A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Català_ Deutsch_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ TŘrkše_ All_other_languages _The.Supplement
{Info on A-Infos}

(it) UmanitÓ Nova n.43 - Le forbici di Garagnani

From Worker <a-infos-it@ainfos.ca>
Date Tue, 7 Jan 2003 06:37:34 -0500 (EST)


 ________________________________________________
      A - I N F O S  N E W S  S E R V I C E
            http://www.ainfos.ca/
        http://ainfos.ca/index24.html
 ________________________________________________

Da "UmanitÓ Nova" n. 43 del 22 dicembre 2002 

Le forbici di Garagnani
Libri di testo: nostalgia del Minculpop?

Fortunosamente scampato ai terrificanti gulag della bassa
modenese e delle valli ferraresi ("questa cultura comunista mi
ha massacrato fin da bambino, a me che vengo da una regione
rossa come l'Emilia Romagna"), l'onorevole di Forza Italia,
Fabio Garagnani, ha deciso che Ŕ ora di finiamola, e che Ŕ
giunto il fatidico momento di mettere una pietra (tombale)
sull'egemonia culturale della sinistra. Famoso per
l'impostazione rigorosamente democratica e rispettosa dei
diritti civili di ogni sua iniziativa (sua, ad esempio, l'idea
del numero verde bolognese a cui denunciare, anonimamente, gli
insegnanti che non parlano bene del governo Berlusconi), anche
questa volta, mosso da un insopprimibile afflato illuministico,
si Ŕ buttato a corpo morto in una battaglia di libertÓ. Finendo
cosý agli onori della cronaca. E, almeno per il momento, anche a
quelli del ridicolo.

╚ sua, infatti, la proposta di istituire una commissione
governativa per il controllo dei libri di testo di storia delle
scuole superiori e sua Ŕ stata l'efficace opera di convincimento
sui colleghi polisti della Commissione cultura della Camera. I
quali, evidentemente commossi per il massacro giovanile di cui
sopra e desiderosi di impedire nuove sevizie alla disgraziata
giovent¨ non solo emiliano romagnola ma dell'Italia tutta, hanno
ritenuto di appoggiare tale proposta. Senza porre condizioni e
in entusiastica unanimitÓ. Il fatto che il suo progetto sia
stato poi bocciato, non solo dall'opposizione ma anche da
numerosi esponenti della maggioranza, tra i quali (e questo la
dice tutta) si Ŕ distinto l'on. Giovanardi, nulla toglie,
comunque, alla grottesca gravitÓ di ci˛ di cui stiamo parlando.

Che la cultura reazionaria, incapace di dare senso razionale e
nobiltÓ intellettuale alle proprie mene oscurantiste, possa
ragionare solo in termini di censura e controllo, non Ŕ una
novitÓ. E se questa Ŕ stata una costante di tutti i fascismi del
secolo scorso (in Italia c'era il Minculpop e in Germania c'era
Goebbels), anche i regimi profondamente autoritari del
cosiddetto socialismo reale, non si sono tirati indietro. Non
occorre nominare il mitico Zdanov, per capire di cosa si stia
parlando. Laddove le coercizioni economiche e sociali non
riescano a comprimere compiutamente la libera espressione
intellettuale, ogni residua manifestazione di libero pensiero
rappresenta un pericolo. E a questo pericolo si Ŕ risposto, si
risponde, e si intende continuare a rispondere non con gli
strumenti della dialettica e della cultura, ma con l'unico
arnese rassicurante per il potere: le forbici della censura.
Quelle forbici, tanto per intenderci, che in modo strisciante
giÓ stanno funzionando, in questo regimetto in sedicesimo, nei
giornali e sugli schermi televisivi, e che ora si vorrebbero
usare sui testi scolastici non allineati.

╚ davvero una profonda miseria morale e intellettuale il tratto
caratteristico di questa "nuova" classe dirigente!

Pochi movimenti hanno goduto di cattiva stampa come il nostro.
Non solo nelle cronache dei quotidiani usi a riportare le veline
della questura, ma anche, specularmente, nelle pagine dei libri
di storia.

Che la scuola storiografica italiana, soprattutto in questo
secondo dopoguerra, sia stata profondamente segnata dalla
cultura marxista, non Ŕ certo una scoperta dello scampato ai
gulag emiliani. Del resto, per onestÓ, si deve riconoscere che
nessuna autoritÓ esterna ha imposto il prevalere del marxismo
nella storiografia, ma questo Ŕ diventato egemone, tra i tanti
motivi, anche perchÚ ha saputo offrire agli studiosi chiavi
interpretative e metodi di ricerca credibili. E pi¨ che
legittimamente gli storici marxisti hanno riportato nelle loro
pubblicazioni le istanze ideologiche a cui si richiamavano.

Di questa impostazione, ripeto, pi¨ che legittima anche se non
seria scientificamente, noi anarchici abbiamo fatto,
pesantemente, le spese. Basta sfogliare uno qualsiasi dei testi
pubblicati fino agli anni novanta, per rendersene conto: il
movimento anarchico delle origini composto da spostati e piccoli
borghesi falliti, un distacco sostanziale dalle istanze delle
classi lavoratrici, un'azione impostata unicamente su bombe e
attentati, un'adesione di massa al fascismo (confondendosi
volutamente il sindacalismo rivoluzionario con l'anarchismo), un
velleitarismo ideologico imparagonabile con la disciplina
comunista, l'assenza totale dalla resistenza antifascista, ecc.
ecc. Tutte balle, tutte clamorose mistificazioni che ben
conosciamo. Per non citare poi quello che si Ŕ scritto sul ruolo
degli anarchici nella rivoluzione spagnola; sarebbe fin
ingeneroso riportare alla luce le colossali stronzate
dell'accademia stalinista.

Eppure, in quanto anarchici, nessuno di noi ha mai ipotizzato
una qualsiasi soluzione censoria. Anzi, rimboccandoci le
maniche, abbiamo cercato di rispondere sullo stesso terreno.
Nonostante il profondo isolamento a cui erano consegnati, i vari
Pier Carlo Masini e Gino Cerrito hanno ribattuto colpo su colpo,
ricerca su ricerca, ai travisamenti storici dell'ideologismo
marxista, e hanno buttato le basi per creare una scuola
storiografica libera da preconcetti e da tesi da dimostrare. ╚
stato un lavoro lungo e non facile, condotto da un gruppo di
studiosi ai quali l'appartenenza al movimento non ha impedito lo
studio obiettivo delle fonti. E che ha trovato nella Rivista
storica dell'anarchismo e nei vari Centri studi libertari, gli
strumenti per esprimersi. Alla resa dei conti, nessuno studioso
serio, oggi, pu˛ pi¨ permettersi di affrontare con
superficialitÓ la nostra storia. Che Ŕ quanto ci si era
proposto. Senza censure, senza abusi.

Massimo Ortalli



http://www.ecn.org/uenne/


*******
                  *******
     ****** A-Infos News Service *****
          Notizie su e per gli anarchici

 Per iscriversi        -> mandare un messaggio a LISTS@AINFOS.CA e
                          nel corpo del msg scrivere SUBSCRIBE A-INFOS-IT
 Per informazioni      -> http://www.ainfos.ca/it
 Per inoltrare altrove -> includere questa sezione
 Per rispondere a questo messaggio -> a-infos-d-it@ainfos.ca




A-Infos Information Center