A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) Torino: 2 serate antirazziste

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 6 Oct 2003 14:28:40 +0200 (CEST)


________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________

Da: FAI Torino <fat@inrete.it>

Venerdì 10 ottobre ore 20 in corso Palermo 46
cena antirazzista: tel. o mail per prenotare
venerdì 17 ottobre ore 21,15
In c.so Palermo 46
Alle radici dell’odio
il razzismo diffuso ed il razzismo delle istituzioni
la condizione dei migranti all’epoca delle leggi razziste: dalla
Turco-Napolitano alla Bossi-Fini
Interventi di Massimo Ortalli dell’Archivio Storico della FAI e
Simone Bisacca avvocato

Federazione Anarchica Torinese - fai
c.so Palermo 46

La sede della FAT è aperta ogni giovedì dalle 21,15; tel. 338
6594361 / 011 857850; mail fat@inrete.it

SENZA STATI E FRONTIERE NESSUNO È CLANDESTINO

"Non esistono frontiere naturali nel senso dato loro dai
patrioti. Tutti i limiti costruiti fra le nazioni sono opera
dell’uomo e nulla impedirebbe che venissero spostati o
cancellati." - Eliseo Reclus

Nel 1998 entra in vigore la cosiddetta legge Turco-Napolitano,
varata dall’allora governo di Centrosinistra (e con l’appoggio
di Rifondazione Comunista), con lo scopo di disciplinare
l’ingresso e il trattamento degli stranieri extracomunitari in
Italia. Tale normativa nasceva dall’esigenza di adeguarsi alle
disposizioni dell’Unione Europea in materia di flussi migratori,
una politica che vide il suo apice con gli accordi di Schengen:
secondo questo trattato l’Europa è diventata una specie di
"fortezza" dai confini invalicabili all’interno della quale è
garantita la libera circolazione delle merci e delle persone
(purché cittadini europei), mentre viene negato l’ingresso a
tutti quegli stranieri che non possano garantire in termini di
identità, reddito, status sociale.

La suddetta legge istituisce i "Centri di Permanenza e
Accoglienza Temporanea" (CPT), nome (non a caso) ingannevole
dietro il quale si nascondono vere e proprie realtà carcerarie,
con regolamenti restrittivi, inadeguata assistenza sanitaria,
sbarre, filo spinato, poliziotti dal manganello facile.

L’immigrato che fugge dalla fame, dalla precarietà economica, da
regimi invivibili è così accolto da carabinieri e poliziotti con
guanti di lattice che lo caricano su una camionetta e lo
trasportano dentro il CPT più vicino. Per questo non è
necessario aver commesso alcun delitto: unica colpa quella di
non essere in regola.

Quest’anno il governo delle destre continua sulla stessa linea
politica con la legge Bossi-Fini, che raddoppia (portandolo a
sessanta giorni) il tempo di detenzione, e stabilisce
l’aberrante nesso fra permesso di soggiorno e contratto di
lavoro. Se non hai già un lavoro prima di entrare, non sei il
benvenuto.

Destra e sinistra non sembrano diverse. La manovra è chiara: il
capitalismo abbisogna di forza lavoro ricattabile e a basso
costo, e si serve del suo gendarme, lo stato, per pianificare il
suo disegno di profitto e di dominio. I nodi della
globalizzazione neoliberista vengono al pettine, ma in barba ai
vaneggiamenti di chi ha teorizzato la fine del ruolo degli
stati-nazione, vediamo che lo stato riprende tutta la sua
funzionalità. L’identità nazionale, religiosa, culturale è
accesa in nome di una fantomatica guerra al terrorismo che
spinge all’odio razziale e allo scontro fra civiltà,
giustificando guerre di occupazione quali quella in Afganistan e
in Iraq. I Paesi poveri, nella più totale indifferenza dei più,
vengono tenuti sotto scacco con la guerra, l’esportazione di
armi, col sostegno a governi dittatoriali, con la protezione
offerta alle imprese multinazionali, e col ricatto dei soldi
prestati per uno sviluppo che non arriva mai. E in risposta alla
fuga dalle situazioni di miseria createsi lo stato riscopre un
suo concetto sostanziale: il confine.

Le politiche neoliberiste che abbattono dazi e dogane
favoriscono l’invasione di capitali nei paesi dominati, mentre
le porte sono chiuse a chi chiede di rifarsi una vita. L’utile
capro espiatorio offerto dall’immigrato, sempre dipinto come
potenziale terrorista o piccolo criminale, legittimano un
graduale rafforzamento degli apparati polizieschi e militari,
l’accentramento dei poteri e la restrizione delle libertà.
D’altra parte, è una misura estrema data dalla necessità. La
stessa ossessione securitaria che ha sempre sorretto l’esistenza
stessa dello stato, giustificando la brama di dominio e
oppressione che sono nella sua natura.

Il razzismo è un prodotto dello stato e del capitalismo, e solo
la loro definitiva abolizione, assieme all’abbattimento delle
frontiere, delle galere, dei tribunali, della polizia e degli
eserciti può portare a quello spazio di libera associazione e
sperimentazione delle forme politiche che da sempre noi
anarchici vogliamo.

Solo l’azione diretta, l’auto-organizzazione del lavoro e della
vita sociale senza deleghe e gerarchie possono offrire
un’alternativa al modello statuale che da sempre esiste per
opprimere. E d’altronde, di fronte a una destra e una sinistra
che sono sempre più simili, l’inganno parlamentare e riformista
si rivela proprio oggi come una truffa colossale, arma della
borghesia per contenere e controllare ogni opposizione entro i
limiti da lei stabiliti. Stato, capitalismo, razzismo hanno la
stessa origine, e perciò urleremo ancora una volta che nostra
patria è il mondo intero e che non esistono poteri buoni!




*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici

Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca



A-Infos Information Center