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(it) Il movimento sindacale dell'europa dice "No alla guerra" (en)

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Sat, 1 Mar 2003 11:38:40 +0100 (CET)


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Da: "Chris R" <christopher@nodo50.org>

CGT (Spagna), CNT (Francia), CUB (Italia), COBAS (Italia), CSC
Transcom, (Belgio), Ecole Emancipée (Francia), ESK (Euskadi),
FSU (Francia), ORSA (Italia), PAME (Grecia), RMT (UK), SAC
(Svezia), SinCOBAS (Italia), Si Può (Italia), G10-Solidaires
(Francia), SUD Aériens (Francia), SUD ANPE (Francia), SUD
Education (Francia), SUD PTT (Francia), SUD Rail (Francia), SUI
(Francia), TIE (Germania), TIE (Paesi Bassi), UCS (Italia),
UNICOBAS (Italia)

L'obiettivo degli Stati Uniti è quello di imporre la sua
egemonia politica ed economica, di installare un protettorato
con lo scopo di controllare le risorse di petrolio e così
garantire gli interessi delle multinazionali.

Le conseguenze immediate di una guerra con l'Irak si sentiranno,
in primo luogo, dalla popolazione irachena che dovrà soffrirne.
Il dittatore Saddam Hussein e i suoi generali saranno ben
riparati.

Le conseguenze si sentiranno anche in altri paesi:

* Un aumento delle spese militari e diminuzione di quelle
sociali

* Il rafforzarsi della repressione contro tutti/e coloro che si
oppongono, sindacalisti in prima fila.

Il movimento sindacalista dovrebbe sostenere e promuovere la
lotta contro la guerra.

Le manifestazioni, come quelle che si sono svolte in tutto il
mondo il 15 febbraio, rappresentano un elemento importante di
sostegno, poiché danno la dimostrazione che siamo svariati
milioni al mondo che rifiutano il dettato del governo americano
e dei militari.

Siamo solidi con tutti/e i/le lavoratori/trici che si rifiutano
di partecipare alle preparazioni per la guerra e che dichiarano
di essere obiettori di coscienza.

Sosteniamo le azioni di resistenza che si svolgono attualmente
in tutta l'Europa: il blocco dei treni militari, il blocco dei
porti alla flotta Nato.

Il movimento sindacalista ha la responsabilità di ampliare la
mobilizzazione contro la guerra, soprattutto da dentro le
aziende.

In Italia, lo slogan "sciopero generale contro la guerra" è oggi
sostenuto dalla maggior parte del movimento sindacalista. La
questione va discussa tra tutti/e i/le stipendiati di tutti i
paesi europei come forma di azione decisiva di opposizione alla
guerra.

Lo sciopero, nuove manifestazioni di massa dei cittadini di
tutto il mondo, le azioni nei quartieri, le fabbriche, i palazzi
dello stato ... tutto ciò può fermare il governo americano e i
loro alleati.



Parigi, Febbraio 23, 2003

[trad. - nmcn/ainfos]




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