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(it) Grecia: Festeggiamenti per il rilascio dei 7 di Salonicco (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 28 Nov 2003 16:39:08 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Mercoledì 26 novembre ore 16, il consiglio di giudici a
Salonicco decide di liberare tutti e 7 gli attivisti
incarcerati dal 21 giugno scorso per aver preso parte alla
manifestazione del black bloc contro il vertice dell'UE che
si è tenuto sul Penisola di Halkidiki nei pressi di
Salonicco.

Qui, nel palazzo occupato dell'Amministrazione universitaria
nel centro di Atene ci sono stati scene di giubilo quando la
notizia ci è arrivata. Abbiamo gridato degli slogans contro
la polizia (era una brutta giornata per loro) e contro lo
Stato. Abbiamo deciso di continuare l'occupazione per
un'altra notte, sia per poter festeggiare, ma anche per
motivi di sicurezza. Alcuni compagni hanno proposto di
continuare l'occupazoine finoché lo Stato greco non è caduto,
ma forse non è ancora il momento per quello...

Sono arrivati altri compagni e si è svolto poi un'assemblea
durante la quale è stato deciso di partire per un corteo
improvvisato in moto fino all'ospedale di Nikaia e al carcere
di Koridallos. Oltre 150 compagni hanno preso parte (circa 70
moto e qualche auto), seguito da alcuni sbirri in moto. Il
corteo era lento con tante bandiere nere e molti slogans e ha
attraversato le strade del centro di Atene. Molti passanti
salutavano e applaudivano. A Nikaia, i MAT (la celere greca)
bloccavano ancora tutte le entrate all'ospedale, ma abbiamo
potuto vedere Carlos, Fernando e Spiros che ci salutavano.
Abbiamo cantato e gridato gli slogans, anche in lingua
castigliana insieme alle madri di entrambi gli spagnoli. Dopo
siamo andati all'ospedale del carcere di Koridallos dove era
possibile comunicare a gridi con i carcerati, tutti insieme
che gridavamo "sbirri, porci e assassini!".

Quando ci siamo diretti verso il centro, gli sbirri si sono
fatti prendere dal panico e hanno cercato di bloccarci la
strada diverse volte, terrorizzati dal pensiero che, per via
della nostra gioia, potevamo cercare di passare a casa del
primo ministro Simitis, cosa che abbiamo fatto qualche giorno
fa. Una volta arrivato di nuovo allo squat, abbiamo
organizzato un'altra assemblea dove abbiamo parlato delle
ultime informazioni e di misure di precauzione, e poi abbiamo
festeggiato per tutta la notte in Piazza Propilea davanti al
palazzo occupato. Siamo stati raggiunti da 2 giovani compagni
greci che erano stati rilasciati dal carcere giovanile di
Avlona. Per tutta la notte c'erano diversi tentativi di
provocazione da parte della polizia (eravamo completamente
circondati) ed è scoppiato qualche incidente con gas
lacrimogeni e sassi, ma non si sono mai avvicinati più di
tanto. Gli ultimi superstiti hanno abbandonato il palazzo la
mattina dopo.

Comunque, la campagna per la libertà dei 7 non è ancora
finita. Non sono ancora liberi dalle accuse e tutti dovranno
essere processati tra qualche mese. Gli stranieri non
potranno andar via dalla Grecia fino al processo. I greci
nemmeno possono espatriarsi e sono obbligati a presentarsi in
questura ogni 2 settimane. La salute dei 5 ex-scioperanti
della fame non è più critica, ma è ancora difficile ancora
sapere se ci saranno effetti di lunga durata. Molto dipende
sulla loro autodisciplina nel processo lungo di
riaggiustamento fisico.

Sul piano politico, possiamo dire di aver vinto. Per tutto
questo periodo, in tutte le azioni di solidarietà abbiamo
enfatizzato che: "Loro non si trovavano a Salonicco per caso.
Sono dei militanti del movimento anarchico. Non sono vittimi,
sono combattenti." Non ci siamo affidati a blandi
rivendicazioni della loro "innocenza", non ci siamo
distanziati dalle azioni da black bloc dei prigionieri. Tutte
le iniziative anarchiche di solidarietà erano coerenti nelle
loro idee, respingendo qualsiasi cooperazione con i media, i
partiti politici ecc. e si sono diffuse tramite i nostri
propri mezzi di informazione e con la pressione sullo stato
tramite le diverse azioni, manifestazioni, occupazioni e
altro. La comprensione nella società della nostra lotta si è
estesa. Lo stato greco ha tentato di spaventarci, anche per
salvare i loro amati Olimpiadi nel 2004 che non devono essere
rovinate dalle voci di dissenso. Sì, abbiamo vinto la
battaglia, ma ora inizia la guerra.

Per i 7, per tutti gli anarchici e le anarchiche, per la
libertà di tutti!

La passione per la libertà è più forte della loro carcere!

[traduzione di nmcn/ainfos]




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