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(it) risultati referendum 15 giugno

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Tue, 17 Jun 2003 16:32:30 +0200 (CEST)


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Da: slaicobasmilano <slaicobasmilano@libero.it>

in allegato una prima valutazione sui risultati del referendum del 15
giugno da parte dello Slai Cobas Milano

Art. 18 e referendum del 15 giugno. Prime valutazioni.

I risultati del referendum sono usati dal governo e dal padronato per
rilanciare e sostenere la già decisa controriforma dei rapporti di
lavoro. Decreto legislativo 30, leggi delega 848 bis (che il ministro
Maroni vuole trasformare in legge entro la fine di luglio), furto dei
TFR e tutte le svariate iniziative a ³sostegno attivo² di un¹ulteriore
precarizzazione dei lavori, sono le misure contro cui occorre rilanciare
la mobilitazione e costruire un¹effettiva opposizione.

Uno dei ³risultati² del referendum è stato quello di mettere in luce che
sia il centrodestra, sia la grande maggioranza del centrosinistra (fino
alla corrente DS della CGIL), sono contrari non solo all¹estensione dei
diritti, ma entrambi vogliono abolire l¹art. 18 per tutti e, in forme
diverse, attaccare le condizioni di lavoro per rilanciare l¹economia
nazionale. Il referendum, una volta di più, ha messo in luce il filo
conduttore che unisce il pacchetto Treu al libro bianco di Maroni e che i
lavoratori possono contare solo sulle proprie forze per contrastare
l¹attacco e opporsi alla crescente precarizzazione.

Un¹altro dei ³risultati² del referendum è l¹ennesima dimostrazione che i
lavoratori sono sempre sconfitti sul piano elettorale (come avvenne anche
col referendum sul punto unico di contingenza) e che solo
l¹organizzazione nei posti di lavoro e la mobilitazione possono creare
dei rapporti di forza tali da imporre una maggior tutela delle proprie
condizioni, anche riuscendo a conquistare delle specifiche leggi.

Questo referendum, come abbiamo già sostenuto, è stato lanciato con tempi
e modi sbagliati, ritenendo che le mobilitazioni dell¹anno scorso per
l¹art. 18 avessero già fatto maturare la disponibilità a passare dalla
difesa delle condizioni acquisite all¹offensiva per l¹estensione dei
diritti, e che si fossero sviluppati rapporti di forza tali da riuscire a
contrastare l¹amplissimo schieramento dal centrodestra alla maggioranza
del centrosinistra avverso ai lavoratori.

Il mancato raggiungimento del quorum al referendum, tuttavia, non
equivale ad una sconfitta dei lavoratori sul terreno della lotta e della
mobilitazione. Anzi, in un contesto in cui lo schieramento contrario
all¹estensione dei diritti era ultramaggioritario, da soli i lavoratori
sono riusciti a ottenere all¹incirca 10 milioni di SI, un dato che mostra
come cominci a sedimentare un¹opposizione sociale alla controriforma dei
rapporti di lavoro.

Da questa constatazione occorre ripartire, perché la questione dei
diritti non si chiude qui. Di fronte ad un¹offensiva che punta a
flessibilizzare sempre più tutti i lavori, che ha l¹obiettivo di levare a
tutti l¹art. 18 nell¹arco di due-tre anni e di far sparire garanzie
esistenti da decenni, occorre organizzarsi e coordinarsi in tutti i posti
di lavoro.

L¹introduzione di tutte le svariate forme di lavoro ³atipiche²
(Co.Co.Co., apprendistato, lavoro interinale, formazione lavoro, tempo
determinato, lavoro a chiamata, ...), le cessioni di ramo d¹azienda,
l¹arbitrato, la certificazione dei rapporti di lavoro, la totale assenza
di diritti per la manodopera immigrata (ricattata con la concessione dei
permessi di soggiorno)... rappresentano altrettanti tasselli per
peggiorare
progressivamente le condizioni di tutti i lavoratori. Chi oggi non ne è
immediatamente colpito, si troverà domani privato di garanzie e
salvaguardie che ha dato per acquisite da sempre (maternità, ferie e
malattie pagate, ...). Al padronato un lavoratore senza diritti costa di
meno che un lavoratore con i diritti!

Abbiamo la possibilità di opporci a quest¹attacco, ma non sarà certo
possibile farlo accettando patti, contratti e accordi su Cassa
Integrazione e licenziamenti, come quelli sottoscritti separatamente o
unitariamente da Cgil-Cisl-Uil, subordinati alla politica di
³contenimento del costo del lavoro².

Dobbiamo rimettere al centro della nostra iniziativa la difesa dei nostri
interessi, l¹abolizione delle forme di lavoro ³atipiche², il rifiuto dei
licenziamenti per la ³giusta causa² delle motivazioni economiche,
l¹allargamento di una soglia di diritti minima per tutti i lavoratori,
compresi quelli sindacali in tutti i posti di lavoro, perché siano
immediatamente godibili ed esigibili dai lavoratori stessi, a cominciare
dal diritto di assemblea e dall¹obbligatorietà di sottoporre ad
approvazione qualsiasi accordo e contratto.

Chiamiamo tutti i lavoratori ad un¹azione comune, a cominciare da quelli
organizzati nei sindacati di base ed autorganizzati, con cui abbiamo
condiviso scioperi e mobilitazioni, per aprire un intervento unico e
costante in tutti i posti di lavoro e su tutto il territorio nazionale.

Milano, 16/6/2003

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Coordinamento provinciale di Milano
Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117,
http://www.slaicobasmilano.org ; @mail: slaimilano@slaicobasmilano.org




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