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(it) Manifesto d'intenti Assemblea Antimilitarista Antiautoritaria

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 4 Mar 2003 12:13:18 +0100 (CET)


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      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
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Da: "Lino Roveredo" <alterlinus@libero.it>

MANIFESTO D'INTENTI

L'"Assemblea antimilitarista ed antiautoritaria" è una rete di
gruppi, associazioni, singoli che individua nella critica
radicale ad ogni forma di autoritarismo e gerarchia la necessità
di sviluppare un coerente percorso antimilitarista, capace di
inceppare la più mostruosa e follemente gerarchica delle
istituzioni statuali. Gli eserciti sono lo strumento della
dominazione statuale attraverso il monopolio della forza che, se
esercitata in nome dello Stato, produce aberrazioni quali la
guerra "giusta" e quella "umanitaria".

Opporsi alle guerre, a tutte le guerre, significa per noi
opporsi all'esercito, a tutti gli eserciti.

La guerra permanente e preventiva non è un fatto nuovo e gli
antiautoritari sono sempre, permanentemente impegnati a
prevenire la guerra opponendosi al militarismo, alla gerarchia,
alla sopraffazione, allo Stato.

Noi vogliamo una società smilitarizzata, ossia senza frontiere,
carceri, tribunali, polizie, sollevata da ogni forma di dominio
e di discriminazione. La guerra, ricordiamolo, non è mai solo
guerra "esterna", rivolta verso un "nemico" che abita altrove,
ma è anche, non secondariamente, guerra "interna" e lì il
"nemico" sono tutti coloro che si oppongono ad un ordine
ingiusto, tutti coloro che rifiutano la gerarchia e lo
sfruttamento, tutti coloro che si oppongono al razzismo, alla
società di classe, alla crescita dell'ineguaglianza, alla
negazione di ogni forma di libertà.

Qui da noi la guerra è iniziata ormai da tempo. Ne sanno
qualcosa i malati, gli studenti, i pendolari, i lavoratori cui
sono stati tagliati servizi per finanziare l'esercito, la
missione di "peacekeeping" in Afganistan oggi, i bombardamenti
della Serbia l'altro ieri. Ne sappiamo qualcosa tutti, ogni
giorno subiamo l'erosione progressiva dei già esigui spazi di
libertà. Risorse preziose vengono bruciate sull¹altare del
militarismo per costruire portaerei, per acquistare armi, per
assoldare assassini in divisa. Oggi lo fa il governo di destra,
ieri lo faceva quello di sinistra. Lo sappiamo: non ci sono
poteri buoni.

In questi anni abbiamo assistito ad una crescita della spesa
militare a danno di quella sociale, ad una ripresa della più
becera retorica bellicista, ad un¹ossessiva campagna di
reclutamento nelle strutture militari, favorita da una
legislazione che apre canali di ingresso privilegiato agli ex
militari nella pubblica amministrazione. Opporsi al militarismo
è quindi essenziale per fermare l'escalation bellica ma anche
per dar forza alla lotta contro l'autoritarismo statuale.

Opporsi alla guerra significa quindi opporsi al massacro degli
iracheni e, insieme, lottare per una vita migliore nel nostro
paese. Guerra esterna e guerra interna hanno lo stesso fronte.
"Alla fine della guerra tra i vinti faceva la fame la povera
gente, tra i vincitori faceva la fame la povera gente
ugualmente" (B. Brecht).

Di fronte alla spaventosa escalation bellica alla quale stiamo
assistendo negli ultimi anni individuiamo, quali momenti di
lotta al militarismo ed alla guerra i seguenti ambiti.

1 - L'opposizione alla presenza sul territorio di tutte le basi
e le installazioni militari
2 - L'impegno contro l'invio di contingenti armati all'estero
(come, ad esempio, gli Alpini in Afganistan)
3 - I trasporti d¹armi nel nostro paese sono quotidiani e si
stanno intensificando. Sosteniamo i blocchi e l'obiezione di
coscienza dei lavoratori delle ferrovie e portuali.
4 - denunciamo e boicottiamo le industrie belliche e invitiamo
all¹obiezione i lavoratori di queste industrie.
5 - Contro la propaganda militarista nelle scuole, nei posti di
lavoro, sul territorio. In particolare individuiamo i Rap Camp
(Reclutamento e Attività Promozionale) come luogo della più
becera propaganda militarista
6 - Contro tutte le missioni "Arcobaleno" ("prosecuzione della
guerra con altri mezzi") che tentano di coprire con una patina
umanitaria i lucrosi affari delle "ricostruzione" di quegli
stessi paesi che si è provveduto a bombardare e distruggere.

Alla guerra preventiva nelle piazze del mondo si sta opponendo
la mobilitazione pacifista ed antimilitarista preventiva.
Milioni di uomini e donne che non vogliono un futuro di morte,
distruzione, cancellazione di libertà.

Riempire le piazze è importante ma non basta. Fermare la guerra,
inceppare la macchina mostruosa del militarismo richiede un
impegno quotidiano, un'insubordinazione collettiva che metta
sabbia negli ingranaggi bellici. Il primo passo concreto è lo
sciopero generale contro la guerra. Il
sindacalismo di base lo ha indetto immediatamente dopo l'inizio
del conflitto.

Ogni azione, anche piccola, da un drappo alla finestra al blocco
di convoglio di morte, serve ad inceppare, rallentare il
meccanismo di guerra. Spetta a ciascuno di noi impegnarsi sin da
ora perché riesca lo sciopero, il boicottaggio, la diffusione di
idee di libertà perché chi vuole la guerra sappia che noi non ci
arruoliamo, che siamo tutti disertori. Sabbia e non olio nel
motore del militarismo.

Prossimi appuntamenti:

- L'Assemblea Antimilitarista e Antiautoritaria propone di
partecipare con i propri contenuti chiaramente antimilitaristi e
libertari, con uno spezzone autoorganizzato con i settori che si
riconoscono o sono vicini alle posizioni antiautoritarie, alle
manifestazioni di Camp Darby a Pisa del 8 marzo, a quelle contro
le basi previste per il 22 e 23 marzo e il 13 marzo a Modena
davanti all¹accademia militare in occasione del giuramento dei
cadetti alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi.

- Sosteniamo e promuoviamo iniziative d'allargamento e
consolidamento allo sciopero generale immediato contro la
guerra.

- S'individua nel 5 aprile ad Aviano una mannifestazione
nazionale per rafforzare il radicamento territoriale delle
lotte, obiettivo fondante dell'Assemblea Antimilitarista e
Antiautoritaria in linea di continuità con la scorsa
manifestazione di La Spezia.

- Strumenti culturali e controinformativi adeguati per
l'opposizione al militarismo saranno:
   - un volantone antimilitarista
   - un opuscolo antireclutamento per le scuole
   - adesivi antimilitaristi


Assemblea antimilitarista ed antiautoritaria




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