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(it) L'esercito mette le armi in vetrina per reclutare mercenari

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 10 Jul 2003 18:20:58 +0200 (CEST)


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Da: dotui deru <dotuideru@yahoo.it>

Martedì 8, è stata accolta malamente una performance dell’esercito,
l’odio per le divise è stato gridato a più riprese.Il Carroarmato, il
bazuka, e il percorso di addestramento, erano accompagnati dalla
musica, da una presentatrice, e da un allestimento in perfetto stile
di marketing. Il percorso di addestramento, è stato fatto provare ai
bambini, incitati e accompagnati da militari. I bambini sono stati
fatti salire anche sul carroarmato. Sono stati lanciati slogan,
offese, prese per il culo, disturbato l’inno nazionale, staccati i
cavetti delle casse, incendiata una bandiera americana, distribuiti
volantini, spiegato in vari modi a cosa servissero le guerre, gli
eserciti, gli armamenti.Con questo clima, e con i momenti di tensione
creati con gli sbirri e con alcuni parenti o amici dei servi che si
sono innervositi, si può dire che si è nettamente abbassato l’umore
dei promotori.Non sono mancati alcuni dirigenti dell’arci e di
rifondazione a mediare e a riportare dichiarazioni
sui giornali locali, smorzando e censurando i toni di protesta e di
sdegno.
Sembra che la propaganda di guerra si dirigesse verso Grossetto, e che
faccia un vero e proprio tour.

Segue, uno dei volantini distribuiti;


8 luglio – ore 18 [loc. Cecinella] Marina di Cecina

L’ESERCITO METTE LE ARMI IN VETRINA PER RECLUTARE MERCENARI

L’odio e la miseria di guerre e embargo fanno esplodere la sacrosanta
vendetta sugli invasori a stelle e strisce ed i suoi alleati. “Uccisi
soldati americani” sono i titoli di testo.

250 mila bombe sono state sganciate sugli irakeni nel ’91. 500 mila
bambini morti a causa dei dodici anni di embargo. Non sono numeri ma
bombe VERE e pelle VERA.

Tanto la propaganda democratica è così falsa che difficilmente fa
intravedere la reale verità. Un genocidio di massa, viene giustificato in
nome della guerra al terrorismo, quando l’unico pretesto è quello
dell’oro nero. Un sequestro di persona viene fatto passare per
un’accoglienza nei moderni lager di Stato costruiti per i migranti.

Il sistema stesso è un regime fondato sul terrore. L’esercito e il suo
assetto militare oramai tecnologicamente irraggiungibile, fa irruzioni
brutali chiamandole missioni di pace.

La parola pace e molte altre parole non hanno più alcun significato in
bocca al potere. I mandanti e i sanguinari, oggi cambiano bandiera. Rambo
va a fare la pace, i Democratici di sinistra diventano pacifisti.

Il nuovo analfabetismo è pronto. ….

Il dizionario anche……Ecco la messa in scena!

L’ideologia dei padroni mostra la Faccia buonista quando infila il
coltello nella pancia ad un irakeno o tira una bomba sul cranio di un
afgano squarciandolo in mille pezzi.

Tenta di salvarsi la Faccia anche quando l’Arma dei Carabinieri spara sul
volto e uccide sul selciato un ribelle.

I tutori e i difensori dell’ordine fondato sull’apparenza, la disciplina,
l’oppressione, lo sfruttamento e la morte, si chiamano Capitalisti e
governatori Democratici.

L’ingranaggio sprizza di sangue da un lato prontamente occultato, mentre
dall’altro luccica; l’orribile e l’innocuo sono paradossalmente esposti
in vetrina.

I maghi dell’imbroglio fanno questo ed altro!

Al passo coi tempi rendono i poliziotti più vicini ai cittadini ( quando
tutti sanno benissimo che razza di rompipalle e torturatoti che sono) e i
mercenari non più lontani…( che sono stati e rimarranno sempre una banda
di assassini al soldo dei governi).

Noi insistiamo, e vogliamo vederci chiaro, che anni e anni di soprusi e
di angherie sulla pelle dei popoli, indignino e insegnino qualcosa ai
molti indifferenti: l’uranio impoverito e la violenza di Bande di
Assassini in Uniforme è prodotta dagli industriali e dagli Stati, la
proclamano le multinazionali del petrolio e le istituzioni
sovranazionali, la difendono i potenti di ogni risma, la permettono quei
portaborse dei Sindaci.

Tutti questi signori e le loro pratiche, sono talmente estranei dal senso
della vita, che l’educazione costante alla morte è divenuta una PAUROSA
normalità.

Due parole su altri loschi figuri…

I Sindaci, quali ufficiali del governo, sovraintendono personalmente i
servizi statali decentrati ai Comuni.

Ha voglia il sig. Pacini e il Comune di Cecina di tappezzare di bandiere
multicolore, quando loro stessi, si trovano tra i beniamini della guerra.

L’ipocrisia è alle porte!

Il sig. sindaco Pacini, permettendo un’iniziativa pubblica di promozione
e educazione alla cultura di morte, si rivela per quello che è e per
quello che ha scelto di fare.

Si prende tutte le responsabilità lui e i suoi compari, perché
l’esposizione di tecnologie, di mezzi e di armi da guerra, hanno lo scopo
di sensibilizzare alla servitù militare, alla disciplina e al grigiume
della caserma, e servono a legittimare altri infami massacri di massa.

Noi, per quanto ci riguarda, in culo alle autorità siano esse militari o
civili, divulghiamo altri messaggi con principi estremamente opposti,
legati alla vita, al piacere, ma soprattutto alla rivolta aperta contro
gli oppressori, qualunque colore e forma si presentino.

A noi, non ci resta che unirci e solidarizzare con tutti coloro che si
ribellano e scelgono la lotta come compagna di strada.

Salutiamo un nostro amico e compagno di Vada, che è stato rinchiuso in
galera dai nostri nemici perché si è rifiutato come molti altri di
prestare il servizio militare e civile allo Stato.

Questa è una lettera firmata da nove di loro;

Siamo uomini e non buffoni a comando. Lo stato ci ha rubato all’affetto
delle nostre famiglie, all’amore dei nostri cari, alla bellezza dei
nostri mari e delle nostre montagne, al profumo delle nostre terre,
poiché in varie forme ci siamo messi sotto i piedi le sue brigate, i suoi
battaglioni, i suoi reparti.

Ci chiamano disertori di un esercito che non abbiamo mai voluto formare,
mancanti a chiamate alle quali abbiamo rifiutato di rispondere, ma né una
brigata, né un battaglione, né un reparto interi valgono la forza e la
dignità di uno solo di noi, noi che riteniamo la nostra libertà
invidiabile, affermandolo senza pentimenti, con la risolutezza degli
uomini liberi.

Lo stato che vorrebbe farci provare l’onta cacciandoci dal consorzio
civile ottiene l’effetto contrario, rinserra i legami fra noi e le nostre
genti, pronte alle mille dimostrazioni d’amore, ostili alle guerre e agli
interessi economici che le muovono, ritte in piedi e mai in ginocchio.

Lo stato ci sfrutta, facendoci penzolare dalle sue forche militari,
ammucchiati in questa immonda struttura, per terrorizzare coloro che
debbono a forza vestire le sue divise, così come ci ha sfruttato le mille
volte prima di questa galera, chiamando orrori le nostre giustizie,
crimini le nostre libertà, libertà il nostro lavoro forzato.

Noi non abbiamo patria, riconosciamo liberi gli individui di tutte le
latitudini, riconosciamo nemici i prepotenti e gli sfruttatori che
calpestano il nostro stesso suolo.

Noi non difendiamo che i nostri pari, ricambiando la solidarietà e la
meravigliosa complicità che solo i pari sanno profondere, rifiutiamo di
tener conto di qualsiasi confine risultato dalle guerre atroci per la
spartizione diseguale del mondo, che è di tutti indistintamente.

Con calore e umanità. 9 febbraio ’03.
I detenuti del carcere militare di
Santa Maria Capua Vetere (CE).




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