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(it) L'influenza globale del piattaformismo oggi: Sud Africa (en)

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Date Sun, 18 May 2003 21:18:16 +0200 (CEST)


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Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

L'INFLUENZA GLOBALE DEL PIATTAFORMISMO OGGI: SUD AFRICA

Il Sud Africa è un paese in cui l'influenza piattaformista ha
avuto un enorme impatto sul nascente movimento anarchico. Il
Bikisha Media Collective (BMC) è una giovane organizzazione
piattaformista che proviene dall'esperienza della Workers
Solidarity Federation, dissoltasi nel 1999. Il Bikisha ha una
presenza attiva in parecchi movimenti sociali e nelle lotte
popolari, continua a porsi come esempio ispiratore di ciò che si
può realizzare quando gli anarchici si organizzano. La Nefac ha
sempre mantenuto buoni rapporti con il BMC e siamo felici di
includere in questo numero di NEA un'intervista con Michael
Schmidt, che è il segretario internazionale del BMC.
L'intervista è a cura di Mark del gruppo Nefac Class Against
Class di Boston.

NEFAC: Per iniziare puoi delineare la storia dell'anarchismo di
classe in Sud Africa?

BMC: Le prime notizie su un'attività anarchica in Sud Africa
risalgono al 1870, quando la bandiera nera sventolò sulle
miniere di diamanti di Kimberley durante un conflitto
industriale. Si ritiene che parecchi esuli della Comune
parteciparono a questo evento. Tra il 1896 ed il 1905, alcuni
anarchici portoghesi furono deportati in Mozambico. Fu lì,
all'alba del XX secolo, che il tipografo anarchico Jose Estevan,
una volta uscito di prigione, mise in piedi la prima
organizzazione anarchica mai vista nella regione: la Lega
Rivoluzionaria di Lourenco-Marques, l'antico nome della attuale
capitale Maputo.
L'anarchismo emerse in Sud Africa nel 19° secolo, soprattutto
grazie al lavoro pionieristico di Henry Glasse. Ma fu solo agli
inizi del '900 che il movimento iniziò ad assumere forme più
organizzate.

La Federazione Socialdemocratica, fondata a Cape Town,
comprendeva sia anarchici che radicali o riformisti (il
fondatore della SDF, Wilfrid Harrison, amava definirsi un
filosofo anarchico). "La Voce del Lavoro", un settimanale
radicale operaio, uscì nel 1908 ed iniziò a diffondere le idee
anarcosindacaliste ed anarchiche con maggiore frequenza, finchè
nel 1910 nacquero due organizzazioni simili all'IWW: il
Socialist Labour Party e l'IWW, richiamandosi così alle frazioni
uscite dalla scissione dell'IWW madre in USA sul tema della
"azione politica". Inutile dire che tra le due fazioni non
avevano buoni rapporti!

Nel 1915, ci fu un significativo sviluppo: la fondazione della
Lega Socialista Internazionalista che riuscì a riunire i
veterani dei 2 defunti gruppi IWW, più un gruppo di radicali
antimilitaristi che avevano abbandonato il destrorso Partito
Laburista Sud Africano. La Lega Socialista riprese la linea
dell'IWW: non si definirono mai anarchici, sempre devoti ad un
sindacalismo rivoluzionario industriale che avrebbe unito i
lavoratori sudafricani al di là della razza, dell'etnia, delle
professionalità.

All'epoca la forza lavoro sud-africana era divisa su basi
razziali, con i lavori più professionali affidati ai bianchi ed
i lavori a basso contenuto professionale ai neri (con contratti
rigidi e stretto controllo su residenza e spostamenti); mentre
Indiani, un vasto gruppo di mezzo-sangue e i bianchi poveri
ricoprivano le fasce intermedie.

La Lega Socialista provò a riformare i sindacati bianchi in
direzione IWW, ma senza successo e nonostante i suoi militanti
fossero diventati sindcalisti radicali nei sindacati di
Witwatersand. Nel 1917 iniziarono i tentativi di sindacalizzare
altri lavoratori: la Lega contribuì alla nascita dell'Industrial
Workers of Africa (IWA, inizialmente chiamata IWW per un solo
mese) nella città di Johannesburg, quale primo sindacato dei
lavoratori neri nella storia del paese e probabilmente in tutte
le colonie inglesi in Africa. Nello stesso anno venne fondata la
Indian Workers Union a Durbam; nel 1919 segurono due sezioni a
Kimberley, radicate nella forza lavoro nera del posto; poi la
Clothing Workers Industrial Union (abbigliamento) in altri
centri e quindi la Horse Drivers Union (trasporti).

Nel 1918 a Cape Town sorse la Industrial Socialist League
(IndSL), quale scissione della International Socialist League
(ISL): questa vedeva le elezioni come un trampolino per la
propaganda, mentre la prima aveva un programma rigidamente
anti-elettorale. La IndSL lanciò un mensile intitolato
ironicamente The Bolsheviks (al tempo sinonimo di
"insurrezionalista") e costituì un sindacato soprattutto tra i
lavoratori neri delle fabbriche; si chiamava Sweet and Jam
Workers Industrial Union. Come i loro ex-compagni della ISL
divennero influenti nella principale federazione sindacale di
Cape Town, ma senza riuscire a spostarne la linea verso
l'anarco-sindacalismo.

Dal 1917 in poi, la formazione di sindacati tra i neri, gli
indiani ed i coloreds segnò una tappa importante per gli
anarchici e gli anarco-sindacalisti sud-africani. L'IWW ed il
Partito Laburista avevano cercato, prima della Grande Guerra, di
opporsi ai pregiudizi razziali tra i lavoratori bianchi,
propagandando un sindacalismo inter-razziale, ma restarono quasi
sempre radicati tra i bianchi.

La maggior parte degli iscritti dell'ISL e dell'IndSL erano
bianchi, operai, molti ebrei dell'est Europa, scozzesi ed
irlandesi. Ma con la nascita nel 1917 dei sindacati
inter-razziali, la composizione del movimento
anarco-sindacalista cambiò radicalmente, (anche in opposizione a
partiti come ISL e IndSL).

I leaders neri, indiani e colored in questi sindacati adottarono
presto le idee anarco-sindacaliste, entrarono nell'ISL o le
portarono nell'AFrican National Congress (ANC), che tra il 1918
ed il 1919 ebbe una significativa presenza anarco-sindacalista
nella sua leadership. Per ISL, IndSL ed i sindacalisti di questi
partiti, i sindacati industriali rivoluzionari erano lo
strumento per raggiungere alcuni scopi: unire i lavoratori
attraverso le razze, combattere i pregiudizi razziali, fornire
le basi per una campagna di massa contro le leggi razziali,
gettare le basi per far fuori i capitalisti e promuivere
l'autogestione operaia.

Nel 1921, ISL, IndSL e Partito Laburista furono decisivi nella
costituzione del Partito Comunista (PC). Fu la fine della prima
ondata dell'anarchismo organizzato in Sud Africa. Sebbene alcuni
dirigenti del PC continuarono a mantenere posizioni sindacaliste
ed anti-razziste, vedi Percy Fisher, ci furono pesanti purghe
all'interno del partito negli anni '30 grazie all'influenza
delle idee staliniste, al prestigio dell'URSS; infine il sorgere
del trotzkismo e del nazionalismo nero contribuirono col resto
al declino delle corrrenti libertarie. Gli esplulsi dal PC
passarono da posizioni libertarie al trotzkismo (Frank Glasse a
Cape Town) o al nazionalismo (Johnny Gomas a Kimberley).

Molti degli iscritti neri, indiani o colored dei sindacati
collegati alla ISL o alla IndSL entrarono nel PC. L'IWA venne
assorbita in un più grande sindacato dei neri, la ICU, fondata
nel 1921, che succedeva ad un sindacato con lo stesso nome nato
a Cape Town nel 1919, cooperando con l'IWA tra i portuali.

La ICU adottò il preambolo dell'IWW e la retorica dello sciopero
generale, ma non può più essere considerato un vero sindacato:
lo sciopero generale rivoluzionario conviveva a fatica col
millenarismo nazionalista e con ideologie tradizionali in un
melange instabile che sopravvisse fino al 1940, benchè fosse già
morto alla fine degli anni '20.

In seguito alla morte della ICU, l'anarchismo e
l'anarco-sindacalismo vissero di luce fioca all'ombra dello
stalinismo e del nazionalismo nero. Durante la Rivoluzione
Spagnola del 1936-39, parecchi sud-africani combatterono per la
repubblica contro i fascisti, erano tra i 40.000 volontari
giunti in Spagna da 53 nazioni, ma non si sa con certezza quanti
di essi fossero anarchici.

Anche se alcuni materiali anarchici erano reperibili in Sud
Africa solo presso la libreria radicale Vanguard Books di
Johannesburg e se dopo il 1950 l'anarchismo era stato messo
fuori legge insieme al PC, è solo nel 1980 che inizia una nuova
generazione, una seconda ondata di anarchismo organizzato vede
la luce.

Dopo che nel 1961 l'ala militare (MK) dell'ANC adottò la lotta
armata, parecchi libertari vi si unirono. Si sa di almeno un
bianco anarchico insegnante in una scuola di neri, tale Thomas
Meyer che entrò nel MK come anarchico ed operò nel nord ed in
Botswana.

Nel 1968 ci fu una rinascita dell'interesse degli studenti verso
l'anarchismo, alla luce del maggio francese. Nell'università di
Witwatersand, allora bianca, 3 studenti furono eletti in una
lista anarchica per le rappresentaze degli studenti, ma la loro
iniziativa fu presto assorbita dai Trotzkisti e dai gruppi
comunisti autoritari.

Dopo gli scioperi del 1973 a Durbam, il movimento sindacale nero
(che era moribondo dagli anni '20, tranne che per lo sciopero
dei minatori del 1946) riprese forza e sviluppo. Tra i leaders
spiccava Rick Turner che fu assassinato nel 1978, pare da uno
squadrone della morte.

Nel 1985 venne fondato il sindacato COSATU (COngress of South
African Trade Unions) ed il sindacalismo a tendenza operaista
era molto forte. Il nuovo sindacato fu subito scosso da un
vigoroso dibattito tra l'ala sindacalista e quella populista del
PC che voleva un'alleanza con gli inter-classisti dell'ANC. La
spuntarono i populisti, ma la corrente sindacalista rimase molto
forte.

Negli anni '80, i giovani bianchi ed in parte indiani coinvolti
nella subcultura punk ebbero il merito di far rinascere
l'anarchismo, mentre cominciavano ad esserci anarchici neri in
diverse città. Le fanzines punk erano la fonte principale di
scrittura anarchica all'epoca anche se le analisi sulla
situazione del Sud Africa erano alquanto deboli, ma non poteva
essere altrimenti viste le premesse. Il movimento non aveva
alcuna forma organizzata, nessuna piattaforma e nessun effetto
sulle lotte di quel periodo, tranne che per la cultura di
resistenza di stampo antimilitarista ed antirazzista.

Nel 1992, due anni prima della fine dell'apartheid, ma in pieno
neo-fascismo, con gli squadroni della morte sponsorizzati dallo
Stato, la leva obbligatoria, e le guerre intestine su vasta
scala tra i movimenti di liberazione come l'ANC, nacque un
gruppo chiamato Anarchist Revolutionary Movement (ARM). La sua
incoerenza lo rendeva poco efficace. Una parte rimase
all'interno del ghetto del contro-culturale, mentre la parte
universitaria che pubblicava la fanzine Revolt iniziò a lavorare
nel movimento studentesco con un certo successo e sviluppando
una militanza interrazziale. Comparve una prima analisi della
situazione del Sud Africa che individuava un legame tra lotta
contro l'apartheid e lotta anticapitalista, e chiedeva una
democrazia operaia invece di un regime post-coloniale. Uscì la
rivista Unrest.

Oggi possiamo dire che l'ala studentesca dell'ARM era alquanto
dogmatica ed estremista. Nel 1995, dopo le elezioni generali a
suffragio universale che portarono l'ANC al potere, l'ARM
divenne la Workers Socialist Federation (WSF), che giunse a
contare nel 1999 circa 40 militanti di cui l'80% neri ed operai.
La WSF venne fortemente influenzata dal piattaformismo del WSM
irlandese e produsse un rigoroso pacchetto di giornali e
materiali che compaiono oggi on line nella sezione "pamphlets"
del sito Zabalaza. Il lavoro teorico della WSF ha avuto una
grande importanza per l'anarchismo sud-africano e continua a
fornire le basi ideologiche per gli anarchici organizzati di
oggi. LA WSF all'inizio nasce a Johannesburg, ma presto si
unifica con gruppi di Durban e di CapeTown, diventando la prima
organizzazione anarchica nazionale dopo il 1910. Pubblicava il
semestrale Workers Solidarity che incorporò Unrest.

Agli inizi degli anni '90 a Durban nacque la Durban Anarchist
Federaztion (DAF) che comprendeva 3 gruppi: un collettivo per la
propaganda, un collettivo verde, un collettivo femminista "riot
grrl". Il primo collettivo era noto come Awareness League, poi
come Land & Freedom e per tutti gli anni '90 aveva pubblicato il
giornale "Freedom" che era in lingua inglese e zulu. Land &
Freedom è diventato oggi Zabalaza Books (ZB). La DAF all'inizio
lavorava a fianco della WSF, ma respinse la proposta di fusione,
benchè una sezione della WSF a Durban venne comunque costituita.
La DAF si trasformò in Anarchist Workers' Group (AWG) alla fine
degli anni '90, ma si sciolse alcuni mesi dopo per problemi
politici interni e per incompatibilità personali. Il loro
scioglimento è probabilmente dovuto al fatto che avevano
ripudiato il piattaformismo, puntando ad un gruppo di affinità
organizzato su una debole base amicale. In pratica, accadde che
quando i militanti litigarono, l'AWG venne meno perchè il loro
cemento politico non era sufficientemente forte.

La WSF ha promosso manifestazioni operaie, occupazioni
studentesche, lavoro di propaganda; ha persino flirtato con
l'idea di costituire un sindacato! Essa si percepiva come una
gruppo politico specifico e non come un sindacato, come l'IWW o
la CNT. La WSF si vedeva più come una FAIberica, con la tendenza
a lavorare nei sindacati esistenti piuttosto che puntare a
costruire sindacati rossi. Ha anche mantenuto rapporti
internazionali con anarchici in altri paesi africani, ma prima
della nascita della SIL non aveva avuto rapporti con gruppi
latino-americani, per ragioni di lingua. Grazie al
coinvolgimento nella SIL queste barriere sono cadute e ci
vediamo moltopiù vicini ad un'organizzazione come la FAG
brasiliana che non ad organizzazioni europee o del Nord America.

Nell'agosto 1998, dopo una conferenza a Lusaka nello Zambia, è
nato l'Anarchist & Workers' Solidarity Movement (AWSM): è il
primo gruppo anarchico nell'Africa Centrale dai tempi della ICU
che aveva 100.000 iscritti in Zambia nel 1927. L'AWSM era
composto di studenti e lavoratori, ha avuto stretti contatti con
la WSF, ma si è sciolto nel 1999, dopo la morte per malaria del
suo fondatore, l'autodidatta anarchico Wilstar Choongo.

Nel 1999, la WSF si è sciolta per una serie di ragioni, di cui
le più importanti sono: una debole livello di istruzione interna
che portava ad inefficienza organizzativa; l'idea che fosse
prematuro lanciare una specifica organizzazione politica
anarchica, dovuta alla classica mentalità da ghetto dell'estrema
sinistra per cui se si parte in pochi, si resta in pochi perchè
si è in pochi per essere un'alternativa attraente per i
lavoratori); il fatto che le condizioni oggettive della classe
operaia erano cambiate. Negli ultimi 2 anni queste condizioni
oggettive sono ancora mutate e la classe dà segni di
mobilitazione contro il regime neo-liberista dell'ANC.

NEFAC: Come si è formato il Bikisha Media Collective?

BMC: Gli ex-militanti della WSF decisero di impegnarsi
sull'obiettivo di fare gli anarchici piuttosto che fare
un'organizzazione. In altre parole, l'obiettivo strategico si è
spostato dal convincere la gente ad entrare in un'organizzazione
verso la più ampia diffusione di rilevanti materiali anarchici
presso il più ampio numero di lavoratori, soprattutto quelli
giovani e neri. Le basi per una futura azione anarchica possono
essere gettate in questo modo. Nel 1999, 2 progetti (non
organizzazioni) erano prioritari: il Bikisha Media Collective,
fondato nel 1999 e Zabalaza Books, che era già nato a Durban.
Entrami lavorano a stretto contatto per produrre e diffondere
un'ampia gamma di opuscoli, materiali ed il giornale Zabalaza,
giunto al 4° numero.

I militanti sono coinvolti nella lotta di classe: per esempio il
Bikisha fa parte del Forum Anti-Privatizzazione di Johannesburg,
Zabalaza Action Group è nel Forum dei cittadini in mobilitazione
in Durban. L'obiettivo principale dei progetti è fornire
sostegno teorico e pratico per i movimenti sociali che stanno
emergendo.

NEFAC. In che modo il piattaformismo ha influensato la vostra
attività?

BMC: Il piattaformismo si è dimostrato essere uno strumento
vitale nel saldare in un'organizzazione un nucleo forte di
anarchici di classe negli ultimi 10 anni. Ci ha dato gli
strumenti organizzativi ed intellettuali necessari ad affrontare
i compiti che ci aspettavano. L'esperienza come WSF ci aveva
consentito di analizzare la transizione sud-africana senza
cadere nel sentimentalismo e puntando sull'attivismo pratico.

Fin dalla fondazione del BMC, con la Workers' Library & Museum,
siamo riusciti a ricavare uno spazio indiopendente ed
anti-governativo nonostante l'ostilità dell'ANC, del PC, la
bancarotta finanziaria e la corruzione. Tutto ciò ci ha aiutato
a porci come attivisti seri, tenaci, pragmatici e costruttivi
con cui i comunisti ed al tre forze hanno dovuto fare i conti,
perchè benchè pochi, siamo nel cuore dei nuovi movimenti
sociali. Il piattaformismo ci ha aiutato ad acquisire sicurezza,
a trovare l'essenziale e l'autodisciplina necessaria nelle
lotte. Ora siamo al punto di essere pronti a costituire una
federazione anarchica regionale basata tra i neri più poveri,
sulle barricate dei movimenti sociali.

NEFAC: Vi definite un gruppo di propaganda. Avete in programma
di unirvi con altri gruppi anarchici del paese ed eventualamente
formare una federazione anarchica più compiuta?

BMC: Siamo stati uniti dal principio in una rete regionale
anarchica e cooperiamo su diversi progetti. Molti di questi
hanno una militanza incrociata. In breve gli elementi della rete
regionale sono:

1. il Bikisha Media Collective a CapeTown e Johannesburg; i suoi
attivisti e propagandisti gestiscono il Workers' Library &
Museum a Johannesburg, producono nuovi interventi
sull'anarchismo applicato alle condizioni locali; lotte contro
gli sfratti, contro il distacco di acqua ed elettricità; lavoro
nelle radio;
2. Zabalaza Books a Johannesburg pubblica e produce opuscoli
anarchici, volantini, libri e magliette, pubblica Freedom,
gestisce il sito Zabalaza;
3. Zabalaza Action Group con militanti a Unlazi e Durban dove
il gruppo territoriale ha costruito il Workers' Council
anarcosindacalista, gestiscono workshops al Workers' College,
lottano contro gli sfratti ed i tagli;
4. Workers' Council, organismo di base di 60 lavoratori che
appartegono a diversi sindacati;
5. Forest City Collective: gruppo urbano ecologista di
Johannesburg che fa antimilitarismo ed autodifesa;
6. Shesha Action Group, gruppo territoriale di studio a Soweto e
comunità agricola;
7. People's Library, gruppo territoriale di Soweto, raccolta e
prestito di libri, gruppo di studio e comunità agricola
8. Anarchist Black Cross: sostegno ai prigionieri politici, agli
immigrati ed ai rifugiati, gestisce la rete non settaria
Anti-Repression Netwrk, pubblica Black Alert;
9. Red & Black Forum: gruppo di discussione anarchico periodico
per gente interessata alle prospettive anarchiche
nell'intervento sociale.

In più c'è lo Smithfield Study Group, un gruppo rurale nel Free
State, che lotta contro lo sfratto della fattorie ed i fattori
neonazisti. La loro enfasi sul fascimo piuttosto che sul
capitalismo come primo nemico, lo rende l'unico gruppo con una
sostanziale differenza rispetto al BMC. Ci sono anche
individualità anarchiche in centri come Khayelitsha, Pretoria e
alcuni quartieri di Johannesburg.

Contiamo circa 122 militanti neri, 13 bianchi, 1 indiano, i
colored e circa 1/4 sono donne, cosa che segna un punto di
debolezza, ma che crediamo possa migliorare man mano che
interveniamo nei movimenti sociali. La distribuzione "razziale"
riflette abbastanza la popolazione nazionale. La maggior parte
dei militanti sono giovani neri di città disoccupati, ma uno dei
nostri militanti più anziani è un 42enne della generazione di
militanti del '76.

Il livello di esperienza, di chiarezza teorico/pratica
sull'anarchismo, di entusiasmo variano, ma abbiamo alcuni
militanti instancabili che farebbero ben 4 ore a piedi per
partecipare ad una riunione. I militanti sono soprattutto
appartenenti alla working class e provengono da esperienze
diversificate, compresi il Partito Comunista, le tendenze
trotzkiste, il PAC, l'ANC e persino l'IFP. Ci sono militanti di
religione cristiana, mussulmana ed atei. Non abbiamo un braccio
armato, ma la nostra esperienza collettiva in queste cose è
notevole: abbiamo militanti che durante l'apartheid erano di
leva nell'esercito, ed altri che era nella milizia di base
territoriale.

Il 16 dicembre 2002, a Soweto, il BMC, Zabalaza Action Group
(ZAG), Zabalaza Books (ZB) e Anarchist Black Cross (ABC)
proposero durante un convegno con Shesha Action Group (SAG) e la
People's Library (PL) di fondare una federazione anarchica
regionale chiamata Zabalaza Anarchist Communist Federation
(ZACF). Il nome riflette la forza del comunismo ugualitario nel
nostro paese. Venne proposta la ZACF in seguito alla rapida
espansione del movimento anarchico sud-africano, nelle aree di
Gauteng, Durban e CapeTown in particolare (qui è triplicato in
un solo anno); perchè c'era il bisogno di coordinamento tra
questi gruppi al fine di misurarsi con le dinamiche dei nuovi
movimenti sociali sia nelle aree urbane che in quelle
rurali;perchè c'era la necessità di unire il movimento anarchico
sud-africano su chiare linee politiche, tattiche e strategiche e
fornire un approdo ai veri rivoluzionari di base; ed infine
c'era il bisogno di di una efficace strategia anarchica per
combattere lo sfruttamento capitalistico e la repressione
statale, nonchè per instillare la prassi anti-autoritaria
all'interno dei movimenti sociali.

Non vogliamo costruire un'organizzazione solo per le sue
finalità, ma anche
a) perchè la storia ci ha mostrato che alle organizzazioni
specifiche anarchiche viene richiesto di porsi come centro di
gravità ideologico/pratico per saldare le forze di base
militanti in un combattitvo blocco libertario contro le elites
dominanti, comprese quelle all'interno dei movimenti sociali;
b) in tempi di rapida espansione, la crescita politica anarchica
ed il coordinamento sono vitali per porsi come solida sfida ai
marxisti-leninisti ed altri opportunisti in circolazione.

La proposta di fare la ZACF include anche:

PRINCIPI: la ZACF è fondata su principi rivoluzionari
comunisti-anarchici. Per anarchismo intendiamo l'opposizione ad
ogni forma di autorità, sia essa sociale, politica od economica;
per comunista noi intendiamo un modo di produzione e
distribuzione basato sul principio "da ciascuno secondo le sue
possibilità, a ciascuno secondo le sue necessità". La
federazione si batte per la democrazia diretta, per
l'uguaglianza funzionale, per il federalismo orizzontale, per
l'autogestione operaia, per l'anticapitalismo e
l'anti-statalismo rivoluzionari. La ZACF ha le sue radici
nell'orgogliosa tradizione di lotta di più di 140 anni di storia
comunista-anarchica di quegli anarchici come Thomas Thibedi,
Bernard Sigamoney, Kapan Reuben e Talbot Williams, i quali
fondarono i sindacati rivoluzionari in Sud Africa nel 1917-1919.
La federazione pone le sue radici nella Piattaforma dei
Comunisti Libertari del 1926: nel federalismo, nell'unità
tattica e teorica, nell'azione e nella responsabilità
collettive.

STRUTTURA: la ZACF è una federazione orizzontale di progetti
anarchici, gruppi ed individui, uniti in una comune causa
rivoluzionaria. Ogni gruppo, ogni progetto, ogni individuo
mantiene la sua autonomia di azione, a meno che la maggioranza
della federazione non la giudichi in contraddizione con
l'attività della federazione o dei principi anarchici. Le
precedenti attività dei vari gruppi: pubblicistica, sostegno ai
detenuti, etc., continueranno anche una volta dentro la ZACF. La
federazione decide i propri progetti unitari all'interno del suo
congresso annuale e mantiene costanti contatti fra tutti i
militanti per garantire l'efficiente coordinamento di tutti gli
obiettivi.

MILITANTI: L'adesione alla ZACF è riservata a garantiti e
convinti rivoluzionari anarchici che sono d'accordo
nell'accettare i principi della federazione e che fanno
intervento politico nei movimenti sociali di classe. Può
diventare militante un individuo (su invito) o un gruppo i cui
militanti aderiscano tutti alla federazione.

FUNZIONI: le funzioni primarie della ZACF sono
a) fornire sostegno teorico e materiale alle organizzazioni
autonome di classe e rivoluzionarie, difendere la classe
dall'azione degli opportunisti politici;
b) fornire sostegno teorico e materiale al movimento anarchico
più ampio ed alla sinistra anti-autoritaria nella regione;
c) mantenere contatti regolari nel continente ed a livello
internazionale col movimento anarchico rivoluzionario.

CONGRESSI: la ZACF tiene il suo congresso regionale una volta
all'anno in cui decide la tattica e la strategia della
federazione per l'anno successivo. In caso di necessità, la
maggioranza della federazione può convocare un congresso
regionale straordinario con un mese di preavviso. Le conferenze
di organizzazione a carattere sub-regionale si tengono nei
principali luoghi di intervento 4 volte all'anno o più
frequentemente se necessario. Il congresso di fondazione decide
le regole del meccanismo decisionale per i congressi e le
riunioni (compreso quel che si intende per "maggioranza"), in
conformità con i principi anarchici e della Piattaforma. Le
decisioni siano prese se possibile all'unanimità. Il congresso
può eleggere commissioni revocabili che gestiscano i progetti
della federazione. Ogni gruppo ed ogni commissione tiene le sue
riunioni ogni volta che lo ritiene necessario per assicurare
efficacia ed efficienza.

Gli anarchici ed i gruppi anarchici di tutto il paese stanno
votando sulla proposta con l'intento di redigere una bozza di
statuto da sottoporre al dibattito per il congresso di
fondazione della ZACF entro il 2003, possibilmente il 1° Maggio.

NEFAC: Quali sono le maggiori difficoltà nella lotta di classe
nel Sud Africa post-apartheid?

BMC: Ci sono 2 serie di questioni, pratiche e politiche. I
problemi pratici hanno a che fare con l'estrema povertà della
gente (il 75% non può contare su una sicurezza alimentare, da
cui le comunità agricole anarchiche). Questo vuol dire che i
nostri attivisti e quelli con cui lavorano spesso non mangiano
regolarmente e non hanno denaro per il telefono o per i mezzi di
trasporto, cosa che rende difficile tenere le riunioni. Povertà
significa pure che i progetti concreti vengono rimandati per
mancanza di fondi e che il BMC e lo ZB (che hanno militanti
occupati) procurano materiale da costruzione o arnesi. Un altro
problema pratico è il sistema di lavoro migrante, combinato con
gli obblighi tradizionali che figli e figlie urbanizzate devono
assolvere nelle aree rurali di provenienza. Ciò significa che i
compagni spariscono di colpo per mesi, non possono avvertirici,
e magari si rifanno vivi in un'altra parte del paese.

I problemi politici sono in relazione con l'atteggiamento
aggressivo verso l'opposizione radicale di sinistra da parte del
partito al potere, il neo-liberista ANC, che governa con i
socialdemocratici del Partito Comunista e lo sciovinista partito
zulu IFP. Nel 2002 ci sono stati oltre 500 arresti, molti dei
quali preventivi, attacchi di polizia alle marce pacifiste,
aggressioni ai compagni detenuti, minacciata o attuata
espulsione degli attivisti nati all'estero, demonizzazione dei
movimenti sociali sui media più diffusi, attività di spionaggio
e vessazioni degli spettri dell'Agenzia di Intelligence
Nazionale. Un altro problema politico è la smobilitazione e lo
scoramento della società civile: il COSATU, sindacato filo-ANC,
ha messo la museruola ai suoi attivisti sindacali con ordini
interni e con brogli elettorali, con grande sbandamento delle
strutture alternative di base (milizie popolari, comitati di
strada, reti sindacali di lavoratori, comitati civici autonomi),
di cui l'ANC teme la radicata opposizione. Un terzo problema è
lo "status" di salvatori del movimento di liberazione, di cui
godono sia l'ANC che Nelson Mandela, fra i sud-africani più
poveri; aggiungenteci le lodi di gloria sollevate dai media
capitalisti.

Fortunatamente i nuovi movimenti sociali sono venuti fuori da
questi partiti autoritari, inizialmente intorno a nuclei di
tenaci attivisti di strada. Quarto problema: il solito gioco dei
Trotzkisti -la più forte fazione politica attiva nella sinistra-
che stanno cercando di monopolizzare e comandare i nuovi
movimenti sociali, per trasformarli in un Workers' Party. Per
fortuna c'è una forte opposizione coesa a questo opportunismo.
Infine, come in America Latina, non abbiamo un movimento
anarchico precedente con cui confrontare la nostra
esperienza.Tutti gli altri movimenti di liberazione nella
regione erano e sono autoritari. E' difficile diffondere il
messaggio anarchico in un paese che ha dimenticato il suo
passato anarchico. L'unico vantaggio è che noi stiamo iniziando
dal nulla e non dobbiamo fare i conti con frange di terroristi o
fazioni di primitivisti. In termini più ampi, il livello di
sviluppo del S.Africa, se confrontato con quello dei suoi
confinanti, lo mette in una posizione in cui la resistenza
politico-sociale è costretta a svilupparsi in un vuoto virtuale,
dato che movimenti simili nei paesi vicini devono fare i conti
con un limitato proletariato industriale, costretto per
necessità a farsi piccolo.

NEFAC: Quali relazioni internazionali ha il BMC?

BMC: Abbiamo saltuari contatti con la Awareness League in
Nigeria, di cui abbiamo ristampato il libro "African Anarchism"
in edizione economica per il S.Africa, ed abbiamo preso
recentemente contatti con i compagni della Anti-Capitalist
Convergence del Kenya (ACCK), una recentissma rete di anarchici
e socialisti. Ma soprattutto i contatti anarchici sono pochi e
ben lontani dall'Africa; la guerra, la povertà di comunicazioni,
la miseria ed il lavoro migrante complicano enormemente i
contatti. La CNT-Vignoles e la IWA-AIT sostengono la maggior
parte dei gruppi nei paesi francofoni come in Marocco e Burkina
Faso. I militanti del Bikisha parteciperanno almeno ed un evento
internazionala all'anno, perchè riteniamo che
l'internazionalismo concreto sia vitale per far nascere con
successo un movimento anarchico globale e coordinato.

Da noi, abbiamo partecipato alle proteste di massa contro i
vertici capitalistico-borghesi della Conferenza Mondiale contro
il Razzismo (agosto 2001) e il Summit Mondiale per lo Sviluppo
Sostenibile a Johannesburg (agosto 2002). Abbiamo contatti
stretti in particolare con la SAC (Svezia), la FA
(Belgio/FRancia), il WSM (Irlanda), la CGT (Spagna) e la Nefac
(USA/Canada). Bikisha e Zabalaza Books hanno anche firmato il
documento dei comunisti-anarchici piattaformisti per l'azione
anti-globalizzazione e mandato dei delegati a Parigi per il
raduno anarchico "Un altro futuro" (maggio 2000), al congresso
anarchico anti-Eurotop in Svezia, organizzato dalla SAC nel
giugno 2001, al meeting della SIL a Porto Alegre nel gennaio
2003. Fu al raduno "Un altro futuro" di Parigi che il Bikisha
prese parte ad un dibattito internazionale sulla nascita di una
rete comprendente i sindacati anarco-sindacalisti usciti
dall'IWA-AIT e piccoli gruppi anarchici come il nostro che sono
fuori della IAF-IFA. Bikisha e Zabalaza Books hanno firmato per
la nascita della SIL a Madrid nel maggio 2001, ed oggi entrambe
le organizzazioni più Zabalaza Action Group di Durban sono
membri della SIL. Il nostro approccio è sempre stato
deliberatamente non-settario verso tutte le formazioni
anarchiche genuine, cosicchè restiamo amici sia con l'IWA-AIT
che con le organizzazioni espulse dall'AIT e che ora sono in
SIL.

NEFAC: Quali sono i vostri programmi futuri?

BMC: Specificamente, nel contesto africano, i nostro obbiettivi
sono:

(1) scrivere nuovi opuscoli anarchici che analizzino le sfide da
affrontare per la classe lavoratrice, per i contadini e per i
poveri in Sud Africa e procurare soluzioni anarchiche;
(2) procurare materiale teorico per i movimenti sociali
emergenti, per sostenere la battaglia contro l'attività degli
m-l all'interno del movimento sociale Indaba e del Movimento dei
SenzaTerra; gli m-l vorrebbero trasformare questi movimenti in
un Workers' Party, ed occorre far fallire la loro non-opzione
autoritaria;
(3) procurare sostegno concreto ai movimenti sociali emergenti,
liberando i detenuti, diffondendo informazioni sulle lotte
sociali, lavorando nelle comunità agricole, procurando materiali
per l'edilizia, partecipando ad azioni contro la polizia ed
altri assassini prezzolati dallo Stato;
(4) mettere in rete tutti i gruppi anarchici anglofoni del
continente, aiutarli con materiali e metterli in condizione di
contribuire al dibattito sui nostri giornali, con uno sguardo
non solo alle attività anti-autoritarie che si fanno in Africa,
ma anche alla solidarietà concreta internazionale;
(5) porre la ZACF come rappresentante della SIL in Sud Africa;
cercare di ottenere l'adesione della ZACF all'IFA;
(6) per poter fare quanto sopra, occorre ripristinare alcune
tradizioni di lotta recentemente perdute, come la milizia
cittadina di base e militante, i comitati di strada, reti
sindacaliste, comitati civici autonomi, le popolarissime
organizzazioni che misero in ginocchio l'apartheid - al fine di
affrontare le sfide lanciate dai regimi neo-liberisti globali e
locali. Su queste basi orizzontali e federate, gli sfruttati ed
i poveri del Sud Africa avranno la capacità di lanciare una
rivoluzione sociale che si liberi delle borghesie comuniste e
risuoni per tutto il Sud Africa ed il mondo.

* * * * * *

[Articolo tratto dal No.6 (inverno-primavera) del "Northeastern
Anarchist" (NEA), la rivista teorica in lingua inglese della
Northeastern Federation of Anarcho-Communists (NEFAC), che si
occupa di teoria dell'anarchismo di classe, storia, strategia,
dibattito ed analisi nell'intento di sviluppare ulteriormente le
idee e la pratica dei comunisti-anarchici.]

[traduzione RD]

* * * * *

Federazione dei Comunisti Anarchici

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