi dell'Unione Europea e
in gran parte del resto del mondo), tra droghe pesanti e droghe
leggere, con successive sanzioni penali al di sopra di una certa
soglia e amministrative al di sotto della massima quantità
stabilita dalla legge per ogni diversa sostanza. Con sadica
soddisfazione, Fini ha sottolineato che queste sanzioni penali
saranno durissime, da otto a vent'anni di carcere, anche per la
semplice detenzione (e l'unico modo per evitare la galera sarà
finire in qualche comunità di recupero). A pochi giorni dalle
dichiarazioni di Fini arrivava un documento del Consiglio
Superiore della Sanità, stilato a tempo di record in meno di due
settimane dal farmacologo Silvio Garattini (noto simpatizzante
fascista e beniamino di Big Pharma), a dare un imprimatur
scientifico alla svolta ultraproibizionista. Secondo il CSS (che
non è un organo indipendente, ma è costituito per la maggior
parte da medici nominati direttamente dal ministro), "l'uso
della cannabis è gravato da pesanti effetti collaterali quali
dipendenza, possibile progressione all'uso di altre droghe quali
cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, di
memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali
schizofrenia, depressione e ansietà; possibili malattie
broncopolmonari tra cui bronchiti croniche ed enfisema" e quindi
i suoi effetti sarebbero più devastanti di quelli dell'alcool,
del tabacco e del caffè. Queste conclusioni contraddicono in
modo clamoroso centinaia, forse migliaia, di ricerche che sono
state fatte in tutto il mondo dalla fine del XIX Secolo ad oggi
(secondo The Lancet, la rivista medica più antica del mondo, "la
marijuana è la pianta più studiata di tutti i tempi e non si
riesce a capire perché è ancora proibita"). Basti pensare che
nell'ultimo annuario del NIDA (l'istituto governativo USA sulle
tossicodipendenze, da sempre un baluardo del proibizionismo
"scientifico") c'è uno studio sulla pericolosità delle droghe,
classificate in modo che al punteggio più basso corrisponda la
pericolosità maggiore. In questa tabella vengono dati 9 punti
all'eroina, 12 all'alcol, 15 a nicotina e cocaina e 27 a
caffeina e marijuana. La relazione degli esperti di regime
contraddice soprattutto l'esperienza diretta di milioni di
persone che fumano o che hanno fumato hashish e marijuana (e di
qualche altra decina di milioni di persone che conoscono
qualcuno che ha queste abitudini) e che non si sono mai accorte
di tutti questi strani fenomeni, tant'è che secondo i primi
sondaggi ben il 77% degli interpellati si dice in disaccordo con
il verdetto del CSS.

Le rissose bande di fascisti, mafiosi e nazipadani che
costituiscono il Governo Berlusconi sembrano tuttavia
intenzionate ad andare avanti, finalmente unite nella caccia ai
fumatori di spinelli, noncuranti neppure del proprio isolamento
internazionale in materia. Neanche negli Stati Uniti la
marijuana è equiparata a cocaina ed eroina e negli ultimi anni,
mentre in Europa (dal Belgio alla Spagna alla Svizzera alla Gran
Bretagna) prevaleva una politica di progressiva
depenelizzazione, nella guerra alla droga si erano distinte
soprattutto le ultime dittature marxiste sopravvissute
all'immondezzaio della storia: la Cina e il Vietnam (dove
l'ultima giornata ONU antidroga è stata festeggiata a colpi di
esecuzioni di massa di "spacciatori") e Cuba, dove il caudillo
Fidel Castro ha da poco varato una legge che prevede la pena di
morte per il narcotraffico di qualunque sostanza.

Se il progetto fascista è chiaro, restano da capire tuttavia da
capire i motivi di una scelta così radicale. Proviamo a dirne un
paio: 1) Duce Berlusconi in una recente visita a New York ha
dichiarato gongolante che "l'Italia è il paese più americano
d'Europa", riferendosi alle leggi sulla flessibilità del lavoro.
Tuttavia, per trasformare l'Italia nei novelli Stati Uniti,
manca un ingrediente fondamentale, quegli oltre due milioni di
detenuti che costituiscono la vera base della pax sociale
americana. È stato grazie alla War On Drugs che negli USA la
popolazione carceraria è quintuplicata in vent'anni (nel 1980
nelle carceri c'erano "solo" 400mila persone). Reagan, ai suoi
tempi, aveva lanciato la sua crociata antimarijuana come una
sorta di vendetta contro lo spirito libertario degli anni '60.
Berlusconi e i suoi complici pensano probabilmente di fare la
stessa cosa in Italia e non è certo casuale l'insistenza con cui
i media di regime additano i centri sociali come luoghi di
consumo e spaccio di fumo, mentre davanti alle scuole più
turbolente stazionano fissi i cani poliziotto; 2) Non bisogna
dimenticare che tra gli azionisti di maggioranza dell'attuale
governo, insieme ai fanatici fascisti e neonazisti, c'è la
mafia. Berlusconi, l'uomo che si è fatto da sé con più di 100
miliardi spuntati dal nulla e che per tutti gli anni '80 è stato
indagato per riciclaggio di narcodollari, di certe cose se ne
intende. Ora, mentre il traffico di hashish in Italia è passato
progressivamente nelle mani delle famiglie di coltivatori
marocchini che danno il loro prodotto direttamente ai loro
parenti emigrati qui (che si occupano poi di distribuirlo
localmente), quello di eroina e cocaina è rimasto saldamente
controllato dalla mafia. Uno degli effetti dell'equiparazione
tra droghe pesanti e leggere sarebbe evidentemente quello di
incentivare lo spaccio di droghe pesanti che, a parità di
rischio, renderebbero comunque enormemente di più dal punto di
vista economico. In questo modo, le strade si riempirebbero di
eroina e di cocaina mentre gli amici e finanziatori della Banda
Berlusconi vedrebbero aumentare i loro sporchi guadagni.


robertino


Da "Umanità Nova" n. 31 del 5 ottobre 2003
http://www.ecn.org/uenne/




*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici

Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca



A-Infos Information Center