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(it) A-Rivista Anarchica n.289: Gli anarchici contro il fascismo (Pt.II)

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Date Wed, 7 May 2003 10:25:42 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Gli anarchici contro il fascismo
1919-1945 (e oltre). Sulle barricate, in carcere, al confino, in
Spagna, nella clandestinità.

I CAVALIERI ERRANTI

"Abituati" all’esilio, gli anarchici di lingua italiana vissero
numerosissimi una vera e propria diaspora, durante il nero
ventennio. I più si rifugiarono in Francia, ma anche in USA,
Svizzera, Belgio, Inghilterra, ecc.

La tragica sorte di quanti cercarono rifugio nella Russia dei
soviet e si ritrovarono perseguitati dal regime comunista.

Primissimo pensiero degli anarchici nell’esilio fu la stampa per
continuare anche dall’estero gli attacchi al regime fascista.

Il 1° maggio del ’23 esce a Parigi "La voce del profugo", ed il
3 giugno il quindicinale "Il profugo".

Cominciarono intanto le provocazioni criminali dei fascisti: il
3 settembre sempre a Parigi il giovane anarchico Mario Castagna
viene aggredito da una banda di fascisti e nella colluttazione
contro i suoi aggressori ne uccide uno.

Pochi mesi dopo, il 20 febbraio 1924, il giovane anarchico
Ernesto Bonomini uccide, in un ristorante di Parigi, con alcuni
colpi di rivoltella, il gerarca fascista Nicola Bonservizi,
segretario dei fasci all’estero, corrispondente del "Popolo
d’Italia" e redattore del giornale fascista di Parigi "L’Italie
Nouvelle". Il nostro compagno dichiarerà di aver voluto
protestare contro i delitti impuniti dei fascisti e dei loro
complici. Verrà condannato ad otto anni di galera. Un altro
giornale vedrà la luce il primo maggio, sempre a Parigi, a cura
di compagni italiani: "L’Iconoclasta"; inoltre sempre in
quell’anno alcuni anarchici danno vita ad un giornale
clandestino intitolato "Compagno, ascolta!" dove vengono date
indicazioni per una lotta energica e spietata, nell’eventualità
di una insurrezione in Italia.

Dopo pochi giorni dal delitto Matteotti si costituisce a Parigi
un comitato animato dagli anarchici e che darà vita in seguito
ad un altro giornale dal titolo "Campane a stormo", la cui
redazione verrà affidata al compagno Alberto Meschi. Per il
delitto Matteotti gli anarchici italiani in Francia danno inizio
anche ad una campagna nazionale generale che culmina nella
distribuzione di migliaia e migliaia di volantini in cui
venivano denunciati i crimini dei fasci (luglio 1924).

Durante l’anno 1925 gli anarchici italiani continuano la loro
attività antifascista, mentre prosegue la pubblicazione di
giornali e riviste; basterà qui ricordare "La tempra" e "Il
monito".

In questi anni le persecuzioni, le privazioni di ogni genere, le
più vili angherie nei confronti degli anarchici continuano da
parte di agenti fascisti in Francia.

Comunque essi non piegarono. Proprio in quei giorni (11 ottobre
1927) Luigi Fabbri, insegnante, dopo essersi rifiutato di
prestare giuramento al fascismo ed essere riuscito a rifugiarsi
in Francia, pubblica a Parigi, con Berneri e Gobbi, il giornale
"Lotta umana".

via individuale

Continuano intanto le persecuzioni e gli arresti e le
espulsioni. Nel marzo del 1928 a Parigi viene arrestato il
compagno Pietro Bruzzi; altri due compagni, Carlotti e Centrone
(che morirà valorosamente in Spagna) vengono prima arrestati e
dopo espulsi.

La risposta il più delle volte è opera di coraggiosi militanti
che agiscono sempre in via individuale. Il 22 agosto a Saint
Raphael (Francia) il console, noto fascista, marchese Di Mauro
viene fatto segno di un attentato. Pochi mesi dopo novembre, il
giovane anarchico Angelo Bartolomei, con un colpo di rivoltella,
uccide il prete fascista don Cesare Cavaradossi. Questi, vice
console, gli aveva proposto, per evitare l’espulsione dalla
Francia, di tradire i compagni e di diventare suo confidente. Il
Bartolomei riesce a fuggire da Nancy e a rifugiarsi in Belgio,
dove però verrà arrestato nel gennaio del 1929.

Anche in altri paesi gli anarchici italiani continuano a subire
persecuzioni ed arresti per la loro attività antifascista. Nel
luglio del 1928 in Belgio l’anarchico Gasperini ricorre allo
sciopero della fame per ribellarsi all’estradizione chiesta dal
governo italiano (aveva ferito, assieme ad altri compagni,
alcuni fascisti nel 1921). Il governo belga concederà invece
l’estradizione del compagno Carlo Locati.

L’espulsione è una sorte che colpirà moltissimi compagni.
Infatti pochi mesi dopo, il 13 agosto, a Liegi, il compagno Gigi
Damiani viene prima arrestato e poi espulso (Tunisia). A questa
ondata di persecuzioni che vede gli anarchici italiani colpiti
sempre in prima fila, il movimento cerca di rispondere come può.


Ormai, però, diventa difficile anche la pura sopravvivenza, per
le continue espulsioni che colpiscono chiunque faccia una
energica attività antifascista: nel gennaio del ’29 i compagni
Gobbi, Berneri, Fabbri e Fedeli, in seguito alle forti pressioni
del governo italiano, vengono arrestati a Parigi e condotti alla
frontiera con il Belgio. È questo l’inizio della odissea di
Berneri e di tanti altri compagni. Arrestati in una parte ed
espulsi, non resta che cambiar nome e attività, attraverso la
Francia, il Belgio, il Lussemburgo, la Svizzera, sempre braccati
e senza posa.

Nel settembre del 1929 a Saarbrucken (Germania) il giovane
anarchico Enrico Manzoli (Morano), aggredito da un gruppo di
fascisti appartenenti ai "caschi di acciaio", si difende e ne
uccide uno. Altri anarchici, però, cadranno sotto i colpi dei
fascisti: nel gennaio del 1930, a Nizza, è ucciso da un ex
carabiniere il compagno Vittorio Diana, a causa del suo
intransigente atteggiamento in occasione delle manifestazioni
fasciste per l’inaugurazione di un gagliardetto. Pochi mesi
prima era morto in seguito ai patimenti e privazioni, presso
Parigi, il giovane anarchico Malaspina, braccato senza posa
dalle polizie di vari paesi. Era stato imputato di aver lanciato
una bomba contro la Casa del fascio di Juan-les-pins. Assolto
per insufficienza di prove, era stato in prigione e più volte
torturato.

Il 1929 vede gli anarchici ancora in prima fila nella lotta al
fascismo, anche se tale lotta è affidata, data la scarsità
pressoché totale di mezzi, alla sola volontà e al solo coraggio.
Nel giugno del 1929 i compagni raccolti attorno alla redazione
della rivista "Lotta Anarchica", fanno arrivare in Italia,
clandestinamente, un giornale di piccolo formato e stampato su
carta velina.

Si tenta anche di passare all’azione: nell’agosto dello stesso
anno l’anarchico Paolo Schicchi (compie in quell’anno 65 anni!)
si imbarca dalla Francia e poi in Tunisia per la Sicilia, dove
vuole suscitare con il proprio esempio un movimento di
ribellione contro il fascismo; ma al suo arrivo a Palermo viene
immediatamente arrestato assieme al compagno Gramignano. Vennero
condannati rispettivamente a 10 e a 6 anni di galera. Il
compagno Renda, anch’egli partecipante all’impresa, venne
condannato a 8 anni.

Nel gennaio del 1931 a Parigi si tiene un convegno di anarchici
per intensificare la lotta clandestina in Italia, lotta che
porterà molti compagni ad essere arrestati e deportati al
confino. Questo non impedì di continuare a spedire materiale in
Italia portato da vari compagni. Gli anarchici comunque in
quegli anni collaborarono anche con altre formazioni
antifasciste, soprattutto con Giustizia e Libertà, senza
interrompere la serie di continue azioni individuali.

Anche in America gli anarchici svilupparono una forte attività
antifascista. Già il 16 giugno del ’23 il governo fascista
premeva su quello americano per far chiudere il foglio anarchico
"l’Adunata dei Refrattari". La risposta degli anarchici non si
fece attendere: il 24 novembre scoppia una bomba al consolato
italiano mandandolo completamente in rovina. Tutto l’anno 1924
segna una serie continua di manifestazioni antifasciste
organizzate ed animate dagli anarchici. A Cuba, per esempio, gli
anarchici organizzarono uno sciopero generale in occasione
dell’arrivo di una nave italiana (27 settembre 1924).

Non si contano le provocazioni fasciste di quegli anni, sebbene
il più delle volte i fascisti ricevano delle lezioni durissime,
come nel caso di una provocazione fascista ad un comizio
anarchico (16 agosto 1925) a New York. Certo gli anarchici,
sebbene pochi e sempre perseguitati e soprattutto senza nessun
appoggio esterno, furono in quegli anni una spina non
indifferente per il governo americano. Non passava giorno che
alle provocazioni fasciste, appoggiate e protette, certe volte
dalle autorità americane, gli anarchici non rispondessero per le
rime. Il ’26 e il ’27 sono due anni infuocati per il movimento
anarchico negli Stati Uniti. Infatti, in quegli anni, alla
protesta contro i fascismo, si assomma la protesta contro la
criminale condanna a morte di Sacco e Vanzetti.

È praticamente impossibile enumerare qui tutte le
manifestazioni, gli attentati, e gli scontri sia contro le
autorità americane che contro i fascisti. Son gli anni in cui
gli anarchici venivano presi molte volte a pistolettate sulla
pubblica via, sia da poliziotti americani che da agenti
fascisti.

Anche negli anni seguenti, fino al ’36, continuarono da parte
degli anarchici manifestazioni e attività antifasciste che
culminarono in arresti e deportazioni in Italia. Molti compagni,
come Armando Borghi, vissero lunghi anni clandestinamente, a
causa di tali persecuzioni. Altri, sfuggiti miracolosamente a
tante peripezie, morirono valorosamente in Spagna, o fatti
prigionieri, vennero poi deportati in Italia.


A - rivista anarchica
anno 33 n. 289
aprile 2003

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista




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