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(it) Comidad n.109: Diario di guerra N°2

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Wed, 16 Jul 2003 11:45:04 +0200 (CEST)


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e-mail/DIARIO DI GUERRA N°2

22/04/2003 Iraq: le stragi dietro la telecamera

Occorre ricordare che la propaganda USA consiste nel paventare
pericoli immaginari per poi sottolineare quanto sono stati bravi
gli americani a superarli. Tanto per ribadire: è stata la
propaganda americana ad evocare un nuovo Vietnam, ed è stata la
stessa propaganda americana che oggi rinfaccia agli
antiamericani di aver sperato in un nuovo Vietnam.

Ciò vuol dire che le notizie sui timori americani per la nascita
di un'opposizione islamica in Iraq vanno prese con le molle,
anzi non raccolte affatto.

Il punto dolente è che dietro l'affollarsi di notizie
"suggestive", nel frattempo in Iraq sta avvenendo una
liquidazione silenziosa (o una strage silenziosa), dei
potenziali oppositori dell'occupazione americana. Il problema
dei desaparecidos iracheni dovrà essere posto all'ordine del
giorno, per demistificare il mito degli americani liberatori, e
anche per salvare la pelle a qualcuno grazie ad una maggiore
trasparenza. Non sarà facile, e lo dimostra il numero dei
giornalisti uccisi dal "fuoco amico".

28/04/2003 Unilateralismo unilaterale dei DS

La critica dei DS agli USA continua a insistere su un
inesistente unilateralismo americano. In realtà gli USA hanno
potuto aggredire l'Iraq grazie ad anni di connivenza e di
complicità dell'ONU e della comunità internazionale, che hanno
continuato a pretendere il disarmo dell'Iraq ancora nel momento
stesso in cui Bush ammassava truppe ai confini di questo paese.
Dopo la sconfitta in Vietnam, gli USA hanno scoperto che l'unico
sistema sicuro per non perdere le guerre è quello di non
combatterle affatto. Questo gioco è potuto riuscire perchè altri
paesi si sono prestati a fare da sponda.

L' unilateralismo è invece paventato/immaginato proprio dai DS i
quali continuano ad attendere dagli USA una disponibilità alla
concertazione che in effetti è già operante, visto che i critici
dell'intervento USA si ostinano a non considerare Bush come
soggetto da controllare.

Ad esempio: cosa stanno combinando gli americani in Iraq dietro
la facciata di false notizie e di false immagini televisive?

Perchè non si comincia a chiedere la presenza di osservatori
neutrali, per accertare ciò che realmente sta accadendo?

E se gli Stati Uniti non permettessero l'ingresso di questi
osservatori neutrali, perchè non metterli davanti al fatto
compiuto?

D'altra parte basterebbe farsi promotori di canali informativi
protetti, cosa che un governo come la Francia o
un'organizzazione come l'Internazionale Socialista potrebbero
certamente fare. In altre parole, occorre che le notizie possano
uscire dall'Iraq senza passare per i canali informativi
ufficiali, ormai troppo terrorizzati e intruppati dal controllo
USA.

Insomma, occorrerebbe che i DS e gli altri cominciassero a
muoversi, loro sì, unilateralmente senza accettare il tipo di
concertazione ( leggi complicità) che gli Stati Uniti gli stanno
imponendo.

02/05/2003 Stragi in Iraq

La strage di qualche giorno fa in Iraq, non è un episodio, ma è
uno dei tanti momenti di una strage diffusa che sta avvenendo in
questi giorni ad opera degli occupanti USA.

Il fatto eccezionale è che la notizia della strage sia riuscita
a giungere in Occidente, sebbene non abbia raggiunto le prime
pagine dei giornali e non sia stata oggetto di apprensione e
attenzione.

Non a caso la montatura della polmonite atipica sta invadendo
gli spazi mediatici, incanalando immagini e informazioni, che di
per sè non presentano alcuna eccezionalità, ma sono indirizzati
in un comune senso allarmistico.

Le polmoniti virali sono piuttosto frequenti come ognuno ha
avuto modo di sperimentare (un po' tutti conoscono qualcuno che
ha avuto una polmonite virale); perciò aver attribuito un tale
spazio a questa pseudo notizia aveva due scopi:

a) relegare l'Iraq sullo sfondo mediatico;

b) accreditare l'idea della necessità di un potere di controllo
sovranazionale rispetto alle singole nazioni (cioè esattamente
ciò che serve agli USA per poter effettuare la loro ingerenza
all'interno dei paesi che si intende aggredire).


bollettino di collegamento nazionale
comidad 109 - luglio 2003




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