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(it) FdCA - Contro il militarismo e contro i signori dellosfruttamento e della guerra!

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Date Tue, 28 Jan 2003 13:01:59 -0500 (EST)


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Volantino diffuso alla manifestazione antimilitarista di La
Spezia dalla FdCA

CONTRO IL MILITARISMO E CONTRO I SIGNORI DELLO SFRUTTAMENTO E
DELLA GUERRA!

Il conto alla rovescia sta stringendo i tempi a favore della
guerra e l'incubo di un nuovo intervento militare degli Stati
Uniti e dei suoi alleati contro la martoriata popolazione
irachena sta diventando, giorno dopo giorno, una tragica realtà.
La farsa delle ispezioni delle Nazioni Unite in Iraq è la chiara
dimostrazione dei "pruriti bellicosi" di Washington: anche se ad
oggi i funzionari dell'Onu non hanno trovato la minima prova
dell'esistenza di armi di distruzione di massa in territorio
iracheno, il governo degli Stati Uniti continua ad andare avanti
per la sua strada accumulando truppe e mezzi nella regione del
Golfo.

La guerra contro l'Iraq, dopo quella contro l'Afganistan,
costituisce un nuovo elemento della strategia USA di
rafforzamento della propria egemonia militare per il
mantenimento del dominio sul mondo e per il controllo delle
principali fonti energetiche e delle materie prime. Una guerra
che avrà conseguenze pesantissime sulla popolazione civile
costretta a pagare il prezzo più alto dell¹attacco che gli Stati
Uniti sono determinati a scatenare: in un rapporto del
Organizzazione Mondiale della Sanità si parla di mezzo milione
di iracheni che verrebbero feriti e sarebbero costretti a
ricorrere all'assistenza medica, mentre 1.250.000 civili
rimarrebbero esposti senza difesa ai contraccolpi di un
conflitto dalle conseguenze e dalla durata incalcolabili.

Ma se la Casa Bianca vuole fare a tutti i costi la guerra, la
maggioranza della popolazione americana e dei principali paesi
occidentali è contraria all'uso delle armi: da un recente
sondaggio on-line del "Time" è emerso che più della metà dei
lettori pensa che la nazione più pericolosa per la stabilità
degli equilibri internazionali sia proprio quella americana.

Anche in Italia la maggioranza dell'opinione pubblica è
contraria alla guerra e le iniziative antimilitariste e
pacifiste di questi ultimi mesi hanno dato testa e gambe ad un
movimento di massa contro la guerra, come testimoniano l'immensa
manifestazione di Firenze e un numero impressionante di presidi,
manifestazioni e assemblee su tutto il territorio nazionale.

La guerra è anche uno strumento molto utile per occultare i
disastri delle politiche liberiste che privano i 2/3
dell'umanità di cure sanitarie, di acqua, di cibo, di scuole e
provocano spaventose devastazioni ambientali, emigrazione
disperata e fenomeni di schiavitù. Mentre nel mondo ogni 3
secondi muore un bambino per povertà o fame, ogni anno 500
miliardi di dollari negli Usa e 250 in Europa vengono spesi in
armamenti. Basterebbero appena 3 miliardi di dollari per curare,
sfamare, assicurare l'acqua per un anno alle popolazioni del sud
del mondo.

Ma gli effetti della "Guerra Infinita" si fanno sentire anche
nelle tasche dei lavoratori italiani: mentre il governo
Berlusconi-Bossi-Fini si fa sempre più aggressivo nell'attaccare
le conquiste e i diritti dei lavoratori, dei giovani e dei
pensionati, con l'ultima Finanziaria taglia anche i fondi agli
enti locali, all'assistenza sanitaria e alla scuola pubblica per
aumentare quelli per le spese militari che serviranno
all'aggiornamento degli armamenti, alla formazione di truppe
specializzate, all'aumento delle capacità di guerra elettronica
dei nostri jet militari e, non ultimo, a finanziare le missioni
militari italiane all'estero, come quella in Afganistan che
costerà ai lavoratori italiani circa 100 milioni di euro.

Dopo l'11 settembre, la guerra ha dilatato il concetto di
nemico. E' un nemico chi mette in discussione questo modello di
società, fondato sullo sfruttamento e sull'accumulazione della
ricchezza nelle mani di pochi. Nemici sono tutti i movimenti
sociali che lottano contro le ingiustizie e l'esclusione
sociale. Ci dicono che questa guerra é contro il terrorismo, in
realtà essa mira alla riduzione degli spazi pubblici di
agibilità politica e delle libertà individuali, così come
dimostrano i recenti arresti di militanti no-global di Cosenza e
Genova, le schedature degli operai Fiat iscritti al sindacato e
le accuse della Procura di Genova contro militanti del
sindacalismo di base. Chi pensava che la fine della "Guerra
Fredda" avrebbe aperto la strada verso un futuro di pace e
amicizia tra i popoli si è sbagliato. Oggi, la guerra è il
paradigma sul quale si fonda il Nuovo Ordine Mondiale e la Nato,
con a capo gli Stati Uniti, svolge una funzione di
complementarietà ai processi di globalizzazione neo-liberista.
Insomma, gli interessi economico-finanziari delle grosse
multinazionali, oggi come ieri, passano attraverso l'opzione
militare e viceversa.

La crisi americana e mondiale non sembra fermarsi, e se si ferma
e solo per ristagnare. La strada illusoria per uscire da questa
crisi è ormai segnata dalla guerra permanente e dalla vecchia
politica della spesa militare. L'opposizione alla "Guerra
Permanente" deve passare attraverso una maggiore articolazione
dell'iniziativa del movimento e l'estensione delle lotte.

Consapevoli che solo una mobilitazione internazionale per la
pace può fermare la guerra, costruiamo in tutte le città
comitati di massa contro la guerra e il militarismo pronti a
chiedere, non appena dovesse partire l'attacco all¹Iraq, che
venga indetto uno sciopero generale europeo per fermare la
guerra. Un compito che ha bisogno di una grande radicalità nei
contenuti e di una capacità di comunicare.

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI

http://www.fdca.it/




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