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(it) sabato 21 dibattito sulla mobilità Livorno

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 16 Jun 2003 16:49:21 +0200 (CEST)


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Da: "tiziano antonelli" <t.antonelli@tin.it>

Biblioteca “Errico Malatesta”
Via degli Asili, 33 – Livorno

Invito
Sabato 21 giugno 2003 alle ore 21,00
Maurizio Bacci
terrà una conferenza sul tema:

LA MOBILITA'
Traffico, caos e qualità della vita,
riflessioni tra libertà e sudditanza

La Biblioteca “Errico Malatesta”
è aperta il lunedì e il giovedì dalle 18 alle 20,
il sabato dalle 16 alle 19

Muoversi sempre di più, macinando ogni anno migliaia di chilometri sempre
più freneticamente, in città come nei percorsi extraurbani, può essere
considerato indice di benessere?

Anno dopo anno aumentano mediamente per ogni singolo abitante il numero e
la lunghezza degli spostamenti, che vengono fatti con mezzi privati,
commerciali, e in misura minore con mezzi pubblici. Ci si sposta per
lavoro, per trasportare merci o per svago, e il muoversi sempre di più è
una esigenza di cui nessuno sembra voler o poter fare a meno.

Da anni è stata sviluppata e imposta la movimentazione di persone e
merci, per mezzo di veicoli a motore su gomma, principalmente automobili,
con serie implicazioni sullo stile di vita, nella trasformazione del
territorio e delle città, nella gestione del proprio tempo e nelle
implicazioni ambientali date dall'attuale modello di organizzazione dei
mezzi e delle persone.

La maggiore facilità di muovere e di muoversi da opzione si è trasformata
nel corso degli anni, in necessità. Le città si trasformano, le
ingombranti infrastrutture crescono, le distanze si accorciano, eppure,
paradossalmente, passiamo più tempo entro i nostri veicoli, per
percorrere più chilometri, per stare fermi in code, per congestionare
il traffico cittadino sempre più caotico, senza che questa fittissima
rete di collegamenti porti maggiore benessere alla intera comunità.
La mobilità è un obbligo derivato dalle con-formazioni urbane, dalla
localizzazione dei servizi, dei posti di lavoro e delle residenze. E ha
perso di senso: tutto si muove non producendo benefici diffusi, e tutti
si muovono non migliorando la qualità della propria esistenza.

L'elevata mobilità è caratteristica tipica della globalizzazione e il suo
rallentamento è estremamente difficile perché ridurre la mobilità di
merci e persone ridurrebbe i profitti, renderebbe maggiormente difficile
la loro concentrazione in pochi soggetti, ridurrebbe l'inquinamento,
darebbe autonomia economica e sociale alle comunità locali, insomma
metterebbe in seria crisi la globalizzazione.Viene dunque da chiedersi se
l'attuale assetto della mobilità, sia una opportunità in più o un
obbligo, una occasione di crescita individuale e sociale, o una ulteriore
tassa da pagare alla nostra qualità della vita.

Ed è nella città che emerge di più questa contraddizione: spazi urbani
pubblici che devono offrire pari opportunità per spostarsi a tutti o
esclusivamente asserviti ai mezzi privati a motore.

Occorre capire quali volontà e alternative sono effettivamente
spendibili nei territori cittadini, se sia possibile ripensare la tutela
dei soggetti che potremmo considerare "deboli" ( cioè pedoni, ciclisti,
anziani, bambini, disabili ed utenti del servizio pubblico), se è
possibile promuovere un'offerta adeguata di traspor-to integrato (sotto
il profilo tariffario, modale ed in-formativo) e difesa e sviluppo del
trasporto collettivo, magari preferendo sistemi a trazione elettrica, e
realizzando aree a traffico moderato in ambito urbano e itinerari
ciclo-pedonali sicuri anche in ambito extraurbano.

Maurizio Bacci è ingegnere ambientale, attivo nella progettazione di
mobilità sostenibile e ingegneria naturalistica, collaboratore di
numerose associazioni ambientaliste

Fip Via degli Asili, 33 – Livorno 11/06/03
http://www.fal.liv




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