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(it) Germinal: 4 novembre antimilitarista a Trieste

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 6 Nov 2003 10:04:34 +0100 (CET)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: Gruppo Anarchico Germinal/FAI - Trieste
<gruppoanarchicogerminal@hotmail.com>

Anche a Trieste in occasione della festa militarista del 4
novembre ci si mobilitati per far sentire una voce di
dissenso dal coro guerrafondaio e nazionalista,
particolarmente forte in questi luoghi di confine. Un
volantino stato realizzato e diffuso in centro citt, nelle
facolt universitarie e nei pressi del monumento ai caduti
della prima guerra mondiale, da sempre luogo simbolo della
pi becera retorica militarista e patriottica.

In serata lo stesso stato affisso in numerosi punti del
centro, coprendo,spesso e volentieri, numerosi manifesti
affissi dai fascisti per l'occasione. E' stata da noi scelta
per il volantino l'immagine-simbolo della Guernica di
Picasso, che rappresenta meglio di mille discorsi la vera
essenza di tutte le guerre: morte, sterminio, dolore.

Gruppo Anarchico Germinal
aderente alla Federazione Anarchica Italiana - FAI
via Mazzini 11
gruppoanarchicogerminal@hotmail.com

per vedere alcune foto:
http://italy.indymedia.org/news/2003/11/415892.php

ecco il volantino:

SIAMO TUTTI DISERTORI

Siamo duri di comprendonio. Non riusciamo ancora a capire,
nonostante la martellante campagna pubblicitaria a cui siamo
sottoposti, come si possa trarre piacere dall'indossare una
divisa. Continuiamo a non capire il piacere di marciare
inquadrati, il piacere di stare sull'attenti, di essere tutti
uguali.

Continuiamo a non capire come si possa far celebrare ad un
esercito la fine di una guerra, quando e' dalla guerra stessa
che l'esercito trae ragione di essere. Continuiamo a
considerare un'assurdita' quella che ci viene raccontata, che
i seicentomila morti della prima guerra mondiale sono il
cemento su cui sarebbe costruita la societa' in cui
viviamo.Continuiamo a pensare che sarebbe stato un cemento
migliore se quei seicentomila morti fossero rimasti vivi a
portare altri contributi: il proprio lavoro,la propria
allegria, la propria rabbia;continuiamo a pensare che quei
seicentomila siano stati massacrati non per costruire la
societa' ma per consolidare lo stato ed il potere, e
continuiamo a pensare che sia una cosa ben diversa. Forse se
non fossimo anarchici troveremmo giusta la militarizzazione
crescente della societa', troveremmo giusta l'invadenza
dell'esercito in tutti i campi della vita civile fin dentro
le scuole, troveremmo ovvia l'esposizione dei tricolori e non
penseremmo che le bandiere, tutte le bandiere, sono solo
degli stracci sporchi di sangue. Ci viene detto che le forze
armate all'estero sono in missione di pace e portano aiuti
umanitari, continuiamo a non capire perche',se le cose stanno
cosi', le spese per gli aiuti umanitari rappresentino meno di
un decimo del costo totale delle missioni all'estero.
Continuiamo ad avere il dubbio che i "nostri" soldati si
trovino in afghanistan a difendere gli oleodotti ed in Irak a
difendere i pozzi petroliferi, ma forse ci sbagliamo: forse
si trovano all'estero solo per i sei milioni al mese.Una
volta avevano il coraggio di farsi chiamare mercenari. Se non
fossimo anarchici, se credessimo nella democrazia
rappresentativa, forse troveremmo normale che un governo solo
perche' democraticamente eletto possa inviare oltremare delle
truppe d'invasione a sostegno di un petroliere guerrafondaio
nonostante l'opinione contraria dell'ottanta per cento della
popolazione, ed un'opposizione popolare alla guerra fra le
piu' forti di tutto l'occidente. Ma anche se fossimo solo dei
democratici non riusciremmo a capire le celebrazioni di una
macchina inutile, improduttiva, faraonica e sprecona che
costa ogni anno piu' di quarantamila miliardi, che si vede
costantemente incrementati i bilanci (+10% nel biennio
2000/01,+15% nel 2002 ) mentre vengono tagliati i fondi alla
sanita', alle pensioni, alla previdenza sociale,
all'istruzione. Continueremmo a trovare scandalosi gli
stipendi dei militari in rapporto a quanto producono di utile
per la collettivita', che si puo' riassumere in una sola
parola: niente.

[dal forum di Contropotere]




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