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(it) USI Sanità: Ricostruzione del massacro ospedaliero

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Date Fri, 21 Mar 2003 12:40:08 +0100 (CET)


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http://ainfos.ca/index24.html
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Da: USI Sanità <usis@libero.it>

A poco tempo di distanza si chiarisce un quadro preciso sui
fatti occorsi nel Pronto Soccorso del S. Paolo la mattina del 17
marzo. La violenza gratuita, la versione della Direzione
Sanitaria e le menzogne giornalistiche sono il frutto della
politica di un governo di guerra, lo stesso che dai fatti di
Genova muove i manganelli della polizia.

RICOSTRUZIONE DEL MASSACRO OSPEDALIERO AVVENUTO AL S. PAOLO IL
17/03/03

A poco tempo di distanza si chiarisce un quadro preciso sui
fatti occorsi nel Pronto Soccorso del S. Paolo la mattina del 17
marzo. La violenza gratuita, la versione della Direzione
Sanitaria e le menzogne giornalistiche sono il frutto della
politica di un governo di guerra, lo stesso che dai fatti di
Genova muove i manganelli della polizia.

UN DISSANGUATO STESO PER TERRA, LE VOLANTI OSTACOLANO I SOCCORSI

Occorre innanzitutto far sapere al pubblico che sul luogo
dell'accoltellamento dei giovani del Centro Sociale ORSo non
sono giunte subito le ambulanze, ma, bensì ingenti forze di
polizia che, tra le altre cose, hanno rallentato l'accesso dei
mezzi di soccorso diretti verso il teatro dell'agguato. Questo
fatto ha impedito il soccorso immediato nei confronti di chi
poteva aver salva la vita invece di morire dissanguato! Per
questi motivi si sono verificate tensioni nei confronti dei
soccorritori. Dalle registrazioni televisive amatoriali risulta
chiaramente che chi si trovava vicino ai ragazzi feriti o
agonizzanti non poteva capire il perché del ritardo nei
soccorsi. Gli amici del ragazzo sgozzato dalle coltellate hanno
ovviamente seguito l'ambulanza diretta verso il S. Paolo, la
polizia a sirene spiegate ha fatto altrettanto. Giunti
all'ospedale i ragazzi che seguivano l'ambulanza hanno subito
saputo della morte del loro amico, la reazione che ne è seguita
è rimasta confinata nei limiti di quello che generalmente viene
definita essere la normalità. Rispetto a questo fatto risulta
del tutto fasullo che qualcuno, come ha scritto la Direzione
Sanitaria, si sia lasciato andare ad "Atteggiamenti inusuali
anche per il pronto soccorso di un grande ospedale". Sugli
atteggiamenti tenuti invece dalla polizia la Direzione
Sanitaria, non a caso, tace...

COME È AVVENUTA LA MATTANZA IN OSPEDALE

Un primo gruppo di agenti già schierato all'interno
dell'Ospedale si è mosso all'inizio dall'area di osservazione
(DEA) dirigendosi verso le sale dell'adiacente Pronto Soccorso
battendo sonoramente gli anfibi al suolo nella marcia e
percuotendo con i manganelli gli scudi antisommossa per incutere
terrore fra i presenti, ovvero: pazienti del DEA e
accompagnatori, Personale medico/infermieristico. Una signora
accompagnatrice con una bambina al seguito ha subito per questo
motivo uno spasmo respiratorio, ambedue sono state nascoste dal
nostro personale in una sala del PS. Proprio in quegli istanti
in un'altra sala del PS si trovava in osservazione un paziente
con una probabile angina pectoris in corso. Mentre tutto questo
accadeva nella zona d'osservazione dei ricoverati, nel vialetto
di accesso dell'ingresso del Pronto Soccorso si erano già
verificati pestaggi indiscriminati. Nel frattempo un'altra
falange di poliziotti che doveva ricongiungersi con la prima,
marciava esattamente come i loro colleghi provenienti dal lato
opposto stringendo tutto il pubblico del PS e i giovani presenti
nella sala d'aspetto in una morsa militare spaccando la testa a
tutti. Chi ha potuto si è difeso. Per nulla chiaro è il ruolo
avuto dalle guardie armate di stanza nel PS...

I valori in campo del massacro scaturito dalla manovra d'assalto
sono stati i seguenti: una ventina di ragazze/i presenti nella
sala d'attesa del PS e due drappelli di manganellatori operanti
a tenaglia con le modalità canoniche dello scontro di piazza.
All'esterno del PS l'ingente quantità di poliziotti accorsi con
le volanti e con altri mezzi si occupava invece di scatenare una
feroce caccia all'uomo nei confronti dei giovani che avevano
preferito tenersi all'esterno dell'ospedale in attesa di
ricevere notizie relative alle condizioni cliniche degli
accoltellati; e non - come è stato scritto da certi giornali -
per esigere il cadavere dell'ucciso.

Quanto è stato genericamente comunicato dalla direzione
Sanitaria in merito agli incidenti è frutto delle stesse
ideazioni che hanno portato alla colossale disinformazione di
massa apparsa sui giornali la mattina stessa delle violenze
della polizia. Il comunicato emesso, capace di nascondere
persino l'interruzione di pubblico servizio che si è registrata
in seguito all'iniziativa poliziesca, è stato certamente ben
accolto da un questore che ha avuto persino il coraggio di dire
che "un po' le si danno e un po' le si prendono...", allo stadio
come in un ospedale, aggiungiamo noi!

CERTA STAMPA BASTARDA!

Un Corriere della Sera degno delle veline dei tempi della P2 e
un massa di televisioni da bar in mano alle destre hanno
vomitato su questi sanguinosi fatti una valanga di balle e di
manipolazioni: prove generali di guerra.

Falsa la notizia di scontri tra Punkabbestia; falsa la notizia
di giovani che pretendevano di ottenere cadaveri; falsa la
notizia di ubriachi da stadio. Disperati per l'assassinio di un
amico e massacrati dalla polizia, questa la verità conosciuta
dai giovani accorsi al S. Paolo. Qualcuno, il giorno dopo, ha
cominciato a correggere il tiro giornalistico rettificando come
se nulla fosse le menzogne raccontate in precedenza!

17/03/03, particolare del pavimento della sala d'aspetto del S.
Paolo poco dopo le violenze poliziesche

SINDACATO AUTOGESTITO OSPEDALE SAN PAOLO
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