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(it) UmanitÓ Nova n.35: La croce e la spada

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Date Mon, 3 Nov 2003 11:39:18 +0100 (CET)


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La Chiesa scatena i suoi crociati

Lascia un po' sconcertati questa vicenda della rimozione del
crocifisso nell'aula scolastica di Offena frequentata dai
figli di Adel Smith. Sconcerta innanzi l'ignoranza dimostrata
dai media nel presentare la vicenda: il signor M. Montanaro,
giudice a L'Aquila, non ha deciso un bel niente, si Ŕ
limitato ad ordinare alla scuola, in attesa del processo, la
rimozione del crocifisso.

Sconcerta il clamore dato alla cosa visto che, in passato,
cause analoghe, concluse anche con sentenze della cassazione
(un po' pi¨ importanti della decisione temporanea di un
giudice dell'Aquila), sono state ignorate dalla stampa.

Sconcerta la tempistica della vicenda: l'ordinanza Ŕ stata
emessa mercoledý 22 ottobre, giornali e televisione ne hanno
parlato, tutti insieme, domenica 26 ottobre.

Quello che lascia sconcertati pi¨ di tutto Ŕ il coro di
politici, commentatori, cardinali, ministri e tuttologi
unanime nel condannare una banalissima scelta di civiltÓ:
esporre in una scuola pubblica un simbolo religioso
rappresenta una violenza nei confronti di chi non crede in
quella religione.

Da un punto di vista formale la cosa non meriterebbe neanche
di essere discussa: la presenza del crocifisso nelle classi Ŕ
disciplinato da circolari ministeriali (neanche da leggi)
emanate nel ventennio. Le leggi a cui si rifanno queste
circolari sono addirittura del 1860!

Come si pu˛ facilmente apprendere consultando qualsiasi
raccolta di Topolino, negli ultimi 150 anni sono successe
diverse cose, tra cui la fine del potere temporale della
chiesa ed il fatto che il cattolicesimo non sia pi¨ religione
di stato in Italia, ed Ŕ normalissimo che un giudice abbia
pensato che, forse, la sentenza definitiva avrebbe potuto
anche essere favorevole alla rimozione e che quindi,
nell'attesa, fosse giusto tutelare il diritto dei figli di
Smith ad essere rispettati per le loro credenze religiose.

Quello che il giudice non aveva calcolato Ŕ che,
evidentemente, sull'argomento la chiesa ha un nervo scoperto:
ritiene troppo importante l'imprinting nei confronti dei
giovani da poter rinunciare ad un privilegio di questa
portata. Puntando sulla sostanziale indifferenza della
maggior parte della popolazione e sull'acquiescenza dei
politici sempre alla ricerca del voto cattolico, ha deciso di
far partire il caravanserraglio mediatico sull'argomento.

Il personaggio Smith del resto si presta bene all'occorrenza:
nato televisivamente nel salotto di Vespa, Ŕ servito per
incarnare il musulmano cattivo del dopo 11 settembre. Sembra
uno che l'essere musulmano l'abbia appreso dalla lettura del
libro della Fallaci. L'accento straniero (per quanto sia di
nazionalitÓ italiana) lo rende, in televisione, ancora pi¨
cupo. Per le sue posizioni provocatorie Ŕ inviso alla quasi
totalitÓ dei musulmani italiani (la sua associazione ne
raccoglie poche decine), che, prendendosela con lui, non
lanciano i propri strali contro la chiesa cattolica.

Insomma Smith Ŕ la rappresentazione perfetta del "Feroce
Saladino" che vuole imporci i suoi biechi costumi.

Con il consueto metodo della chiacchiera da bar si Ŕ
mescolata la sequela dei luoghi comuni sugli islamici (tutti
intolleranti e potenziali terroristi), quella sugli immigrati
("Avete visto che avevamo ragione noi quando volevamo solo
gli immigrati cattolici?"), sulle radici cristiane della
nostra civiltÓ, sulla giustizia che non funziona, per finire
al "crocifisso simbolo universale".

Quello che emerge da questo circo Barnum Ŕ l'imboscata
organizzata dai cattolici per mantenere i propri privilegi.
Visto che in Italia si legifera sull'emergenza, aspettiamoci
qualche disegno di legge governativo per l'esposizione del
crocifisso in tutti gli uffici pubblici.

Questa vicenda non fa che confermare, a mio modo di vedere,
l'inutilitÓ della "via giudiziaria" al rispetto dei diritti
degli atei. Infatti, quando si trasferisce in un'aula di
tribunale una battaglia basata sulle coscienze delle persone,
si finisce per perdere comunque, anche se si riesce ad
ottenere ragione in tribunale, visto che, se non si sono
sedimentate le motivazioni della propria battaglia tra gli
individui, per la chiesa sarÓ facile capovolgere il risultato
ottenuto con un'altra legge o con un avvocato pi¨ bravo.

Non so se questa bagarre mediatica avrÓ un seguito o finirÓ
dimenticata al primo apparire della prossima fornitura di
argomenti di discussione da bar (insieme ai pitbull, alla
riapertura delle case chiuse, al ponte sullo stretto ed al
campionato di calcio). Non sarebbe male, comunque, che, con
l'ondata delle occupazioni delle scuole attesa per novembre,
gli studenti provvedessero da soli (senza attendere un
giudice) alla rimozione di tutti i simboli di prevaricazione
dalle loro scuole.

Fricche

Da "UmanitÓ Nova" n. 35 del 2 novembre 2003
http://www.ecn.org/uenne/




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