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(it) [alt.media] da Indymedia: Contro le nuove carceri.

From Meletta <meletta@aconet.it>
Date Fri, 3 Jan 2003 13:05:05 -0500 (EST)


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da Indymedia: Contro le nuove carceri.
by no prison! Thursday January 02, 2003 at 08:03 AM




Contro le nuove carceri, occupiamo i cantieri. Appello per una riunione di 
preparazione che si svolgera' a Parigi nei giorni 18 e 19 gennaio 2003.


Contro le nuove carceri, occupiamo i cantieri
Appello per una riunione di preparazione

Dopo la libera circolazione delle merci e la moneta unica, il processo di 
costruzione della potenza economica e militare europea si avvia alla tappa 
dell'unificazione giudiziaria e poliziesca.
La volontà di giungere a un codice penale europeo è legata al fiorire in 
ciascuno dei paesi dell'Unione europea di una moltitudine di nuove leggi e 
misure ultra repressive, che sono il frutto del comune lavoro dei ministri 
dell'interno e
della Giustizia incontratisi durante i vertici dell'Unione europea a 
Tempere (Finlandia), Nizza, Barcellona. Questi vertici hanno prodotto una 
comune politica contro i lavoratori precari immigrati, una nuova 
definizione del
concetto di "terrorismo" inglobante tutti i movimenti sociali radicali, la 
costituzione dell'EuroPol (una polizia europea allo stato embrionale) e del 
sistema di informazione di Schengen (SIS, un sistema informatico che
raggruppa tutte le schedature effettuate dagli apparati polizieschi dei 
vari paesi membri). Ma, nei fatti, l'instaurarsi di un vero spazio giudiziario
europeo si avrà il primo gennaio del 2004 quando entrerà in vigore il 
mandato di arresto europeo. A partire da questa data, su richiesta di 
giudice o di un procuratore, le leggi in vigore in ciascuno dei paesi 
dell'Unione saranno applicate a tutti coloro che vivono in uno dei 24 paesi
membri. Tale volontà si manifesta chiaramente in un atteggiamento ultra 
repressivo verso i movimenti "sovversivi" (uso delle armi a Goteborg e
Genova, messa al bando delle organizzazioni di esiliati turchi, colombiani, 
iraniani e kurdi, messa fuori legge di Batasuna in Spagna, incarcerazione 
di alcuni sindacalisti in Francia e retate contro gli anarchici piuttosto che
contro i no-global in Italia), e tende ad andare oltre giacché mira ad una 
politica di terrore contro tutta la società civile.
Tale situazione è particolarmente evidente in Francia dove lo stato ha 
lanciato un programma per la costruzione di 13.200 nuovi posti in carcere a 
coronamento di una
politica ultra repressiva trasversale (propria della destra come della 
sinistra di governo) che ha designato quale nemico da abbattere la gioventù 
delle periferie:

- delle vere e proprie retate sono organizzate dalla polizia nei quartieri 
popolari dove la polizia si comporta come una forza di occupazione;

- l'età minima di responsabilità penale è stata abbassata a 10 anni e ormai 
si può incarcerare a 13 anni;

- è vietato riunirsi negli androni delle case;

- nei quartieri sono stati costituiti dei tribunali locali per applicare 
una giustizia più sbrigativa;

- si impone la schedatura penale nella scuola dell'obbligo richiedendo agli 
insegnanti di collaborare come assistenti sociali.

Tra le altre categorie prese esplicitamente di mira figurano in particolare
gli zingari, gli squatters, i ravers, i senza fissa dimora, le prostitute, 
sebbene ciò a cui si tenda è l'instaurarsi di un terrore generalizzato.

- d'ora in avanti chi non paga i biglietti dei mezzi pubblici può essere 
rinchiuso in galera

- le guardie sono dotati di armi da guerra e pistole con pallottole di gomma

- guardie e vigili hanno ormai il diritto di perquisire chi gli aggrada

- il piano Vigipirate ha instaurato la suddivisione a scacchiera dei luoghi 
pubblici per scopi polizieschi e l'entrata in vigore di leggi speciali 
permanenti.

Non si tratta di misure specifiche atte a "rimediare" ad un problema 
specifico, bensì di una politica di gestione sociale di stampo autoritario 
applicata dal governo francese nel contesto europeo.

Ognuna di queste misure ha suscitato una reazione non trascurabile, ma 
mancando di uno spazio comune non si è ancora giunti alla realizzazione di 
un vasto movimento.
A tal fine diversi collettivi francesi e svizzeri,
impegnati nella lotta contro carcere e repressione, si sono uniti in un 
unico coordinamento.
Abbiamo lanciato una campagna tesa a impedire la
costruzione delle nuove prigioni per ostacolare concretamente la logica 
della sicurezza totale, giacché l'aumento delle strutture penitenziarie è 
la misura che contiene tutte le altre.
Infatti, 13.200 celle supplementari rappresentano la possibilità di 
incarcerare 25.000 persone in più
(attualmente il tasso di sovrappopolazione carceraria è del 200%), ma ciò 
significa che, allo stesso modo, altri 75.000 saranno sottoposti a misure 
restrittive della libertà individuale: braccialetti elettronici, libertà
vigilata, libertà condizionale, trattamenti terapeutici o psichiatrici con 
la minaccia diretta della carcerazione al minimo passo falso (da 15 anni, 
in Francia come in numerosi paesi "moderni" la proporzione è costante: 3 
persone sotto indagine per ogni detenuto). La prigione, ultimo anello della 
catena repressiva, è la minaccia che permette tutte le altre, è la spada di 
Damocle sospesa sulla testa di ciascuno.

Proponiamo di occupare in massa il cantiere di una prigione in costruzione 
(ne sono in programma 28) alla fine dell'estate 2003, questa occupazione, 
le cui modalità dovranno essere decise collettivamente, durerà almeno una
settimana.
Riappropriandoci di uno spazio di lotta e di discussione faremo avanzare 
concretamente la realizzazione di una rete di coordinamento delle lotte in 
Europa contro l'elaborazione di una macchina repressiva su scala
europea.
Le riunioni preparatorie che si svolgeranno per circa due mesi saranno 
certamente delle importanti occasioni d'incontro, per condividere le nostre 
riflessioni e le nostre esperienze e per costruire insieme questo progetto.

Il primo incontro preparatorio si svolgerà a Parigi nei giorni 18 e 19 
gennaio 2003.

Contact : butterfly@resiste.net


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