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(it) Terrorismo - SchNews 405 (in italiano)

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Date Tue, 27 May 2003 12:32:26 +0200 (CEST)


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Da: tactical@tmcrew.org

Venerdì 16 maggio 2003, Numero 405
SVEGLIA! SVEGLIA! L’INVERSIONE A U È VIETATA
SchNEWS

TERRORISMO

"Quando tutti i testimoni saranno stati ammazzati o cacciati via, cosa
succederà nei Territori occupati? Come si farà a sapere se le cose sono
passate da meri posti di blocco, demolizioni di case, massacri,
distruzione di raccolti, furto di terra, assassini, negazione di cibo,
acqua e medicine a qualcosa di peggiore? Come si farà a sapere se si
verifica un aumento nelle uccisioni, nella fame, nelle espulsioni di
massa, o nelle negazioni consistenti di cure mediche? Cosa succederà
allora ai palestinesi?" - Justin Podur, ZNet www.zmag.org

Lo scorso venerdì, l’esercito israeliano ha compiuto un raid negli uffici
dell’International Solidarity Movement (ISM) a Beit Sahour nella
Palestina occupata. Nel corso del raid sono stati confiscati computer,
dischi, carte e ogni tipo di informazione e dato su cui hanno messo
mano. L’operazione ha indubbiamente ottenuto un effetto di rallentamento
delle azione dell’ISM. Negli ultimi due anni, oltre mille volontari da
tutto il mondo si sono uniti all’ISM nei territori occupati per aiutare
i palestinesi tramite azioni dirette e non violente, come il superamento
di posti di blocco e la presenza come scudi umani. La presenza di
osservatori è stata utile anche per le testimonianze dirette tramite i
resconti in prima persona inviati a casa e pubblicati. Negli ultimi due
mesi, l’esercito ha dimostrato di non gradire la presenza dei volontari
dell’ISM: tre sono stati uccisi i feriti in modo grave e molti altri
sono stati deportati, alcuni con violenza. Il raid dell’ufficio avviene
due settimane dopo che due kamikaze britannici si sono fatti saltare in
aria a Tel Aviv. Il governo israeliano ha tentato di creare legami tra
questi e l’ISM in modo da giustificare il loro cambio di rotta e
inasprimento dell’atteggiamento nei confronti degli osservatori per il
rispetto dei diritti umani.
L’esercito ora ferma qualsiasi straniero che entri la Striscia di Gaza,
facendoli firmare un documento sul quale dichiara: "Sono cosciente dei
rischi ai quali vado incontro e accetto che il Governo dello Stato
d’Israele e i suoi organi non siano da ritenere responsabili per la
morte, il ferimento della mia persona, la perdita o il danneggiamento di
proprietà, eventualità di attività militare." In altre parole,
un’ingiunzione a firmare la propria condanna a morte.
La presa di posizione dell’esercito israeliano avrà un serio effetto
sugli aiuti umanitari al popolo palestinese. Amnesty International ha
rifiutato di firmare il documento e quindi ha visto negare il permesso
d’entrata ai territori occupato mentre i membri dell’agenzia delle
Nazioni Unite di stanza nella zona (UNRWA) sono preoccupati che
l’efficacia del loro lavoro possa essere messa a repentaglio dai blocchi
del proprio personale alla frontiera.
Tuttavia l’ISM è determinato a restare nella zona, anche ora che la posta
in gioco è aumentata. In passato, gli osservatori internazionali si
sentivano relativamente al sicuro con gli occhi dei media di tutto il
mondo puntati su di loro. Ma le forze di sicurezza israeliane non sembra
abbiano più remore verso l’uccisione di stranieri, anche cittadini dei
loro più stretti alleati. Va detto che comunque, la morte di tre
stranieri nel conflitto palestinese, è una goccia nel mare: il giorno in
cui è stata uccisa la statunitense Rachel Corrie, sono stati ammazzati
nove palestinesi tra cui una bambina di quattro anni.


MURO AMARO

Mentre l’esercito è stato intento al lavoro nei territori occupati, il
governo ha continuato a farsi beffa delle leggi internazionali e ha
mostrato la ferma intenzione di mandare a quel paese la nuova "Road Map"
per la pace. La Road Map, che è stata pubblicata questo mese è
un’invenzione statunitense che pone i piani per la creazione di uno stato
palestinese “indipendente” entro il 2005. In realtà, la Road Map è
basate sull’idea che il nuovo leader moderato plaestinese (insediato con
l’avallo degli Stati Uniti), Abu Mazen, sarà in grado di fermare gli
attacchi suicidi. Ma è un’impresa molto ardua, specialemte per un leader
fantoccio. Come ha spiegato Rachel Corrie, la volotaria dell’ISM uccisa
a marzo, in un’email inviata alla madre che suggeriva che la situazione
sarebbe diventata più semplice se fossero cessate le azioni violente da
parte dei palestinesi stessi: "Se chiunque di noi avesse la propria vita
stritolata e vivesse con i propri bambini in una zona sempre più ridotta
e sapessimo da precedente esperienza che soldati, carriarmati e
bulldozer sarebbero potuti arrivare in qualsiasi momento a prenderci, a
distruggere le serre e i raccolti che vi coltiviamo da anni, e lo
facesser mentre alcuni di noi venissero trattenuti e picchiati,
torturati… non pensi che magari tenteremo anche la strada della violenza
per difendere il poco che ci rimaneva... La stragrande maggioranza delle
persone qui, anche se possedesse i mezzi per andarsene, anche se volesse
gettare la spugna, abbandonare la propria terra e andarsene… non può
andarsene. Credo che ciò possa considerarsi genocidio." La prossima
settimana, il primo ministro israeliano Ariel Sharon incontrerà George
Dubya per discutere la Road Map. Tuttavia Sharon ha già dichiarato che
non ci saranno concessioni di alcun tipo da parte di Israele,
indifferentemente dalla cessazione o meno di attacchi terroristi
plaestinesi. Inoltre ha aggiunto che Israele non cederà nessuna parte dei
territori che sono stati occupati nel 1967, cosa che sarebbero obligati
a fare secondo la legge internazionale.
Infatti, succede proprio l’opposto. Il lavoro per la costruzione del
“Muro di separazione” continua a ritmo serrato. Il costruzione muro è
una realizzazione che toglierà ancora più terra ai palestinesi, dividerà
i territori palestinesi in piccole parti, completamente isolate dal
mondo esterno. "Con un reticolato elettrificato che circonda ogni zona
“autonoma”, lo stato “idipendente” della Palestina al quale dovrebbe
condurre entro il 2005 la Road Map, non potrà essere altro che un campo
di concetramento glorificato. Anzi, neanche glorificato. E neanche un
solo campo, ma una serie di campi di concentramento”, dice Mahir Ali,
giornalista in Pakistan.
Se questo tipo di comportamento si fosse visto in qualsiasi altro paese
del mondo, sarebbe stato chiamato genocidio o apartheid. Lev Grinberg
della Ben Gurion University dice: “Kamikaze che saltano in aria
uccidendo civili innocenti devono essere inequivocabilmente condannati.
Ma non possono esser eparagonati al terrorismo di Stato portato avanti
dal governo israeliano. Nel primo caso si tratta di individui che
agiscono per disperazione, di azioni di un popolo che non vede un
futuro, ignorato da gran parte dell’opinione pubblica mondiale, inguista
e distorta. Nel secondo, si tratta di decisioni fredde e “razionali”,
perse da uno Stato e una forza d’occupazione ben equipaggiata,
finanziata e sostenuta dall’unica superpotenza del mondo”.
Tom Hurndall, il volontario britannico che lo scorso mese è stato colpito
alla testa da un cecchino israeliano, è ancora in coma in un ospedale
israeliano. Il governo israeliano non pagherà le 25,000 sterline
necessarie per riportarlo a casa, quindi I suoi genitori hanno creato il
Thomas Hurndall Fund per riportarlo in Inghilterra e un fondo per
aiutare ad allievare la povertà in Palestina. Contributi per entrambi i
fondi, il Thomas Hurndall Fund o The Tom Hurndall Trust Fund, possono
essere inviati alla Lloyds Bank, 273-275 Kentish Town Road, NW5 2LP.

Per testimonianze in prima persona di osservatori internazionali,
visitare www.palsolidarity.org (in inglese).
Campagna in sostegno della Palestina sabato 17 maggio, 13.30, Trafalgar
Square, London:
Telefono 020 7700 6192, URL www.palestinecampaign.org
Domenica 18 maggio, la prima in Inghilterra di “Bitter Water”. Cosa
significa vivere in un campo di rifugiati per 54 anni? I realizzatori del
documentario saranno presenti per una discussione dopo la proiezione.
Ore 16, The Other Cinema, 11 Rupert Street, London. Ingresso £5/£4.
Informazioni e altri documentari previsit per giugno sul sito
www.dochouse.org Hands Off the Middle East. Brighthelm, North Rd,
Brighton, 7th June, 9.30am-1pm, £1. Sussex Action for Peace 01273 706820
www.safp.org.uk

* Israel ha il sedicesimo reddito pro capita del mondo, eppure riceve il
40% degli aiuti USA - $3,5 miliardi all’anno. 60% di questo viene
investito in spese militari.
* Fornendo aiuti per la costruzione di strade per il collegamento degli
insediamenti coloniali, gli Stati Uniti incorrono nella violazione della
risoluzione 465 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che stabilisce che
"nessuno Stato fornisca aiuti o assistenza a Israele in collegamento agli
insediamenti nei territori occupati."




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