A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) CAMPEGGIO ANTI-INDUSTRIALE

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Wed, 23 Jul 2003 13:54:34 +0200 (CEST)


________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
http://ainfos.ca/index24.html
________________________________________________

Da: dotui deru <dotuideru@yahoo.it>

CAMPEGGIO ANTI-INDUSTRIALE


Lo stato della terra è sotto gli occhi di tutti. Sempre più palese è la
difficoltà con la quale gli ecosistemi tirano avanti a causa del
progresso industriale, che nel suo sviluppo, in pochissimi anni ha
stravolto la faccia della terra e la vita degli esseri umani .

Modificazioni impensabili si sono avute nel corso di poche generazioni,
modificazioni che hanno reso necessario ripensare ai nostri modelli di
vita e guardare da una nuova prospettiva a quello che è stato chiamato
progresso.

Lo sfruttamento, che prima era la fatica nella campagna e la mancanza del
necessario per vivere, è diventato l’alienazione nel lavoro delle
fabbriche per la produzione di massa, di beni di consumo per lo più
inutili e dannosi che hanno fatto credere nella possibilità del benessere
per tutti.

Allo stesso modo l’autoritarismo, che prima era l’arbitrio dei potenti, è
diventato un sistema di organizzazione sociale indispensabile per
permettere la creazione di un ambiente favorevole al progresso
industriale.

Il mondo non è stato più quel posto immenso, pieno di vita e da
esplorare, ma è diventato un serbatoio di risorse da saccheggiare.

La popolazione è cresciuta enormemente solo per essere carne da cannone
nelle guerre scatenate dagli interessi sempre più voraci dei fautori
dello sviluppo industriale.

La ricchezza che adesso viene sbandierata come vittoria e successo nei
paesi industrializzato, è una ricchezza fittizia. L’abbondanza delle
merci trasforma le persone in schiavi sciocchi a scapito delle libertà
individuali, della solidarietà e di rapporti sociali più umani. Mentre
questa illusione appiattisce la vita nella porzione di mondo più ricca,
il resto della popolazione mondiale, la stragrande maggioranza, vive in
condizioni atroci, quando non muore di fame. La storia dello sfruttamento
industriale ha portato guadagni economici solo a pochi, mentre per la
vita sul pianeta ha provocato solo devastazione, avvelenamento e miseria.
Come in tutto il mondo anche in queste zone, ci sono state delle forze
che hanno agito sul territorio esclusivamente per trarne vantaggi
economici.

Rosignano: una multinazionale belga sin dagli anni 20 spadroneggia come
se il territorio fosse sua esclusiva proprietà. In quegli anni la
famiglia Solvay ha iniziato a costruire una fabbrica chimica che ancora
adesso continua ad ampliarsi.


PRESENTAZIONE DEL MOSTRO


Il gruppo Solvay è una multinazionale operativa in 50 paesi con 400 sedi
e stabilimenti, e quattro settori produttivi (farmaceutico, chimico,
plastico e di trasformazione materie plastiche).

I suoi prodotti principali sono il carbonato di sodio (soda), il cloro,
soda caustica (idrato di sodio), il PVC e il polietilene.

Con il recente acquisto di Ausimont, con annesse miniere in Namibia,
Solvay diviene il primo produttore mondiale di derivati del fluoro. Negli
Usa la Solvay estrae e commercializza la soda di origine naturale, che si
trova in giacimenti, con caratteristiche anche migliori della soda di
produzione industriale, anche in Turchia e in Africa.

Solvay è presente in Italia con 11 stabilimenti, più la sede direzionale
a Milano con 2182 dipendenti.

Quello di Rosignano è lo stabilimento più grande con 803 dipendenti
compresi quelli impiegati a S.Carlo per l’estrazione del calcare e a
Buriano-Ponteginori per l’estrazione del salgemma. Nel ’65 i lavoratori
erano 4300.

Tra la provincia di Pisa e di Livorno occupa duemila ettari di
superficie.

Gran parte del salgemma, il 75%, finisce in sodiera, in marcia dal 1917,
che produce soda (carbonato di sodio), quasi interamente assorbito
dall’industria del vetro. Il restante 25% alimenta l’impianto di
elettrolisi a mercurio, in funzione dal 1939, che produce cloro, soda
caustica (idrato di sodio), e idrogeno.

L’impianto perossidanti produce acqua ossigenata (sbiancante per carta),
e percarbonato di sodio (detersivi)

Nel 1988 la popolazione respinse con un referendum l’installazione di un
nuovo mega-impianto VCM-PVC, nonostante godesse l’appoggio di quasi tutti
i partiti, le istituzioni, i sindacati.

Nel 1997 Solvay ha attivato una centrale elettrica turbogas da 350
megawatt (circa 1/6 dei consumi toscani) e nel novembre 2001 ha
presentato un nuovo progetto di una seconda centrale da 400 megawatt.

La Solvay di Rosignano è classificata con decreto ad “alto rischio
d’incidente rilevante” e soggetta a procedure particolari ( notifiche,
piano di protezione civile ecc..) Tale procedura ha messo sotto
osservazione gli impianti Cloro, Etilene, e Acqua Ossigenata.




SACCHEGGIO DELLE MATERIE PRIME; ACQUA, CALCARE, SALGEMMA


La Solvay, come abbiamo visto, è nata come industria monoprodotto per la
produzione di soda (carbonato di sodio), e l’insediamento a Rosignano in
cui si trovano determinate materie fondamentali per i delicati
ecosistemi, fu l’inizio della depredazione del territorio.

Il calcare è estratto dalle cave di S.Carlo (LI), con grandi
ripercussioni sull’ambiente.

Nella storia della colonizzazione e lo sfruttamento della Val di Cecina,
la estrazione del salgemma dalla terra, e il consumo di acqua dolce sono
andate crescendo nel tempo a ritmi vertiginosi.

Solvay è titolare di concessioni per lo sfruttamento minerario dei
giacimenti di salgemma nelle aree di Buriano, Casanova e Ponteginori
(quest’ultima ormai esaurita).

Il salgemma (sale da cucina), viene estratto immettendo nei pozzi grossi
quantitativi di acqua dolce a pressione, che provoca la dissoluzione del
sale. La salamoia (soluzione di acqua e sale), estratta viene e inviata
attraverso una tubatura di 35 km allo stabilimento di Rosignano.

Oltre allo spregio estetico, l’abbattimento di alberi, la
predisposizione di tubature, la eliminazione di pendenze, danni
irreversibili per la flora e la fauna, le estrazioni determinano una
formazione di cavità di grandi dimensioni nel sottosuolo, che vengono a
richiudersi o per schiacciamento o con crolli, in tempi più o meno
lunghi. In superficie questi fenomeni si traducono in abbassamento del
terreno (subsidenze) di entità variabili. Le subsidenze possono indurre
avvallamenti, fenomeni franosi, voragini (camini di collasso), che spesso
hanno determinato la formazione di laghi salati, o la formazione di crepe
sui muri delle case.

L’azienda dispone l’abbattimento di antichi manufatti e poderi di
campagna all’interno delle concessioni, e paga cifre cospicue i
fabbricati che hanno subito le lesioni più gravi, in modo da occultare le
lesioni più gravi, ma soprattutto per dividere il fronte di chi protesta.

Nel ’96 l’Amministrazione dei Monopoli di Stato (ora ETI) e la Solvay, si
stringono la mano e firmano un contratto che prevede un progetto di
“collaborazione industriale” e di intensificazione dello sfruttamento sul
territorio. Mentre nel 2001 i dirigenti della regione toscana firmano il
“protocollo d’intesa” per l’attuazione del contratto tra Solvay ed ETI.
La protesta degli abitanti è inevitabile.

Per quanto riguarda l’acqua è utilizzata da Solvay nei propri cantieri
principalmente nei processi di estrazione e trasporto del sale, e nello
stabilimento nei processi industriali. Il consumo è ovviamente cresciuto
con le estrazioni e le produzioni.

Il fiume Cecina, il Lago artificiale di S.Luce e i laghetti della Magona
sono diventati i rubinetti della Solvay.

Solvay possiede 62 pozzi industriali dislocati in vari punti lungo il
corso del fiume Cecina. Dichiara di consumare circa 16 milioni di
metricubi all’anno d’acqua dolce cioè più del triplo degli interi Comuni
della zona messi insieme. Una misurazione di Medicina Democratica sulla
differenza delle portate tra canale d’entrata e d’uscita dallo
stabilimento in mare, risulta almeno di 41 milioni di metricubi!





Fino ad alcuni decenni fa il fiume ci consentiva di fare il bagno in
alcuni tratti del suo corso, adesso soprattutto nel periodo estivo,
rimane completamente asciutto.

La civilizzazione e lo sviluppo dell’industria hanno dato
progressivamente dei colpi mortali al fiume Cecina.

L ’escavazione massiccia di ghiaia e di sabbia avvenuta soprattutto da
dopo il secondo dopoguerra per la ricostruzione, il mercurio e le opere
devastanti della Società Larderello e della Società Solvay, i parametri
“sempre nella normalità” delle USL e dell’ARPAT, si sono rivelate le
cause di morte e allo stesso tempo i becchini del fiume e delle forme
diverse di vita.

Gli organismi microscopici (batteri, funghi, microalghe ecc…), i quali
costituiscono una sorta di pellicola vivente bruno-verdastra che ricopre
i ciottoli, insieme ai macroorganismi, che normalmente costruiscono
insieme il processo naturale di vita e di autodepurazione del fiume sono
fonte di diversità ambientale e biologica (numero di specie diverse), e
rappresentano l’importanza e l’efficiente capacità depurante.

L’ecosistema acquatico e terrestre sono intimamente correlati, tanto che
la vegetazione contribuisce ad alimentare gli organismi acquatici,
arricchisce le varietà, attenua le escursioni termiche, protegge le rive
dall’erosione durante le piene. Lo stesso vale per i pesci, in cui gli
ambienti diversificati, e le caratteristiche del corso d'acqua gli
permette di svolgere al meglio le loro attività vitali.

Questo delicato equilibrio, per l’industria e le istituzioni è solo merce
al dettaglio.

L’annullamento della diversità già attraverso opere di
artificializzazione ed interventi dell’uomo, hanno conseguenze
drammatiche, nei corsi d’acqua. Le canalizzazioni, le arginature,
l’abbattimento della vegetazione, le escavazioni stravolgono i piccoli
ecosistemi, riducono la biodiversità e la capacità autodepurativa.

La Solvay ha spadroneggiato e continua del resto la sua opera di
devastazione, che si riversa a carico dell’ambiente e della comunità. Le
istituzioni, nei periodi estivi hanno il coraggio di “se nsibilizzare”
gli abitanti a non sprecare l’acqua, coprendo l’interesse industriale a
spese di tutti; con la disciplinare del’86 Solvay paga l’acqua dolce solo
0,08 lire, mentre gli abitanti 1400-1600 lire al metro cubo.


n INQUINAMENTO E PERICOLOSITA’ DA CLORO E MERCURIO


I disastri ambientali legati al saccheggio del salgemma e dell’acqua
dolce in Val di Cecina, si legano ad altri gravi e ben definiti.

La produzione industriale di cloro risale agli anni ’30 con lo sviluppo
dell’industria chimica. Tra i suoi composti chiamati organoclorurati sono
conosciuti per la loro velenosità, i furani, le diossine e il DDT. Si
utilizza per produrre medicinali, PVC, pesticidi e sostanze nocive alla
fascia dell’ozono.

Il cloro preoccupa per il suo utilizzo, le conseguenze nocive e il
pericolo di fughe asfissianti.

Nella storia di Rosignano si contano numerose fughe di cloro; le USL ne
contano circa 10 tra il1973 e il 1990, gli abitanti circa il doppio.

Vi sono molti composti del cloro che finiscono nelle acque e nell’aria di
Rosignano, e insieme all’immissione e allo scarico di altre sostanze,
favorisco la diffusione di cancro e patologie tra la popolazione. Il
cloro a contatto con l’aria è un gas superpesante che ristagna vicino al
suolo ed è letale per l’uomo nella misura di mezzo grammo per metro cubo
d’aria. In caso di fuga di cloro, la prima cosa da fare è chiudersi in
casa sigillando le finestre, meglio se ai piani alti delle abitazioni.

La provincia di Livorno autorizza lo scarico a mare di alcuni composti
del cloro con il limite di determinati chili all’anno, altri composti di
fatto scaricati non li cita neanche.

Il mercurio nota sostanza nociva e pericolosa per l’uomo, è presente
negli impianti della vecchia tecnologia detta a “elettrolisi con celle a
mercurio” per la produzione di cloro.

Solo 1 grammo di mercurio è letale per il corpo umano. Solvay dal 1939
fino alla “legge Merli” varata nel 1976, ha scaricato in mare 14
tonnellate all’anno. L’attuale autorizzazione dello Stato consente lo
scarico di 600 chilogrammi all’anno fino al 2003 compreso.

Il mercurio giace sulla spiaggia e sui fondali, fino a sei miglia dalla
costa e torna continuamente in circolo con le mareggiate.

Insieme al mercurio, tonnellate di fanghi e sostanze cancerogene vengono
scaricati in mare, questo oltre alla pericolosità, per chi fa il bagno
alle “spiagge bianche” e dintorni e alla possibilità di un ingresso di
tali sostanze nocive nella catena alimentare, ha portato alla scomparsa
della vegetazione marina e della fauna marina di vari chilometri dalla
costa.

I tecnici dell’ARPAT hanno spiegato molte morie di pesci con la formula
“morti per causa naturale”.

Mentre la medicina ufficiale inserisce nelle indagini epidemiologiche, i
cosiddetti “fattori di confondimento” come il fumo di tabacco, il consumo
di alcool, l’abuso di farmaci, rendendo ancora più chiaro a tutti quelli
che ricevono avvelenamento e morte che con la via istituzionale non si
potrà mai andare a bussare a casa della famiglia Solvay per fargliela
pagare.

Il problema del mercurio si presenta anche a Saline di Volterra, dove lo
stabilimento chimico ha iniziato a lavorare dal 1960 e la multinazionale
deteneva circa la metà della Società chimica Larderello.

Già a partire da questo periodo, e cioè dalla metà degli anni’60,
l’attività di rivendicazione e di lotta oltre alle questioni legate al
salario e all’occupazione , si spostavano verso la difesa ambientale.

A Rosignano e nella Val di Cecina, lavoratori e abitanti si vedevano
portare via le pinete a causa degli scarichi, si vedevano distruggere la
macchia mediterranea di pini e ginepri, vedevano rapidamente sparire gli
animali selvatici. Tutto questo con l’assenso della Capitaneria di Porto
e del Ministero della Marina Mercantile e con il silenzio-assenso del
sindacato che non voleva comprendere i danni che si stavano sviluppando.

Le stesse Amministrazioni Comunali e gli stessi partiti di sinistra,
hanno sottovalutato da sempre cosa si stava determinando a danno
dell’ambiente e della salute. Con il ricatto del lavoro, l’industria
Solvay come tutte le fabbriche, ha sempre fatto ricadere sugli abitanti
il costo dei danni che ha determinato.


AGIRE


I nostri desideri a lunga scadenza non possono che essere conseguenza di
quanto sopra, delle considerazioni precedenti.

Perciò non ci battiamo, ne desideriamo un mondo in cui l’industria
continua a prosperare anche se sottoposta ai vincoli (probabilmente molto
larghi) del così detto “Sviluppo sostenibile”. Non crediamo nel controllo
da parte della “Società civile” delle fabbriche che , strappate dalle
mani dei cattivi padroni e gestite dal popolo, smetterebbero così di
diffondere dalle loro ciminiere veleni pestilenziali.

Cosa mai potrebbe uscire da quelle ciminiere, da quegli scarichi, da
quella logica, se non qualcosa che inquina non solo i corpi e le terre ma
anche la stessa organizzazione della società, la vita in comune delle
persone?

L’industrialismo è stato ed è tuttora un formidabile alleato della
visione autoritaria della società. Per le esigenze di produzione la
disciplina ha la meglio sulla libertà, il brutto ma efficiente sul bello
ma inutile, il denaro sulla vita stessa.

Per questo sogniamo una società profondamente e radicalmente diversa e
non soltanto un ambiente naturale più salubre, per questo siamo contro lo
stato e contro ogni inquinamento.

Non sembri questo orizzonte un delirio irrealizzabile, delirio semmai è
pensare che i nodi creati dallo sviluppo industriale non arrivino prima o
poi al pettine dei limiti fisici ed ecologici del pianeta. Se vogliamo
possiamo anche fare un elenco di questi nodi, elenco lungo e sicuramente
incompleto.

L’inquinamento appare in migliaia di forme diverse provocato ormai da
quasi tutte le attività umane, le risorse del mare scompaiono, la
biodiversità pure, anche l’acqua dolce (è cronaca di questi giorni) e le
terre coltivabili. Intanto la sovrappopolazione concentra nelle metropoli
masse enormi di persone che sono costrette a vivere in un ambiente
invivibile dove prospera l’odio, l’intolleranza, la disperazione causata
dalla mancanza di radici.

Tutto questo con ritmi esponenziali, cioè ad una accelerazione che
rappresenta essa stessa un ulteriore aggravamento, rendendo difficile non
soltanto risolvere questi problemi ma anche semplicemente gestirli.

Bisogna avere il coraggio di dirla questa cosa che striscia nella mente
dei più, questa cosa ormai così evidente che sembra essere la normalità e
forse comincia ad essere accettata senza troppa preoccupazione: questo
sistema ci sta portando al disastro totale e non c’è né il tempo, né la
possibilità per lasciare la questione nelle mani dei promotori di
riforme. Vogliamo uccidere il sistema perché vogliamo vivere e far vivere
la nostra terra.

Con questo in mente e consapevoli che non è cosa poi così facile,
vogliamo comunque portare avanti iniziative che rendano ostile il
territorio ai giganti dell’arroganza e della sporcizia. Per generalizzare
la non-collaborazione, lo scetticismo e l’opposizione ai loro progetti di
espansione e alla loro ideologia, per svegliare nelle persone il pensiero
indipendente, l’attivismo nella propria comunità, la consapevolezza che è
possibile cambiare solo riprendendo nelle proprie mani il proprio destino
senza nessuno a comandare, senza nessuno a sopportare.


5 GIORNI DI LOTTA ANTI-INDUSTRIALE A ROSIGNANO SOLVAY (LI)
da mercoledì 20 Agosto a domenica 24 ;PRESIDI, VOLANTINAGGI, DIBATTITI,
PROIEZIONI VIDEO, MOSTRE, BANCHETTI, MUSICA, CONCERTI

Infoline: 349 28 47 541



PROSSIMA RIUNIONE ORGANIZZATIVA:

LUNEDì 28 LUGLIO ORE 16, VIA DEL CUORE 1 PISA




*******
*******
****** A-Infos News Service *****
Notizie su e per gli anarchici

Per iscriversi -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
Per informazioni -> http://www.ainfos.ca/it
Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca



A-Infos Information Center