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(it) Rovereto: tempi di guerra

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Fri, 21 Nov 2003 17:22:16 +0100 (CET)


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http://ainfos.ca/index24.html
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Da: "anarcotico.net" <info@anarcotico.net>

TEMPI DI GUERRA
Le attuali condizioni di vita e di lavoro possono essere imposte solo con
un uso sempre più massiccio del terrore. Terrore di rimanere disoccupati,
terrore di non poter pagare gli affitti sempre più esorbitanti, terrore
della polizia, terrore del carcere. Perché in fondo, ultima carta e
ultima dea, è sempre la repressione la garante dei presenti rapporti
sociali. Anche quando questa si abbatte su individui ben precisi, è
all'insieme della popolazione che lancia i suoi messaggi. Sbaglia i suoi
conti chi pensa di non essere coinvolto: di fronte all'indifferenza, i
padroni pretendono sempre di più (salari ancora più bassi, contratti
ancora più precari, controllo ancora più diffuso, ecc.).

Un esempio è quello che sta succedendo a Rovereto. Non contente di aver
sgomberato uno spazio occupato, di aver arrestato 9 persone e di averne
condannate 7 a 6 e 8 mesi di carcere; non contente di tenere in galera un
anarchico accusato di aver allontanato un fotografo dei giornali da uno
spazio autogestito; non contente di aver ordinato l'espulsione a vita
dall' Italia di un compagno spagnolo che vive in città da un anno; non
contente di aver dato un foglio di via di 2 anni da Bolzano a 16 persone
per un saluto ai prigionieri del carcere di quella città - autorità e
forze dell'ordine arrivano ora alle misure tipiche del Ventennio. 4
anarchici, tutti residenti in comuni limitrofi (tipo Isera e Villa
Lagarina), si sono visti notificare un foglio di via di 3 anni da
Rovereto. Non spieghiamo neanche cosa vuol dire concretamente un simile
divieto di permanenza e di transito (affetti, lavoro, corvé burocratiche,
"vita sociale", spostamenti in treno, ecc.). La polizia sa perfettamente
che tali misure di "ordine pubblico" cadono di fronte ai ricorsi
amministrativi. Ma questi ultimi costano milioni e durano anni. Intanto,
si mettono al bando gli indesiderabili che non piegano la testa. Nella
loro assoluta discrezionalità, questi provvedimenti possono colpire
chiunque, anche in assenza di reati precisi. E questo ci ricorda che la
sorte dei tanti immigrati senza documenti rinchiusi ed espulsi a vita su
sola decisione della polizia si allarga a tutti gli individui scomodi
(per quello che dicono, per chi frequentano, ecc.). Questo ci ricorda che
viviamo tutti in uno stato di eccezione permanente, che la "guerra di
bassa intensità al terrorismo" è ovunque perché i suoi Nemici - dall'Iraq
ai paesini della Vallagarina - sono ovunque: nemico è chiunque ostacoli,
in un modo o nell'altro, il radioso cammino del capitale, degli eserciti,
dei petrolieri in Iraq o dei costruttori di un inceneritore a Ischia
Podetti.

Questa guerra ha trovato nel nuovo questore di Trento, Francesco Colucci,
il suo alfiere e il suo funzionario. Già questore a Genova durante il G8,
massimo responsabile delle bastonature in piazza, dell'irruzione alla
scuola Diaz, delle torture a Bolzaneto, dell'assassinio di Carlo
Giuliano, ha spostato qui il suo sporco lavoro. La repressione contro i
compagni è il suo biglietto da visita. Colpisce noi, ora, ma domani
potrebbe colpire chiunque dissenta dalla propaganda mediatica, sui luoghi
di lavoro o nelle piazze. Che tutti, ognuno a suo modo e coi suoi mezzi,
reagiscono a questo nuovo fascismo democratico. Il silenzio è complicità.

Non subiremo a testa bassa questa dichiarazione di guerra. Nessun foglio
di via espellerà la nostra rabbia e la nostra gioia di lottare.

anarchici roveretani




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