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(it) Piattaformismo senza illusioni: Repubblica Ceca (en)

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Date Tue, 10 Jun 2003 12:09:54 +0200 (CEST)


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Da: FdCA >fdca@fdca.it>

FEDERAZIONE dei COMUNISTI ANARCHICI
Ufficio Relazioni Internazionali

PIATTAFORMISMO SENZA ILLUSIONI: REPUBBLICA CECA
Intervista fatta alla Organizace Revolucnich
Anarchistu-Solidarita (ORA-S)
dalla NEFAC (Usa-Canada)

Dopo il collasso del comunismo sovietico e la rapida
disillusione verso la restaurazione capitalista nell'Europa
Orientale, una nu0va generazione cresciuta dentro il blocco
sovietico ha iniziato ad avvicinarsi all'anarchismo. La Nefac ha
mantenuto buone relazioni con l'ORA-S, con cui condivide un
medesimo orientamento. Qui di seguito un'intervista con Vadim
Barak e Jindrich Lukas, 2 attivi militanti dell'ORA-S. Parte di
questa intervista risale al 1998 e venne pubblicata sul numero 4
di Red&Black Revolution, la rivista teorica del Workers
Solidarity Movement di Irlanda; qui compaiono anche le nuove
domande per la prima volta. L'intervista del 1998 venne condotta
da Kevin Doyle della sezione di Cork del WSM, quella attuale è
di MArk della Nefac di Boston.

NEFAC: Qual è la storia delle idee anarchiche nella Repubblica
Ceca?

ORAS: L'anarchismo ha debuttato qui nel 1880 come sezione
giovanile di un movimento patriottico e liberale che si opponeva
alla monarchia austro-ungarica. Quando nacque il Partito
Socialdemocratico, la sua ala sinistra era composta da
socialisti libertari, che anni dopo furono costretti a fare le
valigie. Fino alla 1^ GM, la corrente libertaria più forte era
quella anarco-sindacalista. Il punto di forza
dell'anarco-sindacalismo ceco era tra i minatori della Boemia
del nord. Gli anarco-sindacalisti non tardarono nel fondare la
loro federazione sindacale, la Federazione Sindacale Generale
Ceca. La repressione statale le inferse un colpo mortale nel
1908, ma ormai la coscienza sindacale e l'organizzazione di
sindacati erano radicate nel paese.

Nel 1914 nacque la Federazione Comunista Anarchica Ceca.
Sindacalisti ed anarchici pubblicavano diversi giornali come "Il
Proletario". Gli anarchici diedero vita a delle cooperative di
consumo. Durante la 1^GM il movimento libertario entrò in crisi:
molti militanti vennero imprigionati, oppure costretti al
fronte, molti furono uccisi. Sia lo spirito sindacalista che la
FCAC sopravvissero alla guerra.

Il 14 ottobre del 1918, la FCAC insieme ai socialdemocratici
organizzò uno sciopero generale di 24 ore, che avrebbe dato
inizio alla fine della dominazione dell'impero asburgico. Fu
l'evento che spinse i nazionalisti cechi a smettere l'attendismo
per intavolare trattative per l'indipendenza. Nello sciopero
generale si chiedeva il diritto all'indipendenza nazionale e
alla costituzione della Repubblica Socialista Cecoslovacca. Il
28 ottobre la gente comune di Praga insorse nuovamente per farla
finita con la decadente dominazione austro-ungarica.

In quel periodo l'intellighenzia comunista anarchica si stava
però spostando su posizioni leniniste. Ci fu chi divenne
deputato in parlamento e chi ministro del primo governo
indipendente. Nel 1918 i comunisti anarchici, comunque influenti
in quel periodo, costituirono la corrente di sinistra del
Partito Socialista Cecoslovacco. Nel 1923 furono tutti espulsi e
si avvicinarono al Partito Comunista, fondato appena 2 anni
prima dalla sinistra socialdemocratica e dalla sinistra
comunista anarchica, che si spostò nettamente su posizioni
bolsceviche e furono i primi a tradurre Lenin in cecoslovacco.
L'ultimo atto fu la costituzione del Partito Socialista
Indipendente; ma nel 1925, nonostante l'opposizione dell'ala
sindacalista -l'associazione dei minatori cecoslovacchi- ancora
legata ai comunisti anarchici rimasti coerenti, questo partito
abbandoò i principi federalisti ed altri principi anarchici ed
entrò nel PC.

NEFAC: C'era una qualche attività anarchica in Cecoslovacchia ai
tempi della Rivoluzione di Velluto del 1968?

ORAS: Sì, vi era una minoranza anarchica all'interno di un
partito clandestino chiamato Sinistra Alternativa (SA). Era un
piccolissimo partito, composto da intellettuali e studenti che
si rifacevano alle varie correnti di pensiero del socialismo
democratico e rivoluzionario. Si opponevano al regime comunista
e propugnavano un socialismo basato sull'autogestione operaia e
sulla democrazia diretta. Ma dato che la libertà di parola e di
associazione non esisteva, SA rimaneva più un gruppo di
discussione che una forza organizzata e attiva tra la classe
operaia.

Durante la rivoluzione di velluto del 1968, SA si guadagnò una
certa credibilità a Praga e compì dei passi sigificativi per
porsi come reale alternativa di classe. Raccolse 10.000 voti
alle prime elezioni locali a Praga. Intanto la rivoluzione del
1968 veniva già usurpata dal carrierismo degli intellettuali
dissidenti e dal precedenti burocrati comunisti: la prospettiva
era quella che non vi può essere socialismo senza democrazia e
quindi l'unica strada era l'economia di mercato occidentale. SA
si isolò e questo fu fatale: alcuni dei suoi leaders erano
favorevoli al mercato, altri divennero settari per reazione ed i
conflitti interni la fecero implodere.

NEFAC: Come vi siete formati? Solidarita è una nuova
organizzazione o proviene da precedenti esperienze?

ORAS: Solidarita si è sviluppata dalla Federazione
Anarco-SIndacalista (FAS), le cui radici stavano nella storia di
SA. Dopo il 1990, al tempo delle più grandi illusioni verso
l'economia di mercato e di grande emarginazione di qualunque
sinistra, socialista o pro-mercato che fosse, la FAS si impaludò
in questioni di dogmatismo e settarismo da cui non si mai più
risollevata. Ma un cambiamento era nell'aria: ci furono le prime
lotte sindacali, gli studenti protestarono per l'introduzione
delle tasse scolastiche ed universitarie, iniziarono le prime
campagne ambientaliste, il malcontento popolare era in crescita.
Una minoranza all'interno della FAS fece del suo meglio per
stare dentro questi fermenti e cercò di riportare l'esperienza
delle lotte nel dibattito interno alla FAS, allo scopo di
trasformarla in un effettiva organizzazione libertaria. La
maggioranza della FAS si oppose, per cui la minoranza che ne
uscì fondò nel 1996 Solidarita. Da allora il lavoro teorico ed
organizzativo è in continuo sviluppo. Grazie all'intervento
politico nelle lotte locali e nazionali, operaie e studentesche,
grazie al dibattito, stiamo accumulando esperienza e ci stiamo
chiarendo le idee. Ci possiamo definire sia come
anarco-sindacalisti che come socialisti libertari.

NEFAC. Il che modo il piattaformismo vi ha influenzato?

ORAS: Nella seconda metà degli anni '90, accogliemmo la
tradizione piattaformista come la migliore che l'anarchismo
potesse offrirci: e questo sia per l'importanza che vi viene
data alla lotta di classe ed alla questione organizzativa, sia
per il suo delineare gli anarchici come militanti della classe
operaia più che attivisti da ghetto ideologico.

Il dibattito interno ha però evidenziato le nostre lacune sul
versante dell'approfondimento teorico e sulla corenza
teoria/prassi. Abbiamo perciò iniziato un percorso di
riflessione critica su alcune questioni quali: cos'è il
capitale? oppure: qual è la contraddizione fondamentale del
capitalismo? o ancora: i sindacati sono un mezzo nelle mani
della classe per costruire il comunismo nellasocietà? e infine:
come possiamo stare nelle lotte quotidiane e mantenere al tempo
stesso la nostra tensione rivoluzionaria? Queste domande sono
nate nel corso della riflessione sulle nostre esperienze nelle
lotte sociali e nel movimeto anarchico. Siamo convinti che
evitare il confronto teorico per dedicarsi al realismo politico
o alla lotta qui ed ora, sia una scelta che non paghi. AL tempo
stesso non ci interessa diventare degli accademici della
rivoluzione.

La Piattaforma non è stata una bibbia per noi; è stata l'inizio
e non la fine del nostro lavoro teorico rivoluzionario, compresi
i suoi riferimenti alla costruzione dell'organizzazione di massa
nel periodo rivoluzionario. Abbiamo cercato altre fonti di
formazione: siamo ritornati a Marx ed abbiamo accolto alcune
suggestioni della sinistra comunista, del situazionismo, del
comunismoi consiliarista, dell'autonomia marxista. Li abbiamo
colti non come pezzi di dottrina pietrificati, che puoi prendere
uno alla volta o mescolare maccanicisticamente, bensì come
espressioni storiche del movimento proletario con cui vogliamo
entrare in relazione. Si tratta di un processo continuo. Il che
significa che alcuni di noi sono per un "puro piattaformismo",
altri si dichiarano semplicemente "comunisti". Rifiutiamo di
aderire ciecamente a qualsiasi ideologia e siamo impegnati in
una riflessione teorica sul reale movimento del proletariato.

NEFAC: Che rapprti ci sono tra Solidarita ed altri gruppi
anarchici attivi nella Repubblica Ceca o in Slovacchia? C'è
collaborazione? Esistono delle reti di coordinamento tra i paesi
dell'est?

ORAS: Abbiamo dei buoni rapporti. In alcuni casi abbiamo
coperato con la Federazione Anarchica Cecoslovacca, col gruppo
femminista 8 marzo, con Azione Anti-Fascista, con la Federazione
dei Socialisti Anarchici, con Reclaim the Streets! Facciamo
distribuzione reciproca del materiale di stampa.

Non vi sono forme organizzate di coordinamento tra i paesi
dell'est, salvo qualche scambio occasionale di visite o la lista
in rete alter-EE. C'è un progetto di rivista "Abolire i confini
dal basso" come strumento per lo scambio di infromazioni.

NEFAC: Qual è la vostra posizione verso i sindacati? Siete
favorevoli alla nascita di nuove organizzazioni sindacali più
conflittuali?

ORAS: Nonostante tutti i problemi che comporta stare nei
sindacati, noi siamo per lavorarci all'interno. Crediamo che
siano le reali organizzazioni della working class. Al loro
interno ci battiamo per un'alternativa sindacale fatta da
sindacati conflittuali e democratici, gestiti dai lavoratori per
i lavoratori, in cui tutti i delegati siano revocabili, al fine
di non perdere il controllo operaio sul loro operato. I
sindacati dovrebbero lottare anche contro il razzismo ed il
fascismo, contro l'inquinamento. Il loro fine storico dovrebbe
essere la trasformazione di questa società dominata dal mercato
in una società socialista libertaria in cui ci sia la giustizia
sociale. l'autogestione operaia e la democrazia dal basso.

Ma questo tipo si sindacato può nascere solo dall'intervento
degli anarchici nelle attuali organizzazioni sindacali,
costruendo un movimento coeso dentro i sindacati per
controllarne l'organizzazione e le lotte.

NEFAC: Come intervenite nei luoghi di lavoro? In cosa consiste
la vostra strategia di formare dei gruppi di azione operaia
nelle varie fabbriche? Riescono a sviluppare maggiore
auto-organizzaione tra i lavoratori?

ORAS: Il nostro intervento è fatto come individui che hanno un
particolare lavoro. Alcuni di noi mettono in atto l'assenteismo,
il sabotaggio, il rallentamento dei ritmi, partecipazioni
occasioni a tentativi collettivi di resistenza, come nel caso
dei lavoratori delle pulizie per meno ore e più salario. Come
ORAS siamo intervenuti a volte in fabbriche in cui erano stati
annunciati massicci licenziamenti.

I gruppi di azione operaia sono stati un'idea dei minatori cechi
della miniera di Koh-i-noor che noi abbiamo ripreso. Si tratta
di gruppi informali di operai che iniziano o prolungano una
lotta. Hanno funzionato in tempi di contrazione industriale,
quando i sindacati cooperavano con i capitalisti ed i lavoratori
si auto-organizzavano. Abbiamo esportato questa tattica con
successo alla fabbrica di trattori Zetor, in cui un gruppo di
operai organizzò un'assemblea sindacale autogestita, con 1000
partecipanti. Ma se l'idea dei gruppi di azione operaia viene da
fuori il luogo di lavoro on mette radici all'interno della
fabbrica e prima o poi i sindacati ed i padroni riprendono il
controllo, approfittando della impreparazione dei lavoratori ad
auto-organizzarsi. I gruppi di azione operaia hanno funzionato
in 2 casi: alla Zetor ed alla LET che produce aircrafts, in cui
l'auto-organizzazione è comunque finita in una manifestazione
spontanea.

Cosa abbiamo imparato? Che in certe condizioni un gruppo
rivoluzionario può spingere i lavoratori
all'auto-organizzazione, ma non può condurre le lotte operaie a
lungo se i lavoratori non sene assumono la responsabilità, alla
luce della loro esperienza e in base alla percezione che hanno
delle loro condizioni. In un altro caso di massicci
licenziamenti (la Flextronics di Brno che si delocalizza in
Cina), abbiamo diffuso un volantino in cui avevamo descritto
alcune forme di lotta individuale o di resistenza passiva ai
licenziamenti, presentandoli come una forma latente di lotta di
classe. Ma sapevamo che i lavoratori non credevano
realisticamante di poter impedire la delocalizzazione degli
impianti, nè volevano dannarsi per quel lavoro di merda. Avevamo
dato un contributo ad una loro presa di coscienza, facendo
riferimento alla loro esperienza concreta con una
multinazionale.

NEFAC: Quali progetti per il futuro?

ORAS: SIamo riusciti a far partire il dibattito e gruppi di
lettura che hanno attratto nuovi compagni. Stiamo lavorando ad
un progetto di rivista comunista libertaria su internet che si
chiama Alarm. Non vogliamo una rivista di controinformazione
rispetto alla stampa ufficiale, ma uno strumento per esprimere
le esperienze di vita quotidiana nella società capitalista, il
ruolo della tendeza comunista anarchica in quanto espressione di
queste esperienze; tendenza che rifiuta il capitalismo privato
al pari del capitalismo di stato che governava l'est fino al
1989, giudicandole entrambe forme della dittatura del
capitalismo. La rivista contiene notizie sulle lotte di classe
nel mondo, sulle iniziative del movimento anarchico e di altre
minoranze anti-capitaliste, quali contributi allo sviluppo della
teoria rivoluzionaria. Pubblichiamo saltuariamente un giornale
chiamato "Solidarita" rivolto soprattutto ai proletari e poi
degli opuscoli.

Il nostro gruppo di Praga sta gestendo un info-cafè che si
chiama "Mole's Colum" e che ci prende un sacco di energie, tempo
e denaro. Dobbiamo ringraziare tutti i compagni stranieri che
hanno contribuito a questo progetto inviando anche le loro
riviste per il servizio libreria dell'info-cafè. Siamo presenti
in AzioneANti Fascista portandovi una critica comunista
dell'antifascismo ed un approccio cominista alla lotta contro il
fascismo.

Nel 2002 abbiamo partecipato alla campagna contro il vertice
NATO a Praga. Come ORAS non abbiamo fatto parte del comitato
degli organizzatori per tutto il tempo, ma abbiamo dato il
nostro contributo in base alle nostre capacità e possibilità.
Abbiamo fatto un giro di conferenze in Moravia contro la NATO,
il rifiuto delle guerre capitaliste e del pacifismo con lo
slogan "No alla guerra SI' alla guerra di classe", abbiamo
co-organizzato un raduno anti-NATO a Brno. Siamo stati nelle
manifestazioni e nelle strutture di sostegno medico e di
prevenzione dalle provocazioni della polizia e dei media.

Per il futuro, siamo determinati a sviluppare la teoria
rivoluzionaria e cercare nuovi modelli per l'intervento nelle
lotte di classe, benchè si sia consapevoli delle sfide che ci
attendono.

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(ndt: recentemente l'ORA-S si è spaccata e la componente
comunista anarchica piattaformista ne è uscita per continuare
l'esperienza come AKA: Alternativa Comunista Anarchica)

(ndt: l'intervista compare nel n° 6/2003 di North Eastern
Anarchist, rivista della NEFAC e fa parte della serie di
interviste intitolate "Piattaformismo senza illusioni" rivolte
alla Anarchist Federation-UK, al Workers Solidarity
Movement-Eire, ad Alternative Libertaire-Francia, alla
Federazione dei Comunisti Anarchici-Italia, al Bikisha Media
Collectiva-Sud Africa, alla Federacao Anarquista Gaucha-Brasile,
al Congreso de Unificaciòn Anarco-Comunista-Cile)

(trad.: rd/fdca)

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