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(it) referendum: vincitori e vinti

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 16 Jun 2003 16:50:55 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
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Da: "tiziano antonelli" <t.antonelli@tin.it>

Credo che scopo dei promotori e dei sostenitori del referendum per
l'estensione dell'articolo 18 ai lavoratori delle piccole imprese fosse
quello, oltre l'ovvio risultato elettorale, su cui molti non si facevano
illusioni, di rilanciare l'iniziativa di classe.

Uno dei principali problemi che non disponiamo di indicatori condivisi
con cui misurare i risultati.

Ora, uno degli indicatori proprio quello della condizione dei
lavoratori: mentre era in pieno svolgimento la campagna sul referendum,
CGIL (si', la stessa che ha lanciato la mobilitazione per l'articolo 18
l'anno scorso, la stessa che ha dato l'indicazione del SI')-CISL e UIl, i
soliti tre porcellini hanno firmato uno dei piu' infami contratti per la
scuola, che prevede ulteriori limitazioni al diritto di assemblea per i
lavoratori. Che cosa hano fatto i comitati per il si' in questa
occasione? Il diritto di assemblea non un diritto come il licenziamento
per giusta causa (quale diritto sia quello di essere licenziato, poi...)?
o i diritti sono solo quelli che attacca Berlusconi, quelli che attaccano
Epifani, D'Alema e magari Bertinotti sono privilegi?

Un altro indicatore puo' essere quello della partecipazione alla campagna
referendaria. Se la campagna referendaria e' riusicta ad attivare
lavoratori prima inattivi, a dare loro un primo impegno concreto che si
potra' trasformare domani in una maggiore radicalizzazione, per questo
solo sarebbe valso la pena di intraprenderla; ma se la campagna e' stata
sostenuta da quadri e militanti sindacali, che hanno tralasciato il loro
impegno sul posto di lavoro per questa illusoria scorciatoia, allora la
campagna referendaria, al di la' del risultato elettorale, e' stata la
premessa di una nuova sconfitta.

Questo, sia ben chiaro, al di la della buona fede dei singoli,
all'ammirabile spirito di sacrificio e di disinteresse di tuuti coloro
che si sono impegnati: purtroppo, il tempo che abbiamo a disposizione e'
sempre piu' limitato, e un nuovo impegno non puo' essere assunto che a
scapito degli altri.

E fra gli sconfitti senz'altro ci metto quei sostenitori dell'azione
diretta ad oltranza, che alla prima occasione si allineano ai riformisti
e ai traditori, e che domani dovranno, davanti ai lavoratori,
propagandare di nuovo quell'azione diretta, quell'autorganizzazione di
cui si sono dimenticati per due giorni. Dovranno denunciare i tradimenti
di coloro che hanno avuto compagni in questa avventura schedaiola.
Comunque, domani e' un altro giorno...

tiziano




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